Efficienza energetica e innovazione

L’industria dello stoccaggio dell’energia sta decollando. Report Wood McKenzie

Il panorama geopolitico è destinato a cambiare drasticamente nei prossimi 5 anni, con Stati Uniti e Cina che stanno cercando di conquistare una quota di mercato sempre maggiore

La Cina è destinata a diventare il più grande mercato di stoccaggio dell’energia nella regione Asia-Pacifico entro il 2024. Almeno secondo un nuovo report del gruppo britannico di analisi dati e consulenza Wood Mackenzie. Il rapporto afferma senza mezzi termini che il paese è pronto a conquistare il mercato dell’accumulo di energia, poiché “la sua capacità è destinata a salire alle stelle da 489 MW o 843 MWh nel 2017 a 12,5 GW o 32,1GWh nel 2024”, con un aumento impressionante “della base installata di 25 volte”.

GLI INCENTIVI LA RAGIONE DELLA RAPIDA CRESCITA CINESE

Wood Mackenzie accredita il fenomeno agli incentivi del governo cinese come la ragione principale per la rapida crescita del settore. Grazie alla forte spinta del paese per lo sviluppo dello stoccaggio nell’ultimo anno, con 580 MW (1,14 GWh) per raggiungere nel 2018 una dimensione cumulativa del mercato di 1,07 GW (1,98 GWh), la Cina si è già assicurata la sua posizione come secondo mercato di stoccaggio energetico nella regione Asia-Pacifico in termini di sviluppo, con la Corea del Sud al primo posto. “La crescita dell’accumulo Front-of-the-meter (Ftm)” ha detto Wood Mackenzie a proposito della crescita cinese nel 2018, “è cinque volte superiore in termini di capacità di potenza installata rispetto al 2017”.

LA STATE GRID CORPORATION OF CHINA È LA GRANDE PROTAGONISTA

La stragrande maggioranza della crescita del mercato Ftm in Cina proviene dalla State Grid Corporation of China: l’azienda pubblica “ha distribuito 452 MWh di progetti pilota Ftm collegati alla rete, che hanno rappresentato l’83% della crescita del mercato a livello nazionale lo scorso anno. Questi progetti pilota sono stati sostenuti da sovvenzioni pubbliche per la ricerca”, ha evidenziato Wood Mackenzie.

UN BOOM NON SOLO CINESE MA CHE RIGUARDA TUTTO IL MONDO

La Cina non è l’unico paese, tuttavia, in lizza per una fetta più ampia del mercato globale dello stoccaggio di energia. Le installazioni collegate alla rete sono aumentate significativamente in tutto il mondo negli ultimi cinque anni, con un impressionante tasso di crescita annuale composto globale del “74% negli anni dal 2013 al 2018” e con un “boom atteso nei prossimi cinque anni”, secondo il rapporto di Energy Storage News basato sull’analisi di Wood Mackenzie di aprile.

GLI USA GLI ALTRI GRANDI PROTAGONISTI. MA I TASSI DI CRESCITA SONO DESTINATI A RALLENTARE IN FUTURO

Mentre l’Asia domina attualmente il mercato globale dello stoccaggio di energia, c’è da dire che anche gli Stati Uniti sono destinati ad aumentare significativamente la propria capacità nei prossimi anni, tanto che sia Cina sia Stati Uniti sono “destinati a dominare il mercato con oltre il 54% del totale in mano loro”. Wood Mackenzie prevede che il 74% del tasso di crescita annuale di cui il settore dell’accumulo di energia ha goduto negli ultimi 5 anni rallenterà significativamente in futuro, scendendo al 38% entro il 2024. Malgrado ciò la distribuzione globale riuscirà comunque a raggiungere il livello di 63GW o 158GWh entro quell’anno.

INVESTIMENTI IN CINA DESTINATI A CRESCERE UE

Nel frattempo, l’investimento della Cina nello stoccaggio Ftm continuerà a crescere. Al momento, secondo le parole dell’analista senior Le Xu di Wood Mackenzie, “sulla base dell’attuale economia e senza supporto politico, le utility hanno limitato gli incentivi per aumentare gli investimenti nello stoccaggio Ftm come parte dell’infrastruttura di rete”, ma tutto questo sta per cambiare. L’anno prossimo, secondo l’amministrazione nazionale cinese dell’energia, come riportato anche dalla relazione di WoodMac, “il mercato dei servizi ausiliari passerà da un meccanismo di compensazione di base a un mercato integrato con prezzi spot dell’energia. Questo, insieme alla maturità tecnologica e alla conseguente riduzione dei costi, saranno fattori chiave che contribuiranno alla crescita esponenziale del mercato nazionale dello stoccaggio di energia fino al 2024”.

