Scenari

Nel Mare del Nord il petrolio è condannato, con o senza Brexit

Regno Unito

Secondo alcuni la Brexit sconvolgerà le trivellazioni nel Mare del Nord, per altri potrebbe essere un vantaggio grazie alla possibilità di svalutare la sterlina

L’incertezza sul futuro della Brexit ha lasciato l’economia del Regno Unito in una situazione di stagnazione: gli ultimi indici economici vedono le imprese in difficoltà, in vista delle elezioni di dicembre. Malgrado Boris Johnson cerchi di convincere gli elettori ad avere fiducia in lui per inaugurare una nuova era di prosperità economica e di crescita nel Regno Unito con l’uscita dall’Unione europea, l’economia sta andando esattamente dalla parte opposta.

INVESTIMENTI DELLE IMPRESE BRITANNICHE IN CALO

“Gli investimenti delle imprese britanniche sono diminuiti dell’1,1% dal referendum Brexit del giugno 2016, e gli analisti avvertono che ciò potrebbe causare danni a lungo termine all’economia”, ha riferito questa settimana Al Jazeera. A titolo di paragone, “nello stesso periodo, gli investimenti delle imprese nelle altre grandi economie industrializzate del G7 sono aumentati del 10%, mentre gli Stati Uniti hanno registrato un aumento del 13%”.

“Il Fondo Monetario Internazionale dice che le tensioni commerciali Cina-Usa stanno danneggiando gli investimenti a livello globale – ha proseguito Al Jazeera -. Ma l’incertezza della Brexit minaccia di trasformarsi in una crisi”. Tutto questo avrà, dunque, importanti conseguenze anche sull’industria petrolifera nel Mare del Nord: dalla minore domanda all’ulteriore incertezza della Scozia che potenzialmente potrebbe staccarsi dal Regno Unito per rimanere nell’Unione Europea.

DAL DISTACCO DELLA SCOZIA POTREBBERO NASCERE ULTERIORI GUAI PER L’INDUSTRIA PETROLIFERA DEL MARE DEL NORD

Se la Scozia decidesse di staccarsi definitivamente dal Regno Unito, potrebbe provocare uno scombussolamento importante nell’industria delle trivellazioni nel Mare del Nord. Nello scenario estremamente possibile di una Scozia indipendente, con costi operativi maggiori e complicazioni nel trivellare “è probabile che molti produttori di petrolio del Mare del Nord scelgano di trasferire la loro attività altrove. Quando questa preoccupazione è emersa per la prima volta nel 2016, il CEO della compagnia petrolifera e del gas Petroplan Andrew Speers ha detto alla CNBC che ‘molti degli operatori e delle società di servizi nel Mare del Nord con asset scozzesi sono globali per natura e la cosa più importante è che la Scozia rimanga un luogo facile e redditizio per fare affari”, ha riferito Oilprice.com.

C’È CHI PENSA CHE LA BREXIT POSSA ESSERE UN VANTAGGIO PER I PRODUTTORI PETROLIFERI

Allo stesso tempo, tuttavia, ci sono esperti che ipotizzano il contrario, e cioè che un rallentamento economico potrebbe essere un vantaggio per i produttori di petrolio del Regno Unito grazie ad una sterlina in grado di svalutarