Sostenibilità

Braccio di ferro Francia-Ue blocca lo storage di eolico e solare

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L’impasse ha congelato gli investimenti nell’idroelettrico di Edf. Quasi 3 GW di concessioni sono scadute e presto si potrebbe salire a 5GW

È in atto un braccio di ferro tra Ue e Francia che sta bloccando una serie di investimenti sugli impianti idroelettrici transalpini necessari a garantire l’immagazzinamento dell’energia solare ed eolica di cui potrebbero beneficiare centinaia di case e di cittadini d’oltralpe.

LA UE CHIEDE DI APRIRE IL MERCATO IDROELETTRICO FRANCESE

UEAl centro della querelle ci sono una serie di impianti idroelettrici gestiti da Electricite de France (Edf). I diritti della utility pubblica controllata dallo Stato di gestire le dighe sono scaduti alcuni anni fa e l’Ue ha intenzione di stimolare la concorrenza dando ad altre imprese la possibilità di entrare nella gestione. In sostanza Bruxelles ha chiesto di aprire il mercato delle dighe ad altri operatori attraverso dei bandi con Edf che ritiene ingiusto escluderla a priori dalle nuove gare d’appalto. In mezzo si colloca il governo di Macron che sta cercando un compromesso con le istituzioni europee.

CONGELATI 2 MILIARDI DI EURO DI INVESTIMENTI

Come racconta Bloomberg, questa storia si sta trascinando ormai da quattro anni e ha portato al congelamento di 2 miliardi di euro di potenziali investimenti in progetti di pompaggio idroelettrico. Finché il destino delle concessioni scadute non sarà chiaro, infatti, sia Edf sia Engie, che rappresentano i principali produttori francesi di energia idroelettrica, sono riluttanti a investire in nuove riserve o in turbine più potenti. Ma il paese avrà bisogno di ulteriori capacità di stoccaggio per la prevista espansione nell’energia eolica e solare.

EDF HA MOLTO DA PERDERE CON LA MESSO A BANDO DELLE DIGHE

“Oggi, alcuni investimenti sulle concessioni sono bloccati a causa del nostro attrito con l’Antitrust Ue”, ha sottolineato Virginie Schwarz, Direttore del Dipartimento Energia del ministero dell’Ambiente francese in una conferenza stampa questo mese. Il governo, che sta per presentare la road map energetica per il prossimo decennio, ha aggiunto la Schwarz, sta valutando come finanziare la rigenerazione delle vecchie dighe e lo sviluppo di piccoli progetti idroelettrici. Ciò naturalmente aumenterebbe l’attuale capacità idroelettrica francese di 25,5 gigawatt che genera più di un decimo dell’elettricità del paese. Edf, che gestisce più di 20 gigawatt di queste dighe, naturalmente è quella che ha più da perdere nelle future gare. Questo perché gestisce ancora la maggior parte dei quasi 3 gigawatt di concessioni scadute, e questo numero salirà a 5 gigawatt nei prossimi anni. Il gigante petrolifero francese Total e l’azienda pubblica norvegese Statkraft, per esempio, sono tra le aziende sono disposte a partecipare alle gare per le concessioni idroelettriche di Edfed Engie quando verranno predisposte. Naturalmente, ha ricordato Bloomberg, la questione è molto controversa per il governo visto che possiede l’84% di Edf e rischia di rimanere con dighe più piccole e meno redditizie.

UNO SPIRAGLIO PER CHIARIRE LA QUESTIONE DOPO LE EUROPEE DI MAGGIO

Eppure, ci può essere una “finestra politica” di opportunità per la Francia di fare un accordo con l’Ue dopo le elezioni parlamentari europee del prossimo maggio, ha detto a Bloomberg Regis Collon, portavoce di Statkraft France, che mira a gestire almeno 1 gigawatt di concessioni idroelettriche francesi entro il 2025. Il governo francese ha chiesto all’Ue di estendere la concessione di Edf sul fiume Truyere nel sud della Francia in cambio della realizzazione di un impianto idroelettrico di circa 1 gigawatt da parte dell’azienda, secondo quanto chiarito da Yves Giraud, numero uno dell’azienda francese che ha evidenziato più volte di non aver ricevuto alcuna risposta in tal senso da Bruxelles.

LA FRANCIA VUOLE REALIZZARE ALTRI 2 GIGAWATT DI STOCCAGGIO TRAMITE POMPAGGI IDROELETTRICI

La Francia ha intenzione di realizzare altri 2 gigawatt di stoccaggio tramite pompaggi idroelettrici (le turbine pompano l’acqua in serbatoi in salita quando la domanda di energia elettrica è bassa e generano elettricità come qualsiasi diga tradizionale quando la domanda è più alta). Attualmente le dighe vengono utilizzate per immagazzinare energia durante la notte, ma potrebbero farlo anche durante il giorno nel caso in cui ci fosse un eccesso di energia solare o eolica. La Francia ha già 4,2 gigawatt di questo tipo di stoccaggio che può fornire energia per un periodo molto più lungo rispetto alle batterie che si scaricano in poche ore. “Non si può passare una settimana senza vento con una batteria, mentre in realtà è possibile con l’idroelettrico”, ha detto il numero uno di Edf. Il costo di realizzazione di 1 gigawatt di pompaggio idroelettrico è di circa 1 miliardo di euro. Tuttavia il gigawatt successivo finisce per essere più costoso perché una volta utilizzate le località migliori rimangono quelle più svantaggiate, secondo Arnaud Renaud, responsabile del consulente Artelys. Pertanto investimenti così costosi devono richiedere un qualche meccanismo di sostegno finanziario dovito alla fluttuazione dei costi dell’energia elettrica. “Anche se probabilmente ne avremo bisogno, è difficile fare investimenti a lungo termine con entrate incerte”, ha detto Renaud a Bloomberg.