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Mozione M5s al Senato: oneri di sistema più bassi per chi consuma poco

È quanto prevede una mozione presentata come primo firmatario da Gianluigi Paragone (M5s) in Aula al Senato

Un impegno del Governo “a ricondurre ad equità le spese specificate” come oneri di sistema nelle bollette energetiche, “con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi”. È quanto prevede una mozione presentata come primo firmatario da Gianluigi Paragone (M5s) in Aula al Senato.

IL PROBLEMA DEGLI ONERI DI SISTEMA

“Con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica – ha sottolineato Paragone -. Con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati ‘oneri di sistema’, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI)”.

UN INGIUSTIFICABILE AGGRAVIO PER LE FAMIGLIE E, PIÙ IN GENERALE, PER TUTTI QUELLI CHE CONSUMANO POCA ENERGIA

Per questo, ha aggiunto il senatore pentastellato “con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA; una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati; applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia”.

DISINCENTIVO ANCHE PER ACQUISTI IMMOBILIARI GIÀ GRAVATI DA MOLTE IMPOSTE

Inoltre, “l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze. Il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione)”, ha concluso Paragone.