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L’errore dei No Tap sui livelli di inquinamento

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I no-Tap avevano sbagliato a leggere la rilevazione, un errore di mille volte, che ha portato alle proteste. Ma il sindaco di Melendugno replica: Chiedo solo che prevalga il buonsenso

Un errore grossolano. Su questo si fonda la protesta dei No Tap almeno per quanto riguarda la crociata contro il presunto livello di inquinamento da cromo che si sarebbe verificato in concomitanza con i lavori del gasdotto in Puglia. A svelare l’errore è Il Sole24 Ore.

UN ERRORE DI “MILLE VOLTE”

melendugno tap“Quella contaminazione per cui anche oggi i comitati del no al metanodotto hanno sfilato in Puglia vestiti con le maschere antigas e le tute bianche da verniciatori? Ebbene – sottolinea il quotidiano di Confindustria -, la sostanza cercata è pericolosa e cancerogena (il cromo esavalente) ma i no-Tap avevano sbagliato a leggere la rilevazione, un errore di mille volte, come una tonnellata (il peso di una Fiat Punto) al posto di un chilo (il peso di 5 mele)”.

UNA VELOCE CRONISTORIA

“Il 16 aprile scorso l’Arpa Puglia conduce controlli nel cantiere in cui la società Tap sta lavorando a Melendugno (Lecce), in località San Basilio misura nelle acque di rifiuto (che vengono raccolte e smaltite come rifiuto) la presenza di cromo esavalente (cancerogeno)”. Poi, prosegue il Sole 24 Ore il “14 dicembre scorso l’Arpa Puglia scrive la relazione. Non ci sono sostanze pericolose da nessuna parte, però trovano in un punto tracce impercettibili di nickel e di arsenico, probabilmente di origine naturale, che appaiono di una riga sopra alla concentrazione ammessa per i rifiuti” mentre “il cromo riscontato in aprile nelle acque è sceso a 5 microgrammi da quando il cantiere è stato pavimentato”. Infine la scoperta: “L’Arpa Puglia manda all’Arpa Umbria, che ha gli strumenti adatti, il calcestruzzo usato dal Tap. L’Arpa Umbria mette in acqua e sottopone a processo di lisciviazione il calcestruzzo ridotto in polvere. Il 21 dicembre l’Arpa Umbria rileva che sì, se sbriciolato, ficcato in acqua e sottoposto a processo di lisciviazione, il cemento rilascia tracce di cromo esavalente nella misura di 11,3 microgrammi per litro d’acqua. Il 16 gennaio l’Arpa Puglia, uffici del Dap di Lecce, direttore ingegner Roberto Bucci, scrive che l’Arpa Umbria ha accertato: polverizzato e lisciviato, il cemento del Tap rilascia 11,3 microgrammi di cromo contro un limite di 10 ammesso per i ‘rifiuti oggetto di recupero’. Il 17 gennaio il sindaco di Melendugno, Potì ing. Marco, cambia l’unità di misura, la moltiplica di mille volte, come se invece di un chilo di mele passasse a un’automobile da una tonnellata. Ed emana una ‘diffida ad astenersi dallo svolgimento di qualsiasi attività nel cantiere del microtunnel in località San Basilio’ perché gli esami hanno rivelato il rilascio di cromo ‘in concentrazione pari a 11,3 milligrammi/litro’”.

LE PROTESTE

Foto LaPresse – Donato Fasano
28/03/2017 Melendugno ( ita )
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melendugno lecce – Alta tensione nelle campagne di Melendugno (in provincia di Lecce), dove stamani il consorzio Tap ha ripreso le operazioni di espianto degli ulivi propedeutico all’avvio del cantiere per costruire il tratto a terra e sotto il mare del gasdotto che dal 2020 porterà il gas azero sulle coste pugliesi.

“Il 18 gennaio a Melendugno indossando tute bianche da verniciatori e con le mascherine antismog sulla bocca, un gruppo di attivisti no-Tap ha manifestato pacificamente davanti al cantiere. Gli attivisti contestano la realizzazione dei lavori perché comprensibilmente ritengono che, moltiplicati per mille, i lavori stiano avvelenando la falda. Un microgrammo è un milionesimo di grammo. Un milligrammo è mille volte di più, è un millesimo di grammo”, conclude il Sole 24 Ore.

LA REPLICA DEL SINDACO POTI’

“I risultati del test di cessione effettuato da ARPA UMBRIA sul cemento del pozzo di spinta, poi, hanno evidenziato una capacità di rilascio di cromo esavalente in quantità pari a 11,3 μg/l. Allo stato, dunque, gli unici dati certi sono questi; al contrario, non vi è alcuna certezza che attualmente non vi siano superi delle soglie di contaminazione in falda, in quanto – come risulta dalla stessa relazione di ARPA – le ultime analisi effettuate dall’Agenzia sulla falda risalgono al 28 agosto 2018, in piena stagione estiva e soprattutto a cantiere fermo – sottolinea il sindaco di Melendugno nella replica pubblicata dallo stesso Sole 24 Ore -. L’accertata presenza dei suddetti materiali contaminanti (stabilizzato di cava e cemento) nel cantiere di Tap rende pertanto evidente il rischio concreto che la prosecuzione delle lavorazioni di cantiere (ivi inclusi l’ingresso della talpa nel pozzo di spinta e le operazioni sullo stesso per lo scavo del microtunnel) possa nuovamente compromettere il suolo, il sottosuolo e la falda e pregiudicare la salute pubblica. Chiedo solo che prevalga il buonsenso e il rispetto della legge a cui nessuno può sottrarsi. Fanno sorridere le restanti dichiarazioni di Tap”.