Scenari

Gas, produttori alla ricerca di clienti

GNL

Aziende disposte a realizzare anche centrali elettriche e infrastrutture per fornire gas ed elettricità ai mercati in via di sviluppo

 

Dopo aver speso centinaia di miliardi di dollari per trasformarsi in giganti mondiali del gas naturale, alcune delle più grandi aziende energetiche del mondo si trovano ad affrontare una nuova sfida: generare più domanda man mano che le forniture minacciano di inondare il mercato e indebolire i prezzi. Società come Royal Dutch, Shell PLC, Total e Cheniere Energy, stanno cercando di raggiungere nuovi mercati attraverso l’utilizzo di gas naturale liquefatto, promuovendo, tanto per cominciare, l’uso del Gnl per il trasporto industriale e la navigazione. Ma anche realizzando centrali elettriche e le infrastrutture necessarie per rifornire di gas ed elettricità i mercati in via di sviluppo.

“Se vogliamo sbloccare queste sacche di domanda nei mercati emergenti, dobbiamo far sì che ciò accada – ha dichiarato Peter Mackey, dirigente di GE Power che si occupa di progettazione di impianti Gnl secondo quanto riporta il Wall Street Journal –. In ultima analisi dobbiamo aiutare il cliente finale fornendo l’intero pacchetto”.

Dalle aziende grandi investimenti nel settore gas

GNlI prezzi del Gnl sono attualmente pari a circa la metà del picco raggiunto nel 2014 quando il gas naturale liquefatto consegnato in Asia raggiunse gli 8,70 dollari per milione di unità termiche britanniche. Merito anche dei massicci investimenti fatti negli ultimi anni: secondo la società di consulenza Wood Mackenzie l’industria globale dell’energia ha speso qualcosa come 725 miliardi di dollari tra il 2007 e il 2016 per progetti nel settore soprattutto in Stati Uniti, Russia, Australia e Qatar. Shell, ad esempio, ha speso oltre 50 miliardi di dollari per acquistare BG Group nel 2016 e diventare il più grande shipper e produttore mondiale di Gnl.

Chevron ha recentemente messo in produzione due progetti australiani nel settore Gnl costati oltre 80 miliardi di dollari. Shell ed Exxon, ad oggi, dichiarano di produrre più gas che petrolio, e BP farà lo stesso entro il 2025, sempre secondo Wood Mackenzie.

Tutti cambiamenti di strategia avviati tempo fa, quando i governi di tutto il mondo hanno cominciato a prendere sul serio l’idea di ridurre le emissioni, trasformando il gas nell’alternativa più valida e pulita al carbone. Cambiamenti certificati dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo cui la domanda di gas naturale (Gnl e gasdotti) aumenterà di circa l’1,5% all’anno fino al 2040, a fronte di una crescita della domanda petrolifera dello 0,4% annuo. Ma anche dalle stime di Shell secondo cui dal 2016 al 2020, il commercio di Gnl dovrebbe aumentare di un terzo, portandosi a 350 milioni di tonnellate all’anno.

Le major pronte a investire in infrastrutture di distribuzione e centrali

Finora le aziende avevano trovato clienti per il Gnl soprattutto grazie alla sua economicità dovuta alle innovazioni tecnologiche e al taglio dei costi di realizzazione dei terminali di import. Tuttavia, secondo le statistiche del Giignl, l’International Group of Liquefied Natural Gas Importers, nel giro di dieci anni il numero di importatori è passato da 17 a 40. La grossa capacità produttiva messa in piedi negli ultimi anni ha comportato, infatti, l’esigenza delle aziende di cercare mercati meno sviluppati e potenzialmente più rischiosi. Tant’è vero che “la prossima ondata di consumatori di gas naturale liquefatto sarà sono meno meritevole di credito, meno esperta, meno organizzata e politicamente meno prevedibile”, ha dichiarato Jason Feer, responsabile business intelligence della società di consulenza Poten & Partners al Wsj. Molti dei paesi che hanno cominciato ad utilizzare gas naturale liquefatto come Myanmar, Vietnam e Sud Africa, tuttavia, non avevano le infrastrutture necessarie per importare e distribuire grandi quantità di gas per riscaldamento o per produrre l’elettricità. Da qui la tendenza a cominciare a fornire un pacchetto più ampio di soluzioni.

