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Edison Monti

Monti (Edison): Nei prossimi decenni ripensare anche all’utilizzo del nucleare in Italia

L’ad di Edison ha parlato in audizione al Senato: tra i temi toccati gli iter autorizzativi delle rinnovabili, le concessioni idroelettriche, il capacity payment e il Gnl

Ripensare al nucleare in Italia, anche come fonte programmabile assieme al gas, per aiutare le rinnovabili a progredire. Ma per fare ciò sono necessari anche degli snellimenti degli iter autorizzativi, specialmente per il repowering. Mentre sulle concessioni idroelettriche è prioritario dare continuità agli investimenti rispetto al vincolo delle gare. Lo ha detto l’ad di Edison Nicola Monti intervenendo in commissione Ambiente al Senato dove è stato ascoltato oggi.

“RIPENSARE AL NUCLEARE PER AIUTARE LE RINNOVABILI”

“Da qui al 2030 sono previsti oltre 300 miliardi di investimenti in Italia per fare la transizione energetica, una metà sulle infrastrutture, un’altra metà sono interventi di efficienza energetica. Da qui al 2030 però i tempi sono molto stretti”, ha sottolineato Monti. “Per decarbonizzare occorre elettrificare i consumi con un le fonti rinnovabili. Il gas naturale riteniamo continuerà a mantenere una forte rilevanza nel nostro sistema energetico anche dopo il 2030”, ha aggiunto il manager. Spiegando che “Edison ha tre assi fondamentali di sviluppo, continuare a rinforzare la quota di rinnovabili, nel gas vogliamo continuare a essere un operatore rilevante, anche nei gas verdi, guardiamo anche a tecnologie decaronizzate – ha proseguito Monti – e nei prossimi decenni ripensare anche all’utilizzo del nucleare in Italia. C’è bisogno di avere capacità programmabile per bilanciare le rinnovabili e si o continuando a utilizzare il ciclo combinato decarbonizzato o con il nucleare. Il tutto ci porterebbe a investire da qui alla fine del decennio circa 10 miliardi – ha ammesso Monti – al 95% in Italia, con l’85% dedicati ad attività industriali che fanno parte della transizione. Metà al centro-nord, metà al sud, dove ci sono più rinnovabili e più necessità di sistemi di accumulo”.

“SNELLIRE GLI ITER AUTORIZZATIVI PER LE RINNOVABILI “

“Dobbiamo fare tanti investimenti nelle rinnovabili da qui al 2030 per raggiungere gli obiettivi e abbiamo bisogno di continuare a snellire gli iter autorizzativi, in particolare per i progetti di repowering. Abbiamo tanti impianti eolici che sono arrivati alla fine della loro vita utile e utilizzare gli stessi siti dovrebbe avere un iter più accelerato”, ha poi aggiunto il manager Edison. “Naturalmente se non facciamo rinforzi di rete e accumuli rischiamo di avere impianti che non sono produttivi – ha evidenziato Monti -. Rischiamo di avere da un 5 al 10% della riduzione della capacità di produzione dei nostri impianti perché semplicemente ci saranno delle ore del giorno che non avendo accumuli o rinforzi di rete, gli impianti non saranno produttivi. Questo vuol dire anche prezzi che vanno verso le zero non riuscendo nemmeno a fare gli investimenti necessari. Per questo – ha precisato – dobbiamo cercare di sostenere economicamente i grandi investimenti che dobbiamo fare strutturando dei contratti Ppa o per differenza che abbiano delle forme di garanzia che permettano di assicurare l’investimento”.

“PRIORITARIO DARE CONTINUITÀ AGLI INVESTIMENTI NELL’IDROELETTRICO RISPETTO AL VINCOLO DELLE GARE”

“Per quanto riguarda le concessioni idroelettriche la produzione è il 50% di quella rinnovabili in Italia ed è l’unica fonte rinnovabile programmabile. Per questo ha un valore strategico ciononostante l’Italia si è impegnata a fare delle gare per i rinnovi delle concessioni. Nessun altro paese europeo le sta facendo perché non ci sono più sono state cancellate le procedure di infrazione, questo già qualche anno fa ma l’Italia si è presa degli impegni nel capitolo concorrenza del Pnrr per portare avanti delle gare. Ecco la necessità di dare continuità agli investimenti per rilanciare la produzione idroelettrica è secondo noi assolutamente prioritaria rispetto al vincolo di fare delle gare”, ha detto l’ad di Edison Nicola Monti. “Non esiste alcun criterio di reciprocità” con altri paesi e “ci sono circa 15 miliardi di euro di investimenti che sono stati mappati degli operatori e sarebbe utile farlo facendo delle riassegnazioni delle concessioni a fronte di un obbligo di investimento tra regioni e concessionario uscente per rilanciare il settore. Questo non sta accadendo, ci sono già tre regioni che hanno avviato le procedure di gara e sono già partiti i ricorsi”.

“PROLUNGARE MECCANISMO CAPACITY PAYMENT OLTRE IL 2024”

“Per bilanciare l’interrompibilità delle fonti rinnovabili continuiamo ad aver bisogno di capacità programmabile, oggi si fa soprattutto con il ciclo combinato a gas” ma per stare stabilità al sistema di adeguatezza “c’è bisogno di far beneficiare gli impianti di un capacity payment che oggi è previsto fino alla fine del 2024 ma è necessario che venga prolungato anche per gli anni successivi”, ha affermato ancora Monti in audizione al Senato.

“DOBBIAMO DIVENTARE ATTRATTIVI SUL GNL”

“Oggi ci troviamo di fronte alla necessità di attirare gas liquido per il mercato italiano che è un gas che non ha un vincolo di destinazione ma va nel mercato più competitivo. Dobbiamo creare le condizioni per poter attrarre il Gnl sul mercato italiano. Noi siamo promotori di EastMed una pipeline che collega le risorse dell’est del Mediterraneo perché riteniamo che il tema della diversificazione delle fonti sia fondamentale”, ha concluso Monti.

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