Scenari

La Russia aggiorna la Strategia energetica e punta decisa sul gas

E&P

La Russia punta anche a una riduzione dell’offerta mondiale di petrolio dopo il 2020 e la necessità di maggiori investimenti in progetti offshore, che potrebbero portare a un aumento dei prezzi.

I russi continuano a puntare forte sul gas, non solo quello esportato tramite gasdotto ma anche il liquefatto. Per questo i vertici economici di Mosca hanno deciso di aggiornare e aumentare il piano di produzione di Gnl a 80-140 milioni di tonnellate all’anno entro il 2035.

I PIANI RUSSI

Secondo quanto riferisce Sputnik, il piano precedente russo prevedeva una produzione di 70-82 milioni di tonnellate di Gnl all’anno entro il 2035. Rimane, invece, invariato il piano di produzione di Gnl fino al 2024 attestandosi a 46-65 milioni di tonnellate all’anno.

LA PRODUZIONE DI GAS AL 2035

Aggiornato anche il piano di produzione gas complessivo che dovrebbe attestarsi in un range compreso tra 860 miliardi e 1 trilione di metri cubi all’anno entro il 2035, rispetto ai precedenti 850-924 miliardi di metri cubi. La strategia energetica della Russia presuppone che la domanda globale di petrolio possa raggiungere il suo picco prima del 2030.

LA SCOMMESSA SUL PETROLIO

Mosca punta anche a una riduzione dell’offerta mondiale di petrolio dopo il 2020 e la necessità di maggiori investimenti in progetti offshore, che potrebbero portare a un aumento dei prezzi. Nel medio termine, secondo le previsioni russe riferite da Sputnik, i prezzi del petrolio dovrebbero essere determinati da fattori economici generali (tassi di crescita economica globale, situazione dei mercati finanziari, sviluppo shale oil negli Stati Uniti), così come da fattori politici e sociali (compresa la pandemia COVID-19), evidenzia il documento di Strategie energetica stilato dai russi

“Tuttavia, lo sviluppo accelerato delle riserve più efficienti in termini di costi e la riduzione degli investimenti in esplorazione in varie regioni del mondo provocheranno una diminuzione dell’offerta di petrolio dopo il 2020. Ciò richiederà investimenti intensivi in progetti offshore e altri progetti costosi e potrebbe portare all’inizio di un nuovo ciclo di aumenti dei prezzi”, ammette il documento.

NON SI ESCLUSONO AZIONI COORDINATE CON PAESI ESPORTATORI DI PETROLIO

Sempre nella Strategia elaborata dai russi si afferma che la domanda di prodotti petroliferi sarà caratterizzata dalla crescita dei consumi nel settore dei trasporti, mentre diminuirà la domanda nel settore domestico, commerciale ed elettrico. La strategia, infine, non esclude ulteriori azioni coordinate da parte dei Paesi esportatori di petrolio per regolare il mercato.