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Energia, i programmi delle 4 coalizioni elettorali

Efficienza_energia

Le proposte energetiche di Centrosinistra, Centrodestra, Cinquestelle e Terzo Polo in vista delle elezioni del 25 settembre

In vista delle elezioni del prossimo 25 settembre, in questi giorni le diverse coalizioni politiche hanno presentato e stanno presentando il proprio programma elettorale. Programma che, anche alla luce delle conseguenze della guerra in Ucraina, del caro bollette e dell’aumento dell’inflazione, include anche il settore energetico.

Vediamo quindi di seguito su cosa puntano centrosinistra, centrodestra, Cinquestelle e Terzo Polo.

CENTROSINISTRA

Per il Partito Democratico l’utilizzo dei rigassificatori è “necessario, ma a condizione che rimangano attivi solo pochi anni e smobilitati prima del 2050”. Si pensa poi ad un “Fondo Nazionale Compensativo Anti-Nimby” che possa compensare i territori che autorizzeranno la costruzione di infrastrutture che potrebbero generare degli impatti di tipo socio-economico e ambientale.

Per affrontare il caro bollette il Centrosinistra propone un “contratto luce sociale” per le famiglie con reddito medio basso, mentre per quanto riguarda lavoro e sostenibilità si pensa ad un Piano nazionale per la costruzione di nuovi parchi rinnovabili che consentirà la creazione di 470.000 “lavori verdi” in 10 anni.

CENTRODESTRA

La coalizione di centrodestra propone di sbloccare l’estrazione del gas nei mari italiani, spingere sul biogas e incentivare la ricerca per una energia nucleare “pulita e sicura”, sviluppando allo stesso tempo il solare e l’eolico.

Sulla questione dell’approvvigionamento energetico, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia continuano a dichiararsi contrario a bloccare le importazioni di gas dalla Russia. Per arginare i costi dell’energia elettrica il centrodestra chiede all’Unione Europea di introdurre un price cap in tutta Europa, oltre ad una revisione del Pnrr rispetto ai progetti del governo Draghi.

CINQUESTELLE

I cinquestelle nel loro programma energetico propongono un bonus edilizio per fronteggiare il caro bollette per le famiglie – la cosiddetta “Società 2000 watt” – , oltre ad un superbonus energia per le imprese.

Ribadendo il loro “no” a trivellazioni, rigassificatori e termovalorizzatori, per affrontare la transizione energetica i pentastellati puntano su “impianti non inquinanti compatibili con le richieste dell’Europa”. Infine, chiedono una sburocratizzazione dei processi per favorire la realizzazione di centri di energia rinnovabile.

TERZO POLO

Per il Terzo Polo di Carlo Calenda “l’indipendenza dal gas russo è una questione di sicurezza nazionale”, che richiede un mix energetico composto sia da rinnovabili che dal nucleare. Il Terzo Polo chiede di completare la realizzazione di due rigassificatori per importare il gas e sostituire quello russo.

Infine, se è l’Unione Europa che dovrebbe agire per abbassare i costi dell’energia, attraverso un price cap su tutto il gas importato, allo stesso tempo è fondamentale scorporare il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da quello derivante da fonti fossili.

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