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Nucleare sostenibile Europa

L’Europa riparte dal nucleare: Von der Leyen e l’Italia accelerano sui reattori di nuova generazione

La Commissione UE stanzia 200 milioni per i piccoli reattori modulari, mentre il ministro Pichetto Fratin conferma l’impegno italiano per triplicare la capacità atomica globale entro il 2050.

Il panorama energetico europeo si avvia verso una trasformazione profonda che vede il ritorno dell’atomo al centro delle strategie di sovranità e competitività. Al secondo vertice mondiale sull’energia nucleare in corso a Parigi, i leader continentali hanno tracciato una rotta netta: integrare il nucleare di nuova generazione con le fonti rinnovabili per abbattere i costi dell’elettricità e garantire la stabilità delle reti.

La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato una nuova strategia per i reattori modulari, mentre l’Italia, per bocca del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha formalizzato l’adesione all’impegno internazionale per triplicare la capacità nucleare nel mondo.

LA STRATEGIA UE E IL PIANO SMR DI URSULA VON DER LEYEN

La Presidente Ursula von der Leyen ha aperto i lavori con un’analisi autocritica, definendo un “errore strategico” la scelta compiuta dall’Europa negli ultimi decenni di voltare le spalle a una fonte affidabile ed economica. Se nel 1990 un terzo dell’elettricità UE era nucleare, oggi la quota è crollata al 15%, un calo che ha reso il continente vulnerabile alle importazioni volatili. “I prezzi dell’elettricità in Europa sono strutturalmente troppo elevati e questo incide sulla nostra competitività industriale”, ha spiegato von der Leyen, annunciando che la Commissione “creerà una garanzia di 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti privati nelle tecnologie nucleari innovative”.

Questi fondi, provenienti dal sistema ETS, serviranno a finanziare la nuova strategia sui piccoli reattori modulari (Smr), con l’obiettivo di renderli operativi entro l’inizio degli anni Trenta. Il piano punta inoltre su “sandbox normativi” per testare le innovazioni e su una cooperazione transfrontaliera più stretta per accelerare le autorizzazioni.

L’IMPEGNO DELL’ITALIA E LE PROSPETTIVE AL 2050

Sul fronte nazionale, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che l’Italia intende muoversi con “realismo e responsabilità”. Attraverso la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, il Governo ha integrato ufficialmente lo scenario nucleare nel Piano Nazionale integrato per l’Energia e il Clima. “Le ipotesi elaborate prevedono, entro il 2050, una capacità installata tra 8 e 16 GW, con una copertura potenziale della domanda elettrica compresa tra l’11% e il 22%”, ha dichiarato il ministro a Parigi.

Pichetto ha sottolineato come la legge delega presentata lo scorso ottobre definirà il quadro normativo e la governance dell’intero ciclo di vita dell’atomo. L’attenzione italiana è rivolta prioritariamente agli Smr di terza generazione avanzata e ai reattori di quarta generazione raffreddati al piombo, supportati dall’attività di Nuclitalia, la compagine che vede insieme Enel, Ansaldo Energia e Leonardo.

PRAGMATISMO ENERGETICO: LA POSIZIONE DI FORZA ITALIA

In sintonia con l’approccio ministeriale, Luca Squeri, responsabile energia di Forza Italia, ha invocato coraggio e pragmatismo per rafforzare il mix energetico nazionale. Intervenendo a Radio Anch’io, Squeri ha definito “paradossale” lamentarsi dei prezzi alti senza utilizzare le risorse interne disponibili. “Come Forza Italia, nel decreto bollette abbiamo presentato emendamenti per facilitare l’estrazione di petrolio e gas dai giacimenti nazionali”, ha precisato il deputato, ribadendo che la strada corretta è un equilibrio tra rinnovabili e nucleare di nuova generazione.

Squeri ha poi ricordato come la fine della “politica dei no”, che in passato ha ostacolato infrastrutture come il Tap, sia essenziale per la sicurezza energetica del Paese.

LA VISIONE DI SALVINI E IL RUOLO STRATEGICO DEL DOSSIER

Anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha espresso la necessità di accelerare su un tema troppo spesso accantonato. Intervenendo a LetExpo 2026 a Verona, Salvini ha osservato che l’attuale crisi geopolitica impone di non far sparire ciclicamente il dossier nucleare, considerandolo “strategico per il Paese”.

Secondo il leader della Lega, la consapevolezza maturata negli ultimi anni deve tradursi in un’azione politica decisa che permetta all’Italia di allinearsi ai partner europei che già utilizzano questa fonte per sostenere le proprie economie e il settore dei trasporti.

MACRON E LA SFIDA DELL’INDIPENDENZA DALLA RUSSIA

Il padrone di casa, Emmanuel Macron, ha infine allargato l’orizzonte alla sicurezza delle materie prime. Ricordando che il 40% dell’uranio mondiale proviene dalla Russia, il Presidente francese ha esortato gli alleati a “cooperare a livello internazionale per diversificare le fonti” e resistere ai sussulti geopolitici. Macron ha proposto la creazione di un grande progetto di interesse comune europeo (Ipcei) dedicato specificamente al nucleare e agli Smr, analogamente a quanto fatto per l’idrogeno e le batterie.

Per l’Eliseo, l’atomo è l’unico strumento capace di “conciliare indipendenza energetica, neutralità carbonica entro il 2050 e le sfide dell’intelligenza artificiale”, che richiede un consumo di energia elettrica senza precedenti. “Senza il nucleare”, ha concluso Macron, “non saremo in grado di mantenere un’energia distribuibile e abbondante garantendo al contempo la creazione di posti di lavoro”.

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