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Sicurezza energetica Italia 2026

Il Qatar chiude i rubinetti, possibile proroga taglio accise sul tavolo del prossimo CdM

Il Ministro Pichetto Fratin annuncia un esame dei prezzi nel prossimo Consiglio dei Ministri; intanto QatarEnergy dichiara la forza maggiore sulle forniture dirette verso l’Italia.

L’improvvisa chiusura dei rubinetti del gas naturale liquefatto (GNL) da parte del Qatar e la conseguente impennata dei prezzi dell’energia spingono il Governo italiano verso una probabile proroga del taglio delle accise sui carburanti. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’Assemblea annuale di ARTE (Associazione reseller e trader energia), ha confermato che l’ipotesi di un nuovo decreto fiscale verrà valutata nel Consiglio dei ministri previsto per giovedì prossimo.

IL COORDINAMENTO MINISTERIALE SULLA PARTITA DEI CARBURANTI

Secondo quanto illustrato da Pichetto Fratin, la decisione finale sulla proroga degli sconti fiscali alla pompa non sarà un atto isolato, ma il risultato di un’analisi tecnica coordinata tra diverse istituzioni. “Un nuovo dl fiscale sulle accise verrà valutato dal Governo”, ha spiegato il Ministro, precisando che la partita dei carburanti coinvolge direttamente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

La valutazione definitiva dipenderà dai report sui prezzi che verranno forniti dagli organi preposti alla rilevazione. “Io posso avere una mia opinione, però dobbiamo valutare complessivamente, anche rispetto al quadro generale; non si può spezzettare. Dobbiamo valutarlo insieme al ministro dell’Economia e al ministro delle Imprese”, ha aggiunto il titolare dell’Ambiente, sottolineando come la priorità attuale sia la stabilità del listino prezzi piuttosto che una carenza fisica di volumi.

L’INCERTEZZA NEL GOLFO PERSICO E LA CONCORRENZA ASIATICA

Il quadro internazionale rimane il principale fattore di instabilità per il mercato interno. Se da un lato è i queste ore la decisione di QatarEnergy di dichiarare lo stato di “forza maggiore” su diversi contratti di fornitura a lungo termine, colpendo partner strategici in Italia, Belgio, Cina e Corea del Sud – la situazione appare particolarmente critica per il nostro Paese, che lo scorso anno ha importato dal Qatar il 42% del proprio fabbisogno di GNL – dall’altro lo stesso Pichetto Fratin ha ricordato come la distruzione dei liquefattori in Qatar e le tensioni nel Golfo Persico stiano ridisegnando le rotte energetiche globali.

La necessità per molti Paesi asiatici di trovare fornitori alternativi sta innescando una competizione serrata per accaparrarsi i carichi disponibili, influenzando pesantemente le quotazioni. “Certamente il quadro di dazi complessivi e la situazione in cui ci troviamo crea una situazione di incertezza a livello di mercato le cui conseguenze sono tutte da prevedere”, ha avvertito il Ministro. Nonostante ciò, l’esecutivo manifesta fiducia nella resilienza nazionale: l’Italia non si sente minacciata dalle dinamiche statunitensi, grazie alla presenza di un attore globale come Eni e alla solidità delle infrastrutture che comprendono quattro pipeline e cinque rigassificatori attivi.

L’IMPATTO DEL BLOCCO QATARINO SUL LUNGO PERIODO

La decisione di QatarEnergy di invocare la forza maggiore non è un evento passeggero. I danni subiti dagli impianti di produzione sono tali da ridurre la capacità di esportazione del Paese del 17% per i prossimi cinque anni. Edison, principale importatore italiano, ha già ricevuto comunicazione ufficiale dell’impossibilità di adempiere agli obblighi contrattuali per le consegne di aprile, ma il rischio concreto è che il blocco si estenda ai contratti di lungo termine.

Con quasi la metà del GNL italiano proveniente dal Qatar ora in bilico, il sistema energetico nazionale si trova costretto a una nuova, rapida diversificazione forzata per evitare che lo shock dell’offerta si traduca in una crisi strutturale dei prezzi al consumo.

LA DIPLOMAZIA ENERGETICA E IL PARTENARIATO CON L’ALGERIA

In questo scenario di crisi, il ruolo dell’Algeria diventa ancora più centrale per la sicurezza nazionale. Pichetto Fratin ha definito il Paese nordafricano come un “partner affidabile e importante”, capace di garantire flussi per diverse decine di miliardi di metri cubi attraverso il gasdotto Transmed. Il tema sarà al centro della prossima missione diplomatica della Premier Giorgia Meloni ad Algeri.

Secondo il Ministro, la questione non riguarda la disponibilità della risorsa, ma è “una questione di rapporti e di prezzi rispetto agli acquirenti”, confermando che la sfida italiana si gioca oggi sulla capacità di negoziare tariffe sostenibili in un contesto di mercato globale estremamente volatile.

IL NODO DELL’IDROELETTRICO E LE TRATTATIVE CON BRUXELLES

Parallelamente all’emergenza gas, il Ministero dell’Ambiente sta cercando di sbloccare il dossier relativo alle concessioni idroelettriche, un tema sensibile nelle negoziazioni con l’Unione Europea nell’ambito del Pnrr. Pichetto Fratin ha confermato di essere attivamente al lavoro per trovare una sintesi normativa che permetta di superare le attuali criticità autorizzative.

“Unitamente al ministro Foti stiamo valutando tutti i percorsi per dare una soluzione”, ha dichiarato, ribadendo la sua ferma convinzione sulla necessità di “superare il meccanismo puro della gara” per garantire la continuità gestionale e gli investimenti necessari al settore, una volta incassata l’ultima rata dei fondi europei.

 

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