Gnl

Total, ad esempio, ha dichiarato di essere interessata a fornire Gnl al Myanmar e al Sudafrica e di voler costruire infrastrutture per la distribuzione dell’energia e centrali elettriche. Inoltre, sta realizzando un terminale Gnl in Costa d’Avorio insieme a Shell in un progetto che permetterà al paese africano di inserire più gas nel suo sistema elettrico. “Riteniamo che il Gnl sia un mercato più per gli acquirenti che non per i venditori – ha dichiarato Patrick Pouyanné, direttore generale di Total agli investitori a febbraio -. Se vogliamo creare domanda, dobbiamo essere più integrati”. Anche Shell ha asserito di voler partecipare a progetti per la costruzione di terminali di import e di voler trovare partner per la costruzione di centrali elettriche, oltre a fornire Gnl. La statunitense Cheniere Energy ha cominciato una collaborazione con l’utility francese Edf su un progetto che comprende la realizzazione di un terminale di import del gas e una centrale elettrica in Cile. “Stiamo gettando attivamente le basi per una rete globale di maggiori opportunità – ha dichiarato Anatol Feygin, Chief Commercial Officer di Cheniere -. Come tutti i nostri concorrenti”. Al momento però, solo un solo progetto di centrale a Gnl è stato realizzato: a Malta all’inizio di quest’anno con un impianto a petrolio riconvertito a gas. Nel frattempo, le imprese del settore energetico stanno cercando di trovare altri utilizzi per il Gnl. Le norme ambientali per carburanti navali più puliti, ad esempio, potrebbe creare un’ulteriore opportunità. Anche se nel mondo esistono pochi porti in cui il Gas naturale liquefatto è disponibile come carburante per la navigazione, soprattutto nell’Europa nordoccidentale.

Anche Eni è attiva nel settore Gnl grazie al campo indonesiano di Jangkrik

Anche Eni è attiva nel settore. A maggio si è aggiudicata una gara internazionale per la fornitura di gas naturale liquefatto al Pakistan. Il colosso italiano fornirà alla società statale Pakistan Lng un carico al mese per i prossimi 15 anni, per complessivi 180 carichi, corrispondenti a un quantitativo di oltre 11 milioni di tonnellate di Gnl. I volumi che saranno venduti ogni anno dal cane a sei zampe corrispondono a circa il 25% delle importazioni totali di gas naturale liquefatto pakistane avvenute nel 2016.

eni Quello del Pakistan è uno dei mercati in più rapida ascesa a livello mondiale. Il Gnl verrà consegnato presso una nuova unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione ormeggiata a Port Qasim. Il combustibile proverrà in toto dal campo indonesiano di Jangkrik, entrato in produzione a maggio e in grado di rifornire in prospettiva anche il mercato cinese.

A giugno Eni ha effettuato la prima spedizione di gas naturale liquefatto prodotto dal campo all’Indonesia. Il carico da 22.500 m3 è partito dall’impianto di liquefazione di Bontang, nell’East Kalimantan, con destinazione Bali, dove è stato consegnato come parte del contratto di fornitura a lungo termine firmato con PT Pertamina (Persero) nel giugno 2015. Il Gnl si conferma quindi parte integrante anche della strategia di Eni, che recentemente ha firmato un accordo con BP per la vendita, per un periodo di oltre vent’anni, dei volumi di Gnl prodotti dall’impianto galleggiante Coral South in Mozambico. Proprio le opportunità e le sfide dello sviluppo di un mercato globale del Gas naturale liquefatto saranno al centro dell’attenzione di Shell, BP Plc, Chevron, Exxon Mobil e di altre aziende del settore energetico che si riuniranno questa settimana a Londra per una conferenza di settore.