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La Libia riavvia le esportazioni di petrolio in Occidente ma la produzione orientale crolla

Libia

La compagnia petrolifera statale della Libia Noc revoca le cause di forza maggiore nei porti di Zawiya e Melittah

La Libia è pronta a riavviare le esportazioni di petrolio da due importanti porti occidentali dopo che le milizie hanno posto fine al blocco degli oleodotti, ma le spedizioni e la produzione nell’est continuano a essere colpite dal maltempo.

REVOCATA FORZA MAGGIORE A ZAWIYA E MELLITAH

La National Oil Corp. (Noc) ha revocato infatti la forza maggiore nei porti di Zawiya e Mellitah, secondo quanto riferito da Bloomberg. I terminal e i giacimenti che li servono – incluso Sharara, il più grande della Libia – sono stati chiusi per circa tre settimane dopo che la forza paramilitare nota come Petroleum Facilities Guard aveva chiuso gli oleodotti in una disputa rigaurdante retribuzione spettante.

“I giacimenti petroliferi situati nel sud-ovest sono di nuovo operativi, così come le strutture che trasportano gas e petrolio greggio ai terminal” nel nord-ovest della Libia, ha detto all’Afp una fonte. “Il governo ha ascoltato le nostre legittime richieste, che sono di natura finanziaria e tecnica, perche’ da anni operiamo in condizioni difficili”, ha aggiunto.

LA PRODUZIONE LIBICA

LibiaLa produzione complessiva della Libia è rimbalzata brevemente a 1 milione di barili al giorno questa settimana quando Sharara è ripartita, ma è di nuovo inferiore a 900.000 barili al giorno a causa delle perturbazioni meteorologiche a est. Ciò ha portato alla chiusura questa settimana di almeno quattro porti, secondo alcune fonti.

Noc ha affermato che Waha Oil Co., il più grande produttore dell’est, ha ridotto la produzione di 50.000 barili al giorno a causa del fatto che lo stoccaggio in alcuni porti, tra cui Es Sider, si sta esaurendo. Cifra potrebbe salire a 105.000 barili al giorno, si legge in una nota della stessa compagnia. Le aziende dell’est “soffrono per la mancanza di capacità di stoccaggio a causa dei danni subiti dalla guerra negli ultimi anni”, ha affermato sempre Noc. La Libia sta perdendo, insomma, la sua “flessibilità di stoccaggio”.

LE TENSIONI PER LE PRESIDENZIALI

Le chiusure dell’export petrolifero verso Occidente sono arrivate con l’aumento delle tensioni politiche in Libia. Le elezioni presidenziali avrebbero dovuto tenersi il 24 dicembre, ma sono state ritardate a causa delle controversie sull’idoneità di alcuni candidati minacciavano di seminare nuove turbolenze in un paese che è stato in conflitto o guerra civile per gran parte dell’ultimo decennio.

Prima delle chiusure, il settore petrolifero libico stava attraversando un periodo di calma. La produzione era aumentata di oltre 1 milione di barili al giorno alla fine del 2020 e nel 2021 è stata in media di circa 1,2 milioni.

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