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La Turchia riceverà 3,1 mld di euro di prestiti per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi

Turchia

La settimana scorsa la Turchia è diventata l’ultimo paese del gruppo G20 delle maggiori economie a ratificare l’accordo di Parigi

La Turchia riceverà prestiti per un valore di 3,1 miliardi di euro per aiutarla a raggiungere gli obiettivi di energia pulita stabiliti nell’accordo di Parigi sul clima, secondo un accordo pianificato e finanziato da Banca Mondiale, Francia e Germania. È quanto evidenzia Reuters.

ADESIONE ALL’ACCORDO DI PARIGI LA SCORSA SETTIMANA

La settimana scorsa la Turchia è diventata l’ultimo paese del gruppo G20 delle maggiori economie a ratificare l’accordo di Parigi, dopo aver chiesto per anni di essere prima riclassificata come paese in via di sviluppo, che le darebbe diritto a fondi e aiuti tecnologici.

Secondo un memorandum d’intesa che dovrebbe essere firmato questo mese prima del vertice delle Nazioni Unite sul clima in Scozia, Ankara dovrebbe ricevere importanti prestiti internazionali anche senza ottenere il cambiamento di status richiesto, hanno detto le fonti.

BANCA MONDIALE, FRANCIA E GERMANIA I FINANZIATORI

La maggior parte del denaro arriverebbe dalla Banca Mondiale, che fornirebbe 2 miliardi di euro di finanziamenti, con la Francia che metterebbe in campo fino a un miliardo di euro e la Germania poco più di 200 milioni di euro, hanno detto le fonti.

Secondo Reuters il memorandum completo deve ancora essere concordato, e hanno avvertito che nulla è certo fino a quando tutte le parti non avranno firmato.

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) e l’International Finance Corporation, il braccio della Banca Mondiale per gli investimenti nel settore privato, sono coinvolti anche nel ruolo di aiuto al settore privato per l’energia verde in Turchia.

RATIFICA “CONTRO OGNI PREVISIONE”

La Turchia ha firmato l’accordo di Parigi nell’aprile 2016, ma ha a lungo resistito alla ratifica, sostenendo che non dovrebbe essere considerato un paese sviluppato ai fini dell’accordo e che era responsabile di una quota molto piccola delle emissioni storiche di carbonio.

Annunciando il cambiamento a sorpresa della Turchia il mese scorso, il presidente Tayyip Erdogan ha detto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite che i paesi che hanno una “responsabilità storica” per il cambiamento climatico dovrebbero fare il massimo sforzo.

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