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Quanto dipende la Germania dal gas russo?

Se il carbone e l’energia nucleare, che stanno lentamente sparendo dal mix energetico interno, fossero sostituiti dal gas russo aumenterebbero le probabilità di un “controllo” da parte di Mosca

In settimana il colosso statale russo Gazprom ha reso pubbliche le cifre dell’export di energia verso l’estero. E vista l’attuale situazione di tensione tra Stati Uniti e Germania, i numeri più interessanti hanno riguardato soprattutto i rapporti tra Mosca e Berlino.

NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2018 EXPORT GAZPROM VERSO LA GERMANIA AUMENTATO DEL 12,2%

gazpromoilGazprom ha evidenziato, in particolare, che nel primi semestre di quest’anno le esportazioni di gas naturale russo verso la Germania sono aumentate del 12,2% (vale a dire di 3,5 miliardi di metri cubi) rispetto al primo semestre dello scorso anno. L’aumento segue una serie di anni record per le esportazioni di Gazprom in terra tedesca nel 2016 e nel 2017, con il paese che ha ricevuto 53,4 miliardi di metri cubi solo l’anno scorso. La Germania è il maggiore acquirente di gas naturale russo e ha rappresentato il 27,5% delle esportazioni totali di Gazprom nel 2017.

LA GERMANIA È GIÀ FORTEMENTE DIPENDENTE DAL GAS RUSSO?

Il rapporto del colosso energetico russo, naturalmente, è una lettura scomoda per Berlino, che solo la settimana scorsa ha dovuto difendersi dall’accusa di Donald Trump di essere “controllata” da Mosca proprio a causa della dipendenza tedesca dal gas russo. In uno scambio verbale teso con il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg, il presidente Usa Donald Trump ha gridato ai quattro venti che la Germania riceve il 70% del suo gas dalla Russia. Ma è difficile dire se si tratta di cifre lontane dai numeri reali. L’esatto importo è difficile da misurare perché l’Ufficio federale tedesco per gli affari economici e il controllo delle esportazioni (BAFA) ha smesso di pubblicare i volumi delle importazioni nel 2016 per via delle norme sulla privacy. Di sicuro nel 2015 la Germania aveva importato il 35% del suo gas dalla Russia. Circa lo stesso importo, il 34%, proveniva dalla Norvegia. Il 29% arrivava dai Paesi Bassi. Secondo il Daily Mail, tuttavia, le affermazioni di Trump sarebbero corrette: “Eurostat afferma che la Russia è responsabile fino al 75% delle importazioni totali di gas della Germania. E gli esperti dicono che la cifra potrebbe aumentare drammaticamente con il nuovo gasdotto”. La Germania, infatti, è uno dei maggiori importatori mondiale di gas naturale e deve acquistare il 92% del gas che consuma dall’estero. I pochi giacimenti che il paese possiede, probabilmente, si esauriranno al massimo entro i prossimi dieci anni. Inoltre, sempre secondo le cifre snocciolate dall’azienda russa, la Germania solo lo scorso anno avrebbe pagato 17 miliardi di euro per acquistare il gas russo.

NEL MIX TEDESCO ANCHE RINNOVABILI, NUCLEARE E CARBONE carbone

Ma guardare solo al gas dà un’impressione distorta del mix energetico della Germania, perché il gas rappresenta solo il 23% circa del consumo di energia primaria tedesco. La Germania trae la sua energia anche dal nucleare, dalle energie rinnovabili, dal carbone e dal petrolio, di cui una piccola parte proviene dalla Russia. Nucleare e carbone sono da considerarsi fonti di produzione “interne” anche se la Cancelliera Angela Merkel ha promesso da tempo di eliminare gradualmente entrambe entro il prossimo decennio. Il paese ha un ambizioso programma di espansione delle energie rinnovabili chiamato Energiewende, pensato per sostituire queste fonti di energia con solare ed eolico. Ma gli scettici sostengono che sia più probabile una sostituzione con il gas russo, opinione che rappresenta poi l’origine della tensione nata durante il vertice Nato con il presidente Trump sul gasdotto Nord Stream 2.

PER ORA GERMANIA “NON CONTROLLATA” DAI RUSSI MA SENZA NUCLEARE E CARBONE?

Nonostante un paio di giorni fa i diplomatici di Germania, Unione europea, Ucraina e Russia si siano incontrati a Berlino per cercare di superare le divisioni politiche che frammentano il progetto, la realtà economica sottostante è più dura. Al momento la Germania non può essere probabilmente “controllata” attraverso una dipendenza dal gas russo, ma se il carbone e l’energia nucleare, che stanno lentamente sparendo dal mix energetico interno, fossero sostituiti dal gas russo, allora la situazione cambierebbe radicalmente e i tedeschi potrebbero trovarsi rapidamente in una situazione del genere. E questo naturalmente desta preoccupazione in molti paesi, soprattutto negli Stati Uniti.