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Hera e Iren, bilanci ok e pronte ad affrontare il Coronavirus

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Le due multiutility italiane chiudono i bilanci 2019 con numeri solidi e dimostrano fiducia sul possibile impatto del Coronavirus

“Hera e Iren chiudono la stagione dei bilanci delle grandi multiutility italiane con numeri solidi e dimostrano fiducia sul possibile impatto del Coronavirus”. È quanto riporta il Sole 24 Ore.

I CONTI DI HERA

“La multiutility bolognese ha archiviato il 2019 con un fatturato di 7,44 miliardi (+12,3%), un margine operativo lordo di 1,085 miliardi (+5,2%) e un utile netto di 402 milioni, in crescita del 35,5%. La posizione finanziaria netta adjusted è di 2,69 miliardi con un rapporto rispetto al Mol pari a 2,48 volte al netto dell’operazione con Ascopiave, ovvero la maxi joint venture nel Triveneto firmata a dicembre con cui Hera ha rilevato il controllo di oltre 700 mila clienti energy. Computando questa operazione il rapporto Mol/posizione finanziaria netta si attesta invece a quota 3,02. Il board di Hera ha anche proposto una cedola pari a 10 centesimi per azione in linea con il piano industriale”, scrive il quotidiano economico.

COCoronavirus ME VA IREN

Lo stesso è avvenuto per Iren come ha sottolineato l’ad Massimiliano Bianco: “’La solidità economico finanziaria raggiunta e l’eccellenza gestionale’ consentono di affrontare l’attuale emergenza del Coronavirus ‘con la fiducia di poter raggiungere gli obiettivi indicati nel piano industriale approvato a settembre’. L’assunto è che l’attuale situazione di restrizioni non perduri oltre il primo semestre. In questo caso sono confermati target di redditività e dividend policy con un impatto sull’Ebitda di 15-20 a fronte di un target 2020 di 910 milioni ex Covid. Per quanto riguarda i conti 2019 del gruppo presieduto da Renato Boero, vedono ricavi a 4,27 miliardi (+5,8%), un margine operativo lordo di 917 milioni (-5,1%, ma escludendo gli effetti straordinari che hanno caratterizzato il 2018 pari a circa 100 milioni, la crescita sarebbe stata del 5,9%) e un utile netto in calo del 2,3% a 237 milioni”, conclude il quotidiano.