Scenari

La Cina volterà le spalle al Gnl Usa?

Molti produttori come Qatar e Russia sono alla finestra per capire come finirà la guerra commerciale tra Pechino e Washington

La domanda è: la Cina volterà le spalle al Gnl statunitense? I mercati avevano tirato un sospiro di sollievo per l’incontro tra i leader di Washington e Pechino a margine del G20 argentino per concordare una tregua temporanea della ormai famosa guerra dei dazi. Tuttavia, malgrado le buone notizie da Buenos Aires, i dazi cinesi del 10% sul Gnl proveniente dagli Stati Uniti sono rimasti invariati.

LO STOP ALLA DISTENSIONE DOPO L’ARRESTO DELLA CFO DI HUAWEI

Secondo la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders, la Cina aveva accettato di iniziare immediatamente a importare più prodotti agricoli, energetici, industriali e altri prodotti. L’arresto della Cfo di Huawei Meng Wanzhou in Canada, tuttavia, è destinato a rappresentare il primo test di tenuta di questa nuova tregua.

IL GIOCO SI FA DURO

La Cina era stata il paese più bersagliato durante la campagna presidenziale di Trump, ma la maggior parte degli analisti si aspettavano che moderasse i toni una volta in carica. Un anno dopo la sua elezione, il presidente Trump è atterrato a Pechino in visita di Stato ufficiale. L’aspettativa dell’incontro era legata al fatto che la chimica personale tra Xi e Trump avrebbe facilitato i prossimi negoziati tra i due giganti economici. Circa un anno dopo quel primo incontro, i due presidenti hanno concordato una tregua dopo la lunga e tesa guerra commerciale. Una buona notizia soprattutto per l’industria energetica americana, visto che la Cina rappresenta il più grande consumatore di petrolio e gas naturale del pianeta. Ma soprattutto una notizia particolarmente importante per l’export di gas naturale liquefatto americano visto che la guerra commerciale è cominciata proprio in concomitanza con la messa in produzione della seconda grande ondata di investimenti statunitensi nel settore Gnl.

IL GNL AMERICANO LA SOLUZIONE NATURALE PER I PIÙ GRANDI CONSUMATORI DI GAS AL MONDO 

La crescita fenomenale della domanda di Gnl ha reso la Cina un mercato molto ambito dagli esportatori. L’energia americana sarebbe una soluzione naturale per il più grande mercato di gas naturale in crescita del mondo. Tuttavia, la politicizzazione del commercio anche energetico ha reso meno attraente la seconda ondata di investimenti nel settore Gnl negli Stati Uniti, in funzione del fatto che i contratti a lungo termine sono alla base della sicurezza finanziaria. Nonostante la necessità strategica di diversificare i fornitori, le forti relazioni con Washington potrebbero quindi indurre gli acquirenti cinesi a scegliere esportatori politicamente meno rischiosi. Dopo un breve picco, il Gnl proveniente dagli Stati Uniti è gradualmente diminuito dall’inizio della guerra commerciale. L’arresto del CFO Wanzhou è stata, dunque, una notizia particolarmente negativa per l’industria Usa del Gnl perché dimostra la poca probabilità che le tensioni politiche svaniscano presto. Il Ministero degli Esteri cinese ha avvertito che potrebbero esserci ‘conseguenze’ se Canada e Stati Uniti si rifiuteranno di rilasciare il CFO di Huawei. La detenzione di Wanzhou potrebbe portare a un altro braccio di ferro tra Washington e Pechino.

TENSIONI USA-CINA SEGNALE PER GLI ACQUIRENTI CINESI DI GNL DEI RISCHI CHE CORRONO QUANDO CONCLUDONO ACCORDI DI ACQUISTO A LUNGO TERMINE CON GLI AMERICANI

D’altro canto, la tregua e i negoziati commerciali sono molto di più di un semplice caso Huawei. L’amministrazione di Trump sembra essere stata colta di sorpresa dall’arresto. Alcuni funzionari statunitensi hanno dichiarato, nel tentativo apparente di impedire che l’incidente impedisca il cruciale dialogo commerciale con Pechino, che il presidente Trump non sapeva nulla dell’intenzione di arrestare il CFO di Huawei. E’ probabile quindi che Pechino e Washington troveranno una soluzione per non far deragliare i negoziati commerciali. Ma indipendentemente dall’esito, la crisi potrebbe rappresentare un altro segnale per gli acquirenti cinesi di Gnl dei rischi che corrono quando concludono accordi di acquisto a lungo termine sul gas naturale americano. La natura strategica dell’energia richiede un flusso stabile. La buona notizia per gli acquirenti è che ci sono più attori sul mercato.

ALLA FINESTRA QATAR E RUSSI CHE STANNO AUMENTANDO LA PRODUZIONE DI GNL

Il Qatar ha recentemente annunciato la revoca della moratoria che si era autoinflitta sulla produzione di Gnl. Il piccolo paese arabo vuole aumentare la produzione da 77 milioni di tonnellate/anno di altri 23 fino a raggiungere la cifra di 100 milioni di tonnellate annue. La russa Novatek intende prendere una decisione finale di investimento per quanto riguarda il suo progetto di Lng Artic 2.

PREZZI SPOT DEL GNL IN ASIA SONO CALATI LA SCORSA SETTIMANA AL LIVELLO PIÙ BASSO DEGLI ULTIMI SEI MESI

Le importazioni di gas naturale cinese sono comunque in aumento, ma l’approvvigionamento per la domanda di questo inverno è iniziato presto per evitare una corsa dell’ultimo minuto e una ripetizione dell’inverno 2017-2018. Gli stoccaggi di gas naturale cinesi sono quasi al completo, eliminando l’elemento di sorpresa che ha spinto i prezzi del Gnl a salire vertiginosamente lo scorso inverno. Quest’anno, inoltre, il tempo sembra essere anche a favore delle autorità cinesi. Il clima più mite e le previsioni per un inverno poco freddo fanno prevedere che la Cina non vedrà un altro crollo dell’offerta tra dicembre e febbraio. Come risultato di ciò, i prezzi spot del Gnl in Asia sono calati la scorsa settimana al livello più basso degli ultimi sei mesi, con i prezzi per le consegne di gennaio, scesi di 1 dollaro in una settimana a 8,80/mmBtu, il prezzo più basso dal maggio di quest’anno e in calo rispetto all’anno scorso per la prima volta nel 2018. Questo perché la domanda è più morbida, lo stoccaggio è quasi pieno, e gli acquirenti dalla Cina alla Corea del Sud al Giappone si sono già mossi a settembre e ottobre per procurarsi i carichi di Gnl necessari a evitare la corsa dello scorso anno e l’impennata dei prezzi di mercato.