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La riforma fiscale Usa accontenta (a metà) le rinnovabili

USA

La Riforma fiscale USA accontenta una limitata fetta della società e preoccupa a causa dell’applicazione di una nuova tassa: la BEAT

 

Camera e Senato USA sono riusciti a trovare un accordo sul disegno di legge per la riforma fiscale – il Tax Cuts and Jobs Act – che permette un salvataggio a metà dell’energia pulita.

Il nuovo disegno di legge, presentato dai legislatori repubblicani, conferma i crediti d’imposta per la green energy, la Investment Tax Credit (ITC) e la Production Tax Credit (PTC), misure a rischio di cancellazione, mantenendo entrambi gli strumenti per gli investimenti, rispettivamente, in eolico e solare ma andando ad eliminare l’imposta minima alternativa proposta al Senato.

L’argomento maggiormente discusso è la Base Erosion Anti-Abuse Tax (BEAT), una tassa pensata da applicare laddove le grandi imprese, attraverso operazioni estere, riducono le loro imposte tramite pagamenti transfrontalieri che possono detrarre negli Stati Uniti. La BEAT richiede solo due calcoli a carico delle imprese: uno che sia riferito al debito fiscale della società, l’altro che quantifichi il 10% del reddito imponibile societario, compresi i pagamenti transfrontalieri.

Concepita nUSAel modo in cui è stata proposta, la nuova misura agisce direttamente su strumenti come ITC e PTC, nonostante siano fondamentali per la crescita dell’energia pulita negli Stati Uniti: qualora un’azienda avesse investito più in fotovoltaico che in eolico, il secondo indicatore potrebbe essere inferiore al primo e in tal caso l’impresa sarebbe costretta a pagare la differenza. Questa spesa renderebbe gli investimenti in rinnovabili meno convenienti per le grandi aziende.

La proposta del Congresso ha modificato la BEAT proposta dal Senato, consentendo ai crediti d’imposta di mantenere fino all’80% dei valori dell’ITC e dell’PTC. Oltre a preservare i crediti d’imposta sulle energie rinnovabili, il disegno di legge manterrebbe anche quello sui veicoli elettrici ma, al contempo, darebbe una spinta alle trivellazioni petrolifere nella zona artica più selvaggia dell’Alaska.

Siamo grati per l’eliminazione delle disposizioni che avrebbero decimato la futura crescita delle energie rinnovabili e persino penalizzato gli investimenti passati nell’energia eolica e solare” – dichiara Gregory Wetstone, presidente dell’American Council on Renewable Energy – “ma restiamo preoccupati per i potenziali impatti del nuovo BEAT sul finanziamento delle energie rinnovabili”.

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