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Eni, come sono andati (bene) i conti del 2020 (malgrado il Covid)

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This picture taken on October 27, 2017, shows the headquarter of the Italian oil and gas company Eni in San Donato Milanese, near Milan. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Descalzi: Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica

“Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica. In pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale”. Sono le parole dell’ad di Eni Claudio Descalzi nel presentare i risultati consolidati del quarto trimestre 2020 e dell’intero esercizio.

DESCALZI: I RISULTATI DEL QUARTO TRIMESTRE SUPERANO LE ASPETTATIVE DEL MERCATO

“I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 $/barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto, e confermano la generazione di cassa operativa e l’efficacia della nostra azione di risposta alla crisi. Mentre il settore upstream consolida fortemente la tendenza alla ripresa, nell’anno i business destinati alla generazione e vendita di prodotti decarbonizzati hanno conseguito risultati eccellenti, con l’Ebit di Eni gas e luce in aumento del 17% e le lavorazioni delle bio raffinerie del 130%, oltre a 1GW di capacità di generazione da solare ed eolico già installata o in fase di sviluppo – ha aggiunto Descalzi – . Abbiamo posto le basi per una forte accelerazione delle rinnovabili, con l’ingresso in due mercati strategici quali gli USA e l’eolico offshore del Mare del Nord, con la partecipazione al progetto Dogger Bank in UK che sarà il più grande al mondo nel suo genere. Grazie alle azioni che abbiamo messo in campo, la generazione di cassa adjusted 2020 di €6,7 miliardi è stata in grado di autofinanziare i capex con un avanzo di €1,7 miliardi. L’indebitamento netto (ante IFRS 16) rimane al livello di fine 2019 ed il leverage si attesta intorno al 30%”.

COME È ANDATA LA PRODUZIONE DI IDROCARBURI

Nel 2020 la produzione di idrocarburi ha raggiunto gli 1,73 milioni di boe/giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia. Nel periodo sono state scoperte 400 milioni di boe di nuove risorse esplorative equity al costo competitivo di 1,6 $/boe. Per quanto riguarda le riserve certe a fine anno, queste ammontano a 6,9 miliardi di boe con un tasso di rimpiazzo all sources 43% (96% la media triennale).

Nel 2020 le promozioni nette di riserve certe sono state di 271 milioni di boe. L’effetto prezzo è stato negativo per 6 milioni di boe, principalmente dovuto alla variazione del marker Brent di riferimento, passato da 63 $/barile nel 2019 a 41 $/barile nel 2020 e i suoi conseguenti effetti sull’economicità delle code di produzione e sulle riserve equity nei PSA. La vita residua delle riserve è stimata in 10,9 anni.

I NUMERI FINANZIARI

Nel corso del 2020 Eni ha registrato un Ebit adjusted di Gruppo di €1,9 miliardi nell’anno (€0,5 miliardi nel quarto trimestre) con una contrazione di circa €6,7 miliardi dovuta per -€6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -€1 miliardo agli effetti del COVID-19, attenuati da una migliore performance per €1,1 miliardi. L’Ebit adjusted Exploration & Production si è attestato a €1,5 miliardi nell’anno (€0,8 miliardi nel quarto trimestre) in calo per effetto dello scenario depresso dei prezzi degli idrocarburi e delle minori produzioni.

Mentre l’Ebit adjusted 2020 per mid-downstream ha raggiunto in totale €0,63 miliardi, €0,33 miliardi per GGP superiore alle aspettative. €0,3 miliardi per R&M (con il pro-forma di ADNOC Refining), Chimica, EGL e Power, in linea con la guidance, sostenuto dalla crescita dei biocarburanti e del retail gas&power.

L’Utile netto adjusted ha visto un ritorno in utile a €66 milioni nel quarto trimestre; -€0,74 miliardi nell’anno. I capex organici sono stati ridotti a €5 miliardi (-€2,6 miliardi vs. budget originario a cambi costanti, pari a -35%) per effetto delle ottimizzazioni implementate. Riduzione degli opex di €1,9 miliardi rispetto al livello pre-COVID di cui circa il 30% strutturali.
Il Cash flow adjusted ante working capital si è attestato a €6,73 miliardi in grado di autofinanziare i capex organici dell’anno con un avanzo di €1,7 miliardi. Rispetto alla stima iniziale di €11,5 miliardi di cash flow adjusted allo scenario di 60 $/barile, ha sottolineato Eni, la flessione dei prezzi degli idrocarburi ha inciso per circa -€4,5 miliardi e gli impatti del COVID-19 per circa -€1,7 miliardi, in parte compensati dai cost saving e dalla performance.

Infine per quanto riguarda la liquidità Eni chiude l’anno con una riserva di liquidità di circa €20,4 miliardi di cui €9,4 miliardi di attivi di tesoreria, €5,5 miliardi investiti in attività liquide, €0,2 miliardi di crediti finanziari a breve e €5,3 miliardi di linee di credito committed non utilizzate. E viene confermata proposta dividendo 20201 di €0,36 per azione, di cui €0,12 versati in sede di acconto a settembre 2020.