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Mediterraneo, Draghi, Di Maio e Massolo concordano: Serve politica energetica condivisa

Mediterraneo

Per Draghi e Di Maio occorre “capitalizzare” le risorse gas del Mediterraneo per una crescita comune

“La regione del Mediterraneo è una regione in transizione” e “dalle molte transizioni”, per quanto riguarda le infrastrutture, il sistema educativo e il cambiamento climatico. “Il rischio è che procediamo a geometria variabile, in maniera diseguale”. “Anche la transizione energetica è potenzialmente un’area di disuguaglianza con un potenziale da sfruttare nelle energie rinnovabili”, non dimenticando che “se la transizione è complicata al nord lo è anche al sud a causa di molti paesi troppo dipendenti dalle fonti fossili”. Lo ha detto Giampiero Massolo, presidente dell’Ispi in apertura dei Med Dialogues, nel corso del quale ha rimarcato l’importanza della geopolitica e di una “dialettica interregionale che è spesso dirompente e si scarica sulle crisi locali, potenziandole”, crisi “in regioni vicinissime all’Italia e che restano molto acute, tra vecchie rivalità e nuove alleanze”.

L’INTERVENTO DI DRAGHI

Subito dopo Massolo è intervenuto il presidente del Consiglio Mario Draghi con un collegamento video: “L’incontro l’occasione per rafforzare la cooperazione regionale in un’area da sempre fondamentale per il nostro paese, il Mediterraneo è un insieme di legami sociali, economici e culturali – ha aggiunto il premier -. È un crocevia del mondo”. Secondo Draghi un’alta sfida è quella dei cambiamenti climatici che “potrebbe portare all’innalzamento del livello dei mari” ma anche a eventi estremi come “siccità e incendi”. “Le risorse naturali comuni dei Paesi del Mediterraneo rendono auspicabile una politica energetica condivisa. Innanzitutto, per favorire lo sviluppo delle rinnovabili, a partire dall’eolico e dal solare. Fondamentali sono anche le prospettive offerte dall’idrogeno verde – ha precisato -. Dobbiamo nel frattempo continuare a capitalizzare sulle risorse del gas, di cui il Mediterraneo conserva ampie riserve, come fonte di transizione nel medio periodo. E programmare insieme lo sviluppo dei prossimi anni, nella transizione verde e in quella digitale. Un esempio sono gli scali portuali, con il Pnrr investiremo nella logistica per rendere i nostri porti più sostenibili da punto di vista ambientale ed energetico”, ha concluso Draghi.

LE PAROLE DI DI MAIO

Alle parole di Draghi hanno fatto eco quelle del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il titolare della Farnesina ha ricordato che questa edizione dei Med Dialogues “ruota attorno al concetto di transizione” “che non rimangano incompiute”. “Il Mediterraneo è una delle aree più vulnerabili al cambiamento climatico con una temperatura che aumenta del 20% più rapidamente rispetto alla media globale e una riduzione delle precipitazioni estive che arriva al 40%. Sarà fondamentale perciò intraprendere un processo di transizione in cui le energia rinnovabili siano sempre più centrali nelle relazioni energetiche regionali. Alla luce del ruolo del gas quale fonte di transizione nel medio periodo – ha aggiunto Di Maio – le scoperte gas in Mediterraneo orientale siano opportunità crescita comune. La visione dell’Italia si fonda sul valore inclusivo dell’energia e sulla ricerca di soluzioni che garantiscano un accesso equo, regolato e sostenibile a queste risorse, prima pietra di una più ampia architettura di cooperazione”. Di Maio ha sottolineato infine “l’urgenza di cogliere l’opportunità” della transizione verde, “che confermano la centralità strategica del Mediterranea”.

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