Il Commissario Jørgensen invita a limitare i viaggi e potenziare il telelavoro per preservare le scorte strategiche. Oggi vertice straordinario dei Ministri per affrontare l’emergenza nello Stretto di Hormuz.
La Commissione Europea ha inviato una raccomandazione urgente agli Stati membri affinché predispongano con effetto immediato misure coordinate per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio e prodotti raffinati. L’iniziativa, scaturita dalla crescente volatilità dei mercati legata al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, punta a prevenire una crisi strutturale delle forniture nel territorio dell’Unione.
Come riportato in un comunicato della Commissione e in una lettera del Commissario per l’Energia Dan Jørgensen, la strategia comunitaria punta sulla riduzione della domanda, specialmente nel settore dei trasporti, per rispondere a quella che viene definita una “prolungata interruzione” del commercio internazionale di energia.
COORDINAMENTO EUROPEO E RISERVE STRATEGICHE
Secondo quanto dichiarato dai vertici di Bruxelles, l’Unione Europea dispone attualmente di una solida preparazione per affrontare l’emergenza. Gli Stati membri sono infatti obbligati a mantenere scorte petrolifere minime e a gestire piani di emergenza nazionali per reagire tempestivamente a eventuali incidenti logistici. Inoltre, i Paesi UE contribuiscono per circa il 20% allo sblocco degli oltre 400 milioni di barili di scorte di emergenza coordinate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).
Dan Jørgensen ha precisato che, sebbene la sicurezza dell’approvvigionamento rimanga per ora garantita, è necessario “agire subito e agire insieme come una vera Unione” per proteggere cittadini e imprese da uno shock prolungato. Il monitoraggio rigoroso e la notifica immediata alla Commissione di qualsiasi variazione nelle scorte commerciali sono diventati requisiti essenziali per permettere una valutazione continua del rischio.
MISURE DRASTICHE PER IL SETTORE DEI TRASPORTI
La lettera del Commissario Jørgensen, visionata dalla testata Politico, mette in luce una preoccupazione specifica per il comparto dei trasporti europeo, che dipende dal Golfo Persico per oltre il 40% delle importazioni di gasolio e carburante per aerei. Bruxelles suggerisce ai governi nazionali di valutare misure volontarie per limitare l’uso dei mezzi privati e dei voli non necessari, ricalcando le raccomandazioni del piano in dieci punti dell’AIE.
Tra le opzioni sul tavolo figurano l’incentivazione massiccia del telelavoro e l’abbassamento dei limiti di velocità sulle autostrade, strumenti già utilizzati per contenere i consumi durante le crisi energetiche del passato. La finalità è evitare che la scarsità di greggio, aggravata dalla limitata capacità di raffinazione interna all’UE per prodotti specifici, si traduca in una paralisi economica globale.
OTTIMIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE E BIOCARBURANTI
Per salvaguardare la stabilità del mercato interno, la Commissione ha esortato i governi a non adottare provvedimenti unilaterali che possano ostacolare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare l’attività delle raffinerie europee. Nello specifico, viene richiesto di rinviare ogni intervento di manutenzione non urgente negli impianti di raffinazione per mantenere ai massimi livelli la disponibilità di carburante.
In parallelo, Bruxelles punta su un incremento dell’impiego dei biocarburanti come soluzione immediata per sostituire parzialmente i derivati fossili e allentare la pressione sui prezzi. La coerenza a livello europeo è considerata l’unica via per preservare il funzionamento del mercato unico ed evitare fughe in avanti dei singoli Stati che potrebbero danneggiare i Paesi limitrofi.
PROSPETTIVE DI UNA CRISI PROLUNGATA
Il clima di incertezza sulla durata della guerra con l’Iran ha spinto l’Unione a prepararsi al peggio. Jørgensen ha sottolineato come la disponibilità di fornitori alternativi sia attualmente limitata, rendendo la gestione della domanda un pilastro imprescindibile della politica estera ed energetica dei prossimi mesi.
Mentre martedì i Ministri dell’Energia si riuniranno in una sessione d’emergenza per definire i dettagli tecnici delle riduzioni, resta il monito della Commissione a non adottare misure che possano incentivare artificialmente il consumo di carburante. L’obiettivo resta quello di trasformare la gestione della crisi in un’opportunità di integrazione, garantendo che ogni barile risparmiato oggi possa servire a mantenere operative le infrastrutture essenziali del continente domani.


