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L’Italia spinge sul gas naturale liquefatto. Ecco la Golar Tundra

Golar Lng

Fatti, numeri, scenari sulla diversificazione energetica dopo l’acquisto da parte di Snam della nave rigassificatrice di Golar Lng

350 milioni di dollari. Questo il valore dell’acquisizione da parte di Snam della nave di stoccaggio e rigassificazione Golar Tundra. Una nave di proprietà della Golar Lng, acquisita ufficialmente dalla partecipata italiana e che sarà operativa dalla prossima primavera.

ITALIA IN PRIMA LINEA: SUL PRICE CAP

La mossa conferma l’impegno di Roma nel procedere su più strade verso lo stop alla dipendenza dalle forniture russe. Ieri in Europa è stata una giornata chiave in questo senso. La firma dell’embargo, seppur parziale, al petrolio di Mosca ha premiato le insistenze italiane. “È stato dato mandato alla Commissione di studiarne la fattibilità, si prenderà del tempo per attuare il meccanismo. Ma l’atteggiamento della Commissione finora è stato abbastanza favorevole su questa ipotesi”, ha commentato il premier Draghi. Il riferimento è anche ai passi avanti registrati sulla questione del tetto al prezzo del gas. Una delle vie per rompere i vantaggi economici delle export energetiche dalla Federazione russa. Il presidente del Consiglio si è confrontato con Scholz, rimarcando la sua soddisfazione per aver fatto mettere nel cantiere della Commissione di Bruxelles quel limite da lui sollecitato da tempo.

SU NUOVI FORNITORI E RINNOVABILI

C’è poi la strada della ricerca di nuovi fornitori. E della spinta sulle rinnovabili. “La strategia governativa punta ad accrescere di circa 25 mld di mc” il flusso di gas “da nuovi fornitori che andranno a sostituire i 29-30 che importiamo dalla Russia. Stiamo andando verso un’autonomia energetica diversificando rispetto alla Russia”. “La quantità totale” di gas sostituito “non è identica ci sono infatti 4-5 mld di mc assorbiti da una politica di risparmio e di rinnovabili proprio perché manteniamo la politica di decarbonizzazione prevista dai patti più recenti”. Così ha commentato anche il numero uno della Transizione ecologica, il ministro Roberto Cingolani.

E SULLA RIGASSIFICAZIONE

Il quale ha poi posto l’accento sulla strada della rigassificazione. “Le nuove forniture saranno per metà provenienti dai gasdotti presenti nel sud e un’altra metà dal Gnl. Questo vuol dire che dovremo aumentare la capacità dio rigassificazione. Al momento ne abbiamo 3 che porteremo al 100% di regime dopodiché dovremo rigassificatore la componente extra che verrà da due rigassificatori galleggianti non ritenendo necessari farli a terra perché le esigenze che abbiamo prevedono dei tempi di sostituzione del gas russo molto stringenti”, ha ricordato tra l’altro il ministro.

TUTTO SULLA NAVE RIGASSIFICATRICE GOLAR TUNDRA

E allora, tornando a bomba sulla nave Golar Tundra, come riporta Milano Finanza: “può operare sia come nave metaniera per il trasporto del gas naturale liquefatto sia come nave di stoccaggio e rigassificazione. Costruita nel 2015, ha una capacità di stoccaggio di circa 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto e una capacità di rigassificazione continua di 5 miliardi di metri cubi l’anno”.

E ancora: “sarà ubicata in una località del centro-nord Italia vicina ai punti di maggior consumo di gas. Si prevede che possa iniziare la propria attività nel corso della primavera del 2023”. Prima c’è da attendere il compimento dei vari passaggi autorizzativi e delle opere di collegamento.

LO SNAM PENSIERO SULLA NAVE RIGASSIFICATRICE

Secondo l’amministratore delegato, Stefano Venier, ” Snam compie un passo decisivo per favorire una maggior sicurezza e diversificazione degli approvvigionamenti energetici dell’Italia, in linea con la propria missione. Il ruolo della nuova Fsru a beneficio del Paese sarà essenziale: da sola potrà contribuire a circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, portando la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda. Snam ha completato l’operazione con rapidità ed efficacia in un mercato caratterizzato da un elevato livello di competitività e scarsità dell’offerta e continua a lavorare alla ricerca di una seconda Fsru di dimensioni simili, sulla quale è attualmente in corso una negoziazione in esclusiva che si prevede possa concludersi entro fine giugno”. Insomma, quella appena ufficializzata è un’altra mossa chiave di un percorso energetico sul quale però l’Italia non intende affatto fermarsi.

 

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