Il governo lavora a un decreto di semplificazioni per accelerare gli impianti energetici: secondo la ricostruzione de Il Sole 24 Ore, sul tavolo procedure più rapide per eolico e fotovoltaico, incentivi per efficienza energetica e reti. Possibile utilizzo della flessibilità europea fino a 13-14 miliardi di euro nel triennio 2026-2028
Il governo lavora a un nuovo pacchetto di semplificazioni che punta ad accelerare le autorizzazioni per gli impianti di energia rinnovabile, con particolare attenzione ai progetti eolici e fotovoltaici fermi nella fase finale dell’iter amministrativo. Il provvedimento, coordinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, potrebbe arrivare sotto forma di decreto legge a settembre o in parallelo alla presentazione della legge di bilancio in Parlamento. A riportare il quadro del provvedimento è Il Sole 24 Ore, che spiega come il pacchetto, definito dal Mimit “decreto imprese”, sia nato per raccogliere le richieste delle imprese su una serie di interventi di semplificazione.
Tra le priorità figura il capitolo energia: l’obiettivo è introdurre una sorta di “sblocca impianti” per ridurre i tempi autorizzativi dei progetti localizzati nelle aree idonee, oggi rallentati dal coordinamento tra competenze regionali, valutazioni di impatto ambientale e pareri delle soprintendenze.
EFFICIENZA ENERGETICA E FLESSIBILITÀ UE
Accanto alla semplificazione delle procedure, il governo valuta anche misure con impatto finanziario per sostenere gli investimenti delle imprese nella transizione energetica.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, la possibilità deriva dalla flessibilità concessa all’inizio di giugno dalla Commissione europea agli Stati membri, entro un tetto dello 0,6% del Pil nel triennio 2026-2028.
Per l’Italia questa flessibilità potrebbe tradursi in circa 13-14 miliardi di euro nel triennio. Le risorse, secondo la fonte, sarebbero destinate esclusivamente agli investimenti e non ai sussidi.
Nel perimetro degli interventi rientrano in particolare spese per batterie, pannelli solari, reti elettriche, sistemi di accumulo e ampliamento della capacità produttiva delle energie pulite.
DECRETO IMPRESE, RESPONSABILITÀ SOCIETARIA E ZONE SEMPLIFICATE
Il pacchetto allo studio non riguarda solo energia. Un altro capitolo riguarda la revisione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle società prevista dal decreto legislativo 231 del 2001.
Il lavoro tecnico, coordinato da Giorgio Fidelbo, presidente della sesta sezione penale della Corte di cassazione, riguarda possibili modifiche su sistema premiale, colpa di organizzazione, requisiti dei modelli organizzativi, best practice di compliance e disciplina della prescrizione.
Sempre nel decreto potrebbero trovare spazio interventi sulle zone logistiche semplificate. Il governo valuta l’estensione delle semplificazioni oggi previste dalla Zona economica speciale del Mezzogiorno anche ad altre aree del Centro-Nord, ma il percorso richiederebbe un confronto con l’Unione europea.
PMI, IPOTESI BONUS PER LE AGGREGAZIONI
Un altro intervento in valutazione riguarda un possibile bonus fiscale per favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese.
La misura potrebbe però essere inserita più probabilmente nella legge di bilancio. L’ipotesi è la reintroduzione, con modifiche, del precedente bonus riconosciuto ai fini Ires e Irap alle società nate da operazioni di aggregazione come fusione, scissione o conferimento di azienda, entro il limite di 5 milioni di euro.

