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Come la decarbonizzazione inciderà sulle reti energetiche

Gas Naturale

Secondo una ricerca dell’Oxford Institute for Energy Studies, c’è incertezza sul futuro delle reti di gas naturale

“L’obiettivo net-zero di carbonio si tradurrà in un cambiamento significativo nei sistemi energetici con importanti implicazioni per le reti energetiche esistenti”. Si potrebbe sintetizzare con questa frase il rapporto dell’Oxford Institute for Energy Studies sul futuro della trasmissione di elettricità. L’analisi è contenuta nell’ultimo numero dell’Oxford Energy Forum e si proietta ad un mondo libero dalle emissioni carboniche.

LE INCERTEZZE DELLE RETI DI GAS NATURALE

Partiamo dalle reti di gas naturale. Il cui futuro incerto si lega “soprattutto a livello di distribuzione a bassa pressione”. Una soluzione discussa dall’Istituto è “quella di riutilizzare le infrastrutture del gas esistenti per trasportare l’idrogeno, ma non è semplice. Questo non solo perché potrebbero non essere disponibili volumi significativi di idrogeno perché l’adeguamento dell’infrastruttura del gas naturale esistente abbia senso dal punto di vista economico, ma anche perché l’idrogeno può essere trasferito con diversi mezzi”.

Ci sono le reti del gas riutilizzate, i nuovi gasdotti dedicati all’idrogeno, alle reti di trasporto esistenti. Ma la produzione può anche, ovviamente, avvenire sul posto.

COME GESTIRE LA TRANSIZIONE ALLE NUOVE RETI

Il passaggio alle nuove reti, allora, va pensato con prudenza. Perché “porteranno il peso della trasformazione del settore energetico a causa del loro ruolo nella decarbonizzazione dei settori dei trasporti, dell’edilizia e dell’industria”. Nuovi vincoli, per esempio, possono nascere da risorse innovative che si inseriranno nelle dinamiche di mercato (domanda e offerta). Da qui si genereranno “nuovi investimenti in rete e, in alcuni casi, anche nuovi progetti generali di rete e mercato dell’elettricità”.

La prudenza, allora, verrà rivolta anche alle successive fasi di progettazione, regolamentazione, integrazione e gestione del passaggio dalla vecchie alle nuove reti. Sempre con l’obiettivo di procedere con il focus su efficienza economica e sostenibilità ambientale.

ALCUNI NUOVI ESEMPI E TRAIETTORIE

“Ci sono altre reti energetiche come il teleriscaldamento e il raffreddamento che, sebbene attualmente abbiano una piccola quota di mercato della domanda di energia a livello globale, la loro quota dovrebbe aumentare a causa del loro vantaggio rispetto ai singoli sistemi di riscaldamento/raffreddamento in ambienti costruiti ad alta densità”, continua il rapporto Oies.

Che in uno dei suoi articoli annovera anche la centralità politica per l’approccio ai nuovi sistemi. “Meeus, Beckstedde e Nouicer analizzano la questione della flessibilità nelle reti di distribuzione elettrica” e “propongono tre raccomandazioni”. Si parte con il dover “integrare i contratti di flessibilità con tariffe di rete che riflettano i costi. La seconda afferma che i contratti di flessibilità possono combinare contratti di flessibilità obbligatori e volontari (anche se l’esistenza di uno schema obbligatorio non implica necessariamente che venga utilizzato spesso). L’ultima raccomandazione politica è quella di mantenere una mentalità aperta sulla questione della contrattazione a breve termine rispetto a quella a lungo termine dei servizi di flessibilità da parte dei DSO”.

I consigli, le traiettorie proposti sono tanti. Sempre da inquadrare nell’ottica della transizione energetica e del raffreddamento climatico. Che, ad esempio, secondo Ugalde-Loo è “un problema spesso trascurato quando si è parlato di decarbonizzazione dell’energia” e che va affrontato anche nel senso di interpretare la futura domanda energetica. Servirà “rafforzare il sistema elettrico”, nonché “investimenti significativi nella modernizzazione, digitalizzazione e automazione delle infrastrutture di raffreddamento e degli edifici per garantire un sistema energetico sicuro, efficiente, affidabile e sostenibile”. Anticipare i processi non sarà facile, mettere in fila una serie di elementi però può aiutare a fare i primi passi in avanti verso il futuro decarbonizzato.

 

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