Efficienza energetica e innovazione

Il piano di Rwe per dire addio al carbone

Rwe

L’addio al carbone di Rew: centrali chiuse entro il 2040. La società punta su eolico e fotovoltaico

La tedesca Rwe, maggiore produttore di energia elettrica in Germania e più grande produttore di anidride carbonica in Europa, si converte alle energie rinnovabili, ponendosi un obiettivo davvero ambizioso: essere carbon neutral entro il 2040. Almeno, questo è quanto promette l’amministratore delegato di Rwe, Rolf Martin Schmitz.
Secondo quanto riferisce il quotidiano “Handelsblatt”, Schimtz vorrebbe che Rwe fosse, a stretto giro, “una delle aziende leader su scala mondiale nel settore delle energie rinnovabili”. Andiamo per gradi.

UN PERCORSO GIA’ INTRAPRESO

La società intende “concentrare i propri investimenti proprio in tale comparto, in cui già impiega 1,5 miliardi di euro all’anno per turbine eoliche, impianti fotovoltaici e attività di stoccaggio”. Gli investimenti nelle energie pulite hanno permesso di ridurre le emissioni di CO2 di un terzo tra il 2012 e il 2018, ossia 60 milioni di tonnellate.

I PROSSIMI TRAGUARDI

Schmitz prevede che entro il 2030, l’azienda elettrica ridurrà le emissioni di carbonio del 70% rispetto ai livelli 2012. Ed entro il 2040, Rwe intende chiudere tutte le sue centrali a carbone.

LA DISMISSIONE DELLE CENTRALI A CARBONE

Entro il prossimo anno, Rwe intende dismettere il suo ultimo impianto di carbone nel Regno Unito e convertirà due centrali a carbone in impianti a biomassa nei Paesi Bassi. Nonostante questo, però, continuerà a gestire ancora 6 centrali a carbone in Germania.

IN LINEA CON OBIETTIVI TEDESCHI

Come scrive Bloomberg, il piano si adatta all’obiettivo tedesco al 2038, anno in cui la più grande economia europea intende uscire dalla generazione di energia prodotta dal carbone. RWE ha scelto l’obiettivo del 2040 perchè “suona meglio” del 2038, ha affermato Schmitz in una conferenza stampa a Essen.

L’AFFARE CON E.ON

L’annuncio segue, di pochi giorni, il via libera ottenuto da Bruxelles all’acquisizione dell’intero portafoglio delle rinnovabili di E.ON, per un valore di 40 miliardi di euro. Con questa operazione, l’utility che più inquina in Europa è diventata il terzo produttore europeo di energia rinnovabile, dopo Iberdrola ed Enel.