Il costo del gas torna al centro del confronto sulla competitività europea: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, avverte che a gennaio il prezzo potrebbe arrivare a 100-120 euro per megawattora, mentre chiede interventi nazionali ed europei per evitare nuove pressioni sull’industria. Nell’articolo pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore, Orsini afferma che «è fuori scala» il costo dell’energia e sollecita una «salvaguardia europea e nazionale». Il timore è che prezzi elevati del gas si traducano in maggiori costi per le imprese, soprattutto nei comparti energivori, aggravando il rischio di deindustrializzazione. «Bisogna costruire la sovranità energetica il prima possibile», sostiene il presidente di Confindustria, indicando anche l’accelerazione delle rinnovabili come una priorità.
Il quadro internazionale contribuisce a rendere più incerta la prospettiva invernale. Le interruzioni nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz hanno ridotto le esportazioni globali di gas naturale liquefatto da Qatar ed Emirati Arabi Uniti, intensificando la concorrenza tra gli acquirenti. Presente inoltre il rischio di nuove impennate in caso di inverno rigido o ulteriori problemi di approvvigionamento.
SERVIZIO DI LIQUIDITÀ, IL RISPARMIO DIPENDE DALLO SPREAD
Sul fronte italiano, il Servizio di Liquidità mira a ridurre il differenziale tra il PSV, il riferimento del mercato all’ingrosso nazionale, e il TTF, l’hub di riferimento europeo. Il meccanismo è stato oggetto della delibera 376/2026/R/gas di ARERA, pubblicata il 23 ottobre 2026, che ne definisce gli aspetti attuativi. Secondo il dossier del Senato già richiamato da Energia Oltre, l’azzeramento dello spread potrebbe ridurre il prezzo all’ingrosso di almeno 2 euro/MWh, con benefici stimati in circa 1,6 miliardi di euro l’anno: 800 milioni per i consumatori di gas e altrettanti per quelli di elettricità. La stessa analisi, tuttavia, riferisce che le prime simulazioni dei trader indicano una possibile riduzione dello spread più contenuta, tra 0,20 e 0,45 euro/MWh nei periodi di picco.
Il nodo dunque è capire quanto l’intervento sul mercato del gas possa incidere sul costo finale dell’energia. Il prezzo elettrico dipende anche dalla domanda, dalla produzione rinnovabile, dalla disponibilità delle centrali e dalle importazioni. Il budget previsto per il Servizio di Liquidità è indicato in 200 milioni di euro: una dotazione destinata a sostenere il meccanismo, non a ridurre direttamente ogni componente della bolletta, considerando anche l’incertezza legata al coordinamento con l’eventuale tetto al prezzo del gas utilizzato per generare elettricità.
ETS, INVESTIMENTI E RISORSE PER LE IMPRESE
L’allarme sul gas del presidente di Confindustria si inserisce nella richiesta di una politica industriale europea più incisiva. Orsini contesta l’impatto dei costi del sistema europeo di scambio delle emissioni, l’ETS: secondo la sua visione, limitare gli scambi di quote tra imprese potrebbe ridurre il prezzo a 6-7 euro per tonnellata. Orsini chiede inoltre che i 2,6 miliardi di euro di introiti indicati per lo Stato italiano siano destinati alle imprese per finanziare la decarbonizzazione, anziché limitarne l’utilizzo a 600 milioni, nel momento in cui i prezzi industriali europei restano superiori ai livelli storici e quelli del gas e dell’elettricità per l’industria sono ancora più elevati rispetto a quelli di alcuni principali concorrenti commerciali.
Per l’Italia, la questione riguarda anche le risorse e la continuità degli investimenti. Orsini chiede una politica industriale su tre anni, il potenziamento dell’iperammortamento, incentivi per le aggregazioni delle piccole e medie imprese e una maggiore rapidità nella realizzazione delle infrastrutture. Sul piano europeo, sollecita un bilancio più ambizioso per la competitività e un debito comune destinato a sostenere le nuove industrie. L’obiettivo dichiarato è una crescita del 2 per cento. Ma, nell’immediato, il punto resta il prezzo dell’energia: il Servizio di Liquidità può contribuire a contenere il differenziale tra i mercati, mentre l’effettivo beneficio per le bollette dipenderà dall’andamento del gas, dal funzionamento delle misure e dal modo in cui i risparmi all’ingrosso si trasferiranno ai consumatori.

