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Libia, accordo in vista tra Noc ed Eni per il gas offshore. La firma il 28/1

Eni

Investimenti per 8 mld di dollari per produrre 24 mln di mc di gas al giorno in Libia per Eni. 

La società statale libica National Oil Corp (Noc) ed Eni sono pronte a firmare un accordo di produzione del valore di 8 miliardi di dollari per produrre circa 850 milioni di piedi cubi al giorno (circa 24 milioni di metri subi) da due giacimenti di gas offshore nel Mar Mediterraneo. Ad annunciarlo è stato il presidente di Noc Farhat Bengdara alla tv libica Al-Masar.

LA FIRMA IL 28 GENNAIO

Secondo quanto riporta S&P Global, l’accordo dovrebbe essere firmato il prossimo 28 gennaio e prevede lo sviluppo di due giacimenti che erano già esplorati in base a un accordo del 2008 e che avrebbero dovuto iniziare la produzione tra il 2017-2018, ha detto Bengdara.

COSA PRODUCE ENI IN LIBIA E COME AVVIENE IL TRASPORTO IN ITALIA

Eni produce già gas in Libia dai giacimenti di Wafa e Bahr Essalam gestiti da Mellitah Oil & Gas, una joint venture tra la società italiana e Noc.

Il gas proveniente dai giacimenti viene portato in Italia attraverso il gasdotto Green Stream, un tubo da 520 km che attraversa il Mar Mediterraneo fino a Gela in Sicilia e ha la capacità di trasportare 8 miliardi di metri cubi/anno. Eni ha prodotto 198 miliardi di piedi cubi di gas in Libia nel 2021 (5,6 mld di mc), secondo quanti si legge sul sito web del Cane a sei zampe.

LA LIBIA STA TENTANDO DI RIPORTARE GLI INVESTIMENTI STRANIERI NEL PAESE

Si tratta di una notizia per l’Italia che sta cercando, assieme al resto d’Europa, di staccarsi dalle forniture russe anche attraverso l’aumento dell’import tramite Gnl, al massimo entro il 2025. Dal canto suo la Libia sta invece tentando di riportare nel paese le compagnie petrolifere internazionali per le esplorazioni di gas e petrolio, in particolare offshore, dopo aver revocato la causa di forza maggiore a dicembre che colpiva proprio questo genere di intese.

La compagnia petrolifera russa Tatneft ha recentemente ripreso il lavoro upstream nel bacino di Ghadames. Ma Noc spera che anche altri big del settore come BP, Eni, TotalEnergies, ConocoPhillips, OMV e Repsol riprendano il lavoro upstream in Libia.

L’ATTUALE PRODUZIONE DI GAS LIBICA

Attualmente, la Libia sta cercando di mantenere la produzione di gas a 1,5 miliardi di piedi cubi/giorno (circa 42 mln di mc), con circa 850-900 milioni di piedi cubi/giorno (25 mln di mc) utilizzati localmente per la produzione di elettricità, 250 milioni di piedi cubi/giorno esportati e il resto consumato principalmente nell’industria.

RIDOTTE LE ESPORTAZIONI DI GAS VERSO L’ITALIA

“Abbiamo ridotto le esportazioni verso l’Italia e abbiamo preferito inviare gas per la produzione di elettricità”, ha detto Bengdara, senza rivelare volumi e tempistiche per i tagli alla fornitura di gas in Italia.

I flussi di gas libico verso l’Italia sono stati infatti significativamente ridotti a causa di una manutenzione non programmata presso il Mellitah Complex, come aveva dichiarato Eni North Africa lo scorso 5 gennaio.

TRIPOLI PUNTA ANCHE SUL PETROLIO: OBIETTIVO 2 MLN DI BARILI AL GIORNO

Discorso petrolio: La Libia vuole anche corteggiare gli investimenti stranieri per aiutare ad aumentare la produzione di greggio e condensati da 1,255 milioni di barili al giorno a circa 2 milioni di barili al giorno entro tre o cinque anni, ha detto Bengdara. “Il problema è con la stabilità e la capacità di attrarre investimenti stranieri. Non abbiamo le risorse finanziarie per investire in questi settori in grande stile”, ha ammesso il manager. Basti pensare che la perforazione di un pozzo di esplorazione offshore costa tra 150 e 200 milioni di dollari, ha affermato Bengdara.

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