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Minerali critici

Minerali critici: asse Italia-Germania e Project Vault Usa per sfidare il dominio della Cina

Roma e Berlino presentano un piano strategico alla Commissione Ue mentre Washington lancia una riserva da 12 miliardi, una vera “cassaforte” di terre rare e materiali rari per blindare le catene di approvvigionamento dell’industria occidentale.

Il fronte occidentale accelera per spezzare il monopolio di Pechino sulle materie prime indispensabili per la transizione energetica e la difesa. In una giornata scandita da mosse diplomatiche e annunci industriali senza precedenti tra Europa e Stati Uniti, l’Italia si posiziona come capofila della nuova strategia comunitaria. Questa mattina, Italia e Germania hanno ufficialmente inviato alla Commissione Europea un documento di indirizzo politico sui minerali critici, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare l’impegno dell’Ue nella mitigazione delle dipendenze strategiche. L’iniziativa assunta congiuntamente dal Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, e dall’omologo tedesco, Wadephul, dà seguito operativo agli accordi siglati nel Vertice italo-tedesco dello scorso 23 gennaio e alla precedente dichiarazione firmata dai ministri Urso e Reiche.

IL DOCUMENTO STRATEGICO E L’APPELLO ALLA COMMISSIONE UE

Nel testo inviato a Bruxelles, Roma e Berlino sottolineano l’urgenza di costruire catene di approvvigionamento sicure attraverso una stretta collaborazione non solo all’interno dell’Unione, ma anche con gli Stati Uniti e i partner del G7+. La strategia punta a coinvolgere Paesi terzi in Africa, nell’Indo-Pacifico e in America Latina per dare vita a partenariati mutualmente vantaggiosi tra estrattori, trasformatori e utilizzatori finali. È quanto emerge dal documento, che invita l’Europa a investire massicciamente nello sviluppo delle capacità interne, nello stoccaggio strategico e nell’innovazione tecnologica legata al riciclo. Tuttavia, i due governi pongono un monito chiaro: la sicurezza economica ha un prezzo. La riduzione delle dipendenze comporterà costi aggiuntivi che, secondo la visione italo-tedesca, dovranno essere prevedibili, equamente ripartiti tra i partner e compatibili con la tenuta del sistema industriale europeo.

TAJANI A WASHINGTON PER LA NUOVA ALLEANZA MONDIALE

La missione diplomatica italiana entra nel vivo domani, quando Antonio Tajani parteciperà a Washington alla riunione ministeriale convocata dal Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e dal Vice Presidente, J.D. Vance. L’incontro servirà a presentare la nuova configurazione della “Mineral Security Partnership”, trasformata in un’iniziativa multilaterale per coordinare estrazione, lavorazione e riciclo dei materiali rari. Tajani interverrà nella prima sessione per ribadire la posizione dell’Italia che, forte del suo ruolo di seconda manifattura d’Europa e quarto esportatore mondiale, preme per politiche industriali transatlantiche coordinate. Oltre ai dossier geopolitici, il titolare della Farnesina incontrerà la comunità italo-americana per un’iniziativa benefica dedicata alle zone del Mezzogiorno colpite dal ciclone Harry e si confronterà con un gruppo di imprenditori italiani attivi negli Stati Uniti.

PROJECT VAULT: LA CASSAFORTE AMERICANA DA 12 MILIARDI

Dall’altra parte dell’Oceano, la risposta americana alla sfida delle forniture assume intanto i tratti di un’operazione finanziaria e logistica massiccia. Donald Trump ha annunciato la nascita di “Project Vault”, una riserva strategica di minerali critici modellata sulla Strategic Petroleum Reserve degli anni Settanta. Il progetto mette sul piatto un finanziamento iniziale di 10 miliardi di dollari tramite la Us Export-Import Bank, integrato da circa 1,67 miliardi di capitali privati. “Lanciamo Project Vault per garantire che le aziende e i lavoratori americani non subiscano mai danni a causa di eventuali carenze”, ha dichiarato Trump dalla Casa Bianca, affiancato dai vertici di General Motors e dall’imprenditore minerario Robert Friedland. La riserva stoccherà materiali come gallio e cobalto, componenti vitali per la produzione di iPhone, batterie, radar e motori per jet, puntando a stabilizzare i prezzi a fronte delle scosse geopolitiche.

IL NODO CINA E IL RUOLO DEI COLOSSI INDUSTRIALI

L’obiettivo di Washington è ridurre drasticamente l’esposizione verso Pechino, che oggi controlla il 70% dell‘estrazione mondiale di terre rare e quasi il 90% della loro raffinazione. Un dominio che lo scorso anno si è trasformato in ritorsioni commerciali, con restrizioni all’export che hanno rallentato la produzione di numerosi stabilimenti americani. “Non vogliamo mai più rivivere quello che abbiamo passato un anno fa”, ha sottolineato Trump riferendosi al braccio di ferro sui dazi. Project Vault vede già il coinvolgimento di giganti come Stellantis, Boeing, Google, Corning e GE Vernova, mentre tre storiche case di trading — Hartree Partners, Traxys North America e Mercuria Energy Group — gestiranno operativamente gli acquisti. L’annuncio ha scosso immediatamente i mercati, facendo balzare i titoli delle società del settore.

DIPLOMAZIA DELLE MATERIE PRIME E COORDINAMENTO LOGISTICO

Parallelamente alla riserva fisica, gli Stati Uniti stanno tessendo una rete di accordi bilaterali con Australia, Giappone e Malesia. Secondo quanto riportato dal Guardian, Project Vault sarà il fulcro della conferenza ministeriale di domani, dove dovrebbero essere siglate nuove intese per migliorare la logistica delle catene del valore. Il Dipartimento di Stato, in una nota di accompagnamento all’evento, ha confermato che l’incontro servirà a creare uno “slancio per la collaborazione” globale, trasformando la gestione dei minerali critici da una sfida di mercato a un pilastro della sicurezza nazionale collettiva. In questo scenario, il coordinamento tra la “cassaforte” americana e il piano strategico presentato da Italia e Germania alla Commissione Ue appare come il tentativo più organico mai messo in campo dall’Occidente per riconquistare la sovranità industriale.

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