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Idrogeno: come si battono i colossi mediorientali del petrolio per la supremazia mondiale

Idrogeno

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno entrambi rivelato importanti investimenti nella produzione di idrogeno blu e verde per il prossimo decennio

Nonostante gli impegni europei e le ingenti risorse che il vecchio Continente sta impiegando, la produzione di idrogeno a livello mondiale potrebbe molto presto parlare arabo. I principali produttori di energia del Medio Oriente stanno infatti portando avanti grandi piani per conquistare una fetta importante del mercato mondiale.

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno entrambi rivelato importanti investimenti nella produzione di combustibile blu e verde per il prossimo decennio, sperando di battere l’Europa nel diventare i maggiori produttori di idrogeno.

LO SPRINT DEGLI EMIRATI

La scorsa settimana, la società francese di energia rinnovabile Masdar, con sede ad Abu Dhabi ed Engie, hanno annunciato l’intenzione di investire 5 miliardi di dollari nello sviluppo dell’industria dell’idrogeno verde degli Emirati Arabi Uniti. Pochi dettagli sono stati forniti sullo sviluppo, ma le due società sperano di realizzare progetti che prevedono la creazione di una capacità di elettrolizzatori da 2 gigawatt entro il 2030. Il progetto mira a sviluppare un hub di idrogeno verde su scala giga per il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), che potrebbe aiutare ad accelerare la decarbonizzazione dell’economia.

Le due aziende hanno affermato che i nuovi progetti sull’idrogeno “mireranno inizialmente alla fornitura locale, con l’obiettivo di espandere la capacità di creare un hub di idrogeno verde su scala gigantesca per il GCC, con il potenziale per esportare in altri mercati”.

Nel maggio di quest’anno, Dubai ha lanciato poi il “primo impianto di idrogeno verde su scala industriale” della regione. Gestito da Siemens, il progetto utilizzerà l’energia dell’enorme parco solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che dovrebbe raggiungere una capacità di produzione di 5.000 megawatt entro il 2030, secondo quanto si legge su Cnbc.

Durante il vertice COP26 di novembre, gli Emirati Arabi Uniti hanno rivelato gli obiettivi per raggiungere una quota del 25% del mercato globale del combustibile a basse emissioni di carbonio entro il 2030 attraverso la loro “roadmap per la leadership dell’idrogeno”. Il paese spera di diventare uno dei principali esportatori di idrogeno nel prossimo decennio, concentrandosi in particolare sui mercati dell’Europa e dell’Asia orientale, con diversi progetti già in corso. L’Abu Dhabi National Oil Co. (ADNOC) attualmente produce oltre 300.000 tonnellate/anno di idrogeno, con un target di 500.000 tonnellate/anno.

LA ROADMAP SAUDITA

Ma gli Emirati non sono l’unico paese del Medio Oriente che mirano a sviluppare la loro industria del combustibile ‘verde’ prima dei concorrenti internazionali. L’Arabia Saudita sta già investendo pesantemente in progetti di settore, sebbene la società energetica statale ARAMCO ammetta che l’idrogeno blu domina ancora, con l’obiettivo di rendere il ‘verde’ più redditizio per far crescere il settore. Ciò rientra nella strategia nazionale di trasporto e logistica per aumentare le entrate annuali non petrolifere del settore a 12 miliardi di dollari entro il 2030, come sottolinea Oilprice.

L’Arabia Saudita sta lavorando anche con i paesi vicini mentre ACWA Power e Omanoil e Air Products hanno siglato questa settimana un accordo da 7 miliardi di dollari per produrre idrogeno verde nella zona franca di Salalah, in Oman. ACWA Power e Air Products, con sede negli Stati Uniti, stanno già sviluppando un impianto di ammoniaca da 5 miliardi di dollari come parte dello sviluppo di Neom sulla costa del Mar Rosso in Arabia Saudita. L’impianto dovrebbe produrre 650 tonnellate di idrogeno ogni giorno.

COSA FA L’OMAN

Attraverso accordi regionali, l’Oman spera anche di diventare un importante produttore ed esportatore di idrogeno. A novembre, i funzionari locali hanno annunciato l’intenzione di realizzare un’economia incentrata sull’idrogeno entro il 2040, con 30 GW di idrogeno verde e blu. Il governo ha suggerito una strategia nazionale per l’idrogeno da rilasciare entro la fine dell’anno. Inoltre, l’Oman ha già in programma di costruire uno dei più grandi impianti di idrogeno del mondo entro il 2038, con lavori che inizieranno nel 2028. Gli impianti dal costo stimato in 30 miliardi di dollari, saranno alimentati da 25 gigawatt di energia eolica e solare, con l’obiettivo di una produzione finale di 1,8 milioni di tonnellate per anno, riferisce The Guardian.

“Il potenziale per l’idrogeno pulito, comprese le versioni verde e blu, è di circa 1 GW entro il 2025, 10 GW entro il 2030 e circa 30 GW entro il 2040: ecco come vediamo il crescita dell’idrogeno in Oman” ha chiosato Abullah al Abri, capo dell’Energy Renewal presso Petroleum Development Oman.

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