SERVIZI DI BACK-UP SI STANNO ORIENTANDO VERSO LE RINNOVABILI

Non solo il panorama geopolitico dello stoccaggio dell’energia è destinato a cambiare drasticamente nei prossimi 5 anni, con Stati Uniti e Cina che stanno cercando di conquistare una quota di mercato maggiore, ma anche il settore dello stoccaggio stesso sta vivendo una grande trasformazione, dato che il mercato si sta allontanando dai servizi di back-up della rete di combustibili fossili e si sta dirigendo verso lo stoccaggio a lungo termine più orientato alle rinnovabili. Secondo il report di PV Magazine, citato da Oil Price, “i prossimi cinque anni vedranno questo tipo di stoccaggio evolvere da servizi di rete di breve durata a regolazione della frequenza nel segmento di lunga durata che potrebbe rendere obsoleta la generazione di energia fossile di backup”.

UNA SFIDA A CUI SI STA PREPARANDO ANCHE L’EUROPA

Anche l’Europa si sta preparando alla sfida: ad aprile scorso un documento di riflessione stilato dalla Corte dei Conti europea intitolato “EU support for energy storage” ha evidenziato che l’Unione europea deve migliorare lo stoccaggio energetico se vuole raggiungere i valori-obiettivo in materia di energia e i target climatici che si è prefissata di raggiungere. Ma per fare questo deve affrontare tutta una serie di sfide tecnologiche nell’ambito dell’accumulo di energia, tanto per la rete quanto per i trasporti. Stando ben attenta a tenere il passo della concorrenza internazionale. Per la Corte dei Conti europea, “le tecnologie di immagazzinamento dell’energia forniscono una risposta flessibile agli squilibri causati dall’aumento, nella rete elettrica, della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili variabili, come l’energia solare ed eolica. I combustibili prodotti da fonti rinnovabili, come l’elettricità da rinnovabili o l’idrogeno, possono contribuire a ridurre le emissioni dei trasporti; il miglioramento della tecnologia per l’accumulo di energia può sostenere l’espansione della flotta di veicoli che utilizzano questi carburanti”, ammette l’organo contabile. Il documento di riflessione illustra, quindi, proprio le principali sfide cui il sostegno dell’Unione europea deve rispondere per lo sviluppo e la diffusione dello stoccaggio di energia, sfide che, a parere della Corte, sono triplici: definire una strategia Ue per lo stoccaggio energetico; utilizzare la ricerca e l’innovazione in maniera efficace e stabilire un quadro normativo di sostegno”.

SERVONO ALMENO 10-20 GIGAFABBRICHE

La Commissione europea ritiene, inoltre, che per soddisfare la sola domanda di batterie all’interno dell’Ue – che secondo le sue stime potrebbe raggiungere un valore di 250 miliardi di euro all’anno entro il 2025 – si richiederebbero almeno 10-20 grandi impianti di produzione di batterie a celle, o “gigafabbriche”, in grado di produrre circa 200 GWh di batterie agli ioni di litio all’anno. La Commissione ha stimato che gli investimenti totali necessari ammontino a circa 20 miliardi di euro.

PER ORA IL GAS È ANCORA CO£MPETITIVO COME FATTORE DI STOCCAGGIO

Per il momento potrebbe essere il gas la vera fonte in grado i traghettare il sistema verso la decarbonizzazione. Come ha chiarito Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, nel corso di un’audizione alla Camera: “Il vantaggio del gas è anche lo stoccaggio: costa 5 euro a MWh, una batteria 200. Inoltre può essere stoccato per intere stagioni: 1 miliardo di mc di stoccaggio di gas (in Italia ne abbiamo 20, dice Alverà) equivale a circa 10 TWh. Realizzarlo nuovo costa tra 500 milioni e 1 miliardo. Per ottenere la stessa energia utilizzando i Tesla Wall servirebbero 700 milioni di batteria Tesla per un costo di 5,6 trilioni di euro”.