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Logistica e pacchi, Amazon imbocca la strada green

Hub Micromobilità Amazon

Fatti, numeri e scenari sull’idea di hub della micromobilità della società di e-commerce più famosa del mondo

Non c’è solo Twitter al centro delle cronache quotidiane delle società dei più grandi magnati internazionali. Come non c’è solo la Cop27 al centro delle strategie di decarbonizzazione dei Paesi. Amazon, parliamo di Amazon. La società guidata da Jeff Bezos sta lavorando a un hub. No, non un hub del gas. A quello ci pensa la Turchia insieme alla Russia. Al massimo viene citato dal nostro ministro Pichetto Fratin in relazione alla centralità che l’Italia può acquisire nel Mediterraneo. L’hub a cui sta pensando la società di delivery (e non solo) è finalizzato a supportare le consegne più ravvicinate con l’obiettivo di ridurre le emissioni carboniche.

IL NUOVO HUB DELLA MICROMOBILITA’ DI AMAZON

Dove nascerà questo polo? Le città italiane coinvolte sono Milano, Napoli, Genova e Bologna. Centri urbani che sperimenteranno un nuovo metodo di consegne: più sostenibili, meno inquinanti rispetto all’aria, meno impattanti a livello di traffico cittadino, rispettose anche dell’acustica. Nuovi metodi di consegna: questo è lo scopo della mossa di Amazon.

A livello tecnico, gli hub che sorgeranno non saranno altro che depositi di dimensioni contenute e posizionati centralmente nella mappa delle rispettive città. Per adempiere agli obiettivi di cui sopra verranno utilizzati i cargo scooter elettrici a tre ruote, le cargo bike, nonché semplicemente il personale per consegnare a piedi. Niente van ingombranti, dunque.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Ad oggi, a Milano – per esempio – sono oltre il 25% i pacchi che vengono consegnati in Area C (una zona a traffico limitato) dai fornitori di servizi consegna di Amazon Logistics tramite i cargo scooter elettrici a zero emissioni allo scarico. E ciò grazie all’hub di Rogoredo, che al 2023 verrà interessato da un ampliamento. A Napoli, la percentuale di consegna tocca il 60% sempre con i mezzi a due ruote elettrici e a Genova, sempre nelle Ztl, si sale fino al 100%. Quello più recente è il polo di Bologna: anche qui si opererà a piena capacità di consegne “elettrificate” nel corso del prossimo anno.

Il piano italiano si pone in linea con un progetto che ha già dimensioni europee e riguarda ben venti città del Vecchio Continente. un numero che al 2025 punta ad essere raddoppiato.

I NUMERI SULLE CONSEGNE

L’attività di Amazon nel Belpaese è importante. Nel corso del 2021 i pacchi consegnati hanno raggiunto la cifra di 7 milioni per quanto riguarda il delivery elettrico, in Europa sono stati più di 100 milioni. un numero raggiunto grazie all’ampia disponibilità di furgoni di nuova alimentazione (circa tremila van) che rientra nel piano economico di sviluppo da un miliardo di euro per l’elettrificazione della rete di fornitura Amazon. Entro due anni, tra l’altro, il parco circolante supererà la cifra di diecimila mezzi di spostamento per la consegna.

Allargando lo sguardo, invece, la traiettoria per un Amazon più allineato con le nuove energie punta al 2040. Un orizzonte temporale entro il quale l’azienda vuole diventare totalmente rinnovabile (oggi ha attivi più di 100 progetti in Europa e 20 in Italia). Nel 2021, l’approvvigionamento da fonti non fossili è stato pari all’85% delle attività totali. Nel 2025 si punta a raggiungere il 100%.

 

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