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Perché la Germania espelle diplomatici russi ma prosegue con il Nord Stream 2

gasdotto
The 25-metre-long connecting segment between the onshore and offshore parts of Line 1 of the Nord Stream Pipeline is precisely positioned in order to complete the final weld, or golden weld.

Cosa sta accadendo attorno al gasdotto che sta spaccando l’Europa e mettendo contro Mosca e Washington

Lunedì scorso la Germania è stata la prima tra i paesi europei ad espellere diplomatici russi in risposta al presunto avvelenamento di un’ex spia in territorio britannico. Ancor prima che gli Stati Uniti annunciassero la loro mossa di espellere 60 diplomatici moscoviti. Il giorno seguente, tuttavia, Berlino ha dato il via libera dal punto di vista autorizzativo, alla realizzazione del gasdotto Nord Stream 2 che correrà sotto il Mar Baltico per fornire combustibile alla Germania, contribuendo – di fatto – ad aumentare la dipendenza dell’Europa dalla Russia. Le due azioni, naturalmente, suonano come incongruenti tra loro e hanno scatenato l’ira di Polonia e Lituania, i vicini più prossimi della Germania pervasi, come nessun altro nel vecchio Continente, da un sentimento antirusso. A loro si accoda l’Ucraina che, venendo tagliata fuori nelle vie di transito del gas russo con il nuovo progetto, finirebbe per trasformarsi in un paese più vulnerabile da un punto di vista energetico.

WASHINGTON INSODDISFATTA DAL COMPORTAMENTO TEDESCO, PUNTA A VENDERE IL SUO GNL

Anche Washington è insoddisfatta. L’America ha esercitato ed esercita ancora forti pressioni sulle capitali europee affinché rifiutino il gasdotto, affermando che esso costituisce una minaccia per la sicurezza energetica dell’Europa: un modo per punire Kiev e per uccidere il progetto rivale del South Stream che avrebbe portato in Europa gas caucasico. Washington ha persino minacciato di imporre sanzioni alle imprese europee che intendono cofinanziare il gasdotto, come Shell, Uniper ed Engie. Naturalmente, molti in Europa hanno sottolineato che Washington ha anche interessi economici. Gli Stati Uniti vogliono iniziare ad esportare Gas naturale liquefatto (Gnl) verso nuovi impianti portuali in Europa, in particolare nel nord e il Nord Stream 2 rappresenterebbe una minaccia in tal senso.

GAZPROM SICURA DI CONDURRE IN PORTO IL PROGETTO

Gazprom nel frattempo si dice sicura del fatto che condurrà in porto il progetto, sostenendo che l’approvazione è attesa a breve anche negli Stati europei le cui zone marittime attraverseranno il gasdotto e cioè Danimarca, Svezia e Finlandia. Ma non è sufficiente. Anche l’Unione europea nel suo insieme deve concedere il permesso ad andare avanti con il progetto, che è bloccato da una sottile maggioranza qualificata di Stati membri. La battaglia per eliminare questo ostacolo è ancora in corso.

PER BERLINO IL NORD STREAM 2 AUMENTERÀ LA SICUREZZA ENERGETICA DEL PAESE merkel germania

Dal canto suo l’Agenzia federale per gli affari marittimi e l’idrografia di Berlino ha concluso nella sua analisi che Nord Stream 2 aumenterà la sicurezza energetica fornendo una via secondaria per il gas in caso di problemi sulle rotte in uscita. Le controversie in corso tra Russia e Ucraina talvolta provocano, infatti, la chiusura dei gasdotti, facendo sprofondare al freddo le zone dell’Europa centrale e orientale. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha insistito sul fatto che la decisione sulla pipeline o debba essere libera dalla politica e basata unicamente sull’economia. Ma altri affermano che scegliere di proseguire con l’opera renderà l’Europa ancora più vulnerabile ai capricci di Mosca, che in qualsiasi momento potrà minacciare di chiudere i rubinetti. L’Unione europea dipende dalla Russia per il 40 per cento del suo gas e questa cifra è in aumento. Nel 2017 l’Ue ha importato 194 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. La Germania da sola dipende fino al 75 per cento dal gas russo.

MANCANZA DI SOLIDARIETÀ

Il Cancelliere Merkel non si sbaglia quando afferma che si tratta di una decisione economica. Nord Stream 2 non solo renderà l’Europa più dipendente dalla Russia come fornitore, ma la renderà anche più dipendente dalla Germania come hub di transito. Secondo gli esperti, il gasdotto Nord Stream 2 consentirà di concentrare l’80% delle vendite di gas russo verso l’Ue proprio sulla rotta tedesca. Il fatto che anche alcuni paesi dell’Europa meridionale si oppongano a Nord Stream dimostra che si tratta di un fattore economico tanto quanto quello politico. Per bilanciare la situazione, molti esperti guardano al vecchio progetto del South Stream che potrebbe trasportare gas dall’Azerbaigian attraverso la Grecia, arrivando in Italia e aumentando l’importanza del nostro paese come hub di transito del gas. Sebbene non vi sia motivo di non costruire entrambi i gasdotti, molti ritengono che l’Ue debba garantire, come minimo, che il South Stream venga completato prima di prendere in considerazione la costruzione di altri gasdotti provenienti dalla Russia. Ma questo significherebbe, per la Germania, perdere l’opportunità di rafforzare la sua posizione come hub del gas.