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Guai per DR, perché l’AGCM indaga?

L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) indaga sul produttore italiano DR Automobiles. Perché?

DR Automobiles finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Infatti, l’AGCMG ha aperto un’indagine sulla società automobilistica molisana per possibili condotte illecite durante la promozione e la vendita delle autovetture a marchio DR ed EVO. È quanto si apprende dal comunicato stampa pubblicato sul sito dell’Autorità. Tutti i dettagli.

PERCHÉ AGCM INDAGA SU DR?

Ieri i funzionari dell’AGCM e il Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza hanno ispezionato la sede della società DR Automobiles. Le indagini dell’Autorità mirano a scoprire eventuali violazioni delle norme contenute nel Codice del Consumo.

“La società rappresenterebbe in modo non corretto, sia sul proprio sito internet aziendale, sia in campagne pubblicitarie online e sui mass media le informazioni che riguardano il luogo di produzione degli autoveicoli a marchio DR ed EVO”, si legge nel comunicato stampa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Ma le violazioni non si fermerebbero qui, secondo la tesi dell’Autorità.

“In alcuni casi DR ometterebbe informazioni rilevanti sulla loro origine, lasciando intendere che siano prodotti interamente in Italia, mentre si tratterebbe di veicoli di produzione cinese”, aggiunge l’AGCM.

DOVE SONO PRODOTTE LE AUTO

In parole povere, la tesi è che la casa automobilistica ometta informazioni rilevanti sull’origine dei suoi veicoli, facendo credere che siano realizzati interamente nel nostro Paese. Ma dove sono prodotte queste vetture?

L’azienda parla italiano ma importa la maggior parte dei componenti dalle case automobilistiche cinesi Chery Automobile, JAC Motors e BAIC Group. Successivamente, DR assembla le parti e mette le automobili in commercio attraverso quattro differenti marchi: DR, EVO, ICKX e Sportequipe.

In particolare, negli ultimi anni la scelta del fondatore, l’imprenditore molisano Massimo Di Risio, di stringere una stretta collaborazione con il gigante dell’automotive cinese JAC Motors sta dando i suoi frutti. Infatti, secondo gli ultimi dati l’azienda ha chiuso il 2022 con 25.000 vetture vendute, equivalente al 2% circa dell’intero mercato nazionale.

Un’eventuale condanna da parte dell’AGCM potrebbe rappresentare, però, una tegola pesante per l’azienda.

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