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Impatto Enel Decreto Energia

Enel, primo CdA dell’era Scaroni: Flavio Cattaneo confermato Amministratore Delegato

Il nuovo board assegna le deleghe operative e verifica i requisiti di indipendenza dei consiglieri. Resta invariato l’assetto dei poteri tra la presidenza e il vertice gestionale per il triennio 2026-2028.

Il nuovo corso di Enel S.p.A. entra ufficialmente nel vivo con la conferma della leadership operativa. Nella giornata di oggi, 13 maggio 2026, il Consiglio di Amministrazione si è riunito a Roma per la prima volta sotto la presidenza di Paolo Scaroni, a seguito della nomina avvenuta nell’assemblea dei soci dello scorso 12 maggio. La decisione principale del board, come riportato in una nota ufficiale diffusa dalla Società, è stata la riconferma di Flavio Cattaneo nel doppio ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale. Questa mossa garantisce la stabilità al vertice del colosso energetico, permettendo al management di proseguire senza soluzioni di continuità nell’attuazione dei piani strategici aziendali.

RIPARTIZIONE DEI POTERI E FUNZIONI DI SUPERVISIONE

Il Consiglio ha scelto di muoversi nel solco della continuità anche per quanto riguarda l’architettura dei poteri interni, confermando l’assetto preesistente. Al Presidente Paolo Scaroni è stato riconosciuto un ruolo cruciale di impulso e supervisione, con deleghe specifiche sulla corporate governance e sulla vigilanza delle attività del Consiglio stesso.

Scaroni avrà inoltre il compito di curare i rapporti con le autorità e gli organi istituzionali, agendo sempre d’intesa e in coordinamento con l’Amministratore Delegato. Un passaggio tecnico di rilievo riguarda la funzione di audit: il board ha assegnato al Presidente un ruolo di supervisione sulle attività di controllo, fermo restando che il responsabile dell’audit risponderà gerarchicamente al Consiglio e funzionalmente all’Amministratore Delegato. A Flavio Cattaneo sono stati invece conferiti tutti i poteri necessari per l’amministrazione ordinaria della Società, fatta eccezione per le prerogative riservate dalla legge, dallo statuto o mantenute esplicitamente dal Consiglio di Amministrazione.

VERIFICA DEI REQUISITI DI INDIPENDENZA E ONORABILITÀ

Un momento significativo della seduta è stato dedicato allo screening dei componenti del board. Tenendo conto delle dichiarazioni rese dai candidati e delle informazioni a disposizione, il Consiglio ha verificato che tutti i membri possiedano i requisiti di onorabilità previsti, confermando l’assenza di clausole di ineleggibilità o incompatibilità. Per i consiglieri non esecutivi — tra cui figurano Johanna Arbib, Mario Corsi, Tiziana De Luca, Dario Frigerio, Alessandro Monteduro, Federica Seganti e Alessandra Stabilini, oltre allo stesso Scaroni — è stato ufficialmente riconosciuto il possesso dei requisiti di indipendenza richiesti sia dal Testo Unico della Finanza che dal Codice di Corporate Governance. La valutazione ha seguito criteri qualitativi e quantitativi rigorosi, volti a escludere relazioni commerciali o professionali che potessero inficiare l’autonomia di giudizio dei singoli amministratori.

FOCUS SUI CONSIGLIERI CON INCARICHI ISTITUZIONALI

Il board ha approfondito con particolare attenzione le posizioni di Tiziana De Luca e Alessandro Monteduro, visti i loro ruoli nella pubblica amministrazione. Per De Luca, dirigente presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’indipendenza è stata confermata attraverso una valutazione sostanziale: il Consiglio ha evidenziato come la sua posizione organizzativa non condizioni l’autonomia di giudizio, considerando anche la natura del MEF come azionista di riferimento di Enel, secondo l’interpretazione normativa introdotta dal Decreto Legge n. 95/2025.

Analogo ragionamento è stato applicato ad Alessandro Monteduro, Capo di Gabinetto dell’Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica. In questo caso, il riconoscimento della sua indipendenza è stato ulteriormente rafforzato dalla netta separazione organizzativa e di competenze tra la Presidenza del Consiglio, presso cui opera Monteduro, e il Ministero dell’Economia, sancendo di fatto la piena regolarità della struttura di governo societario per il prossimo mandato.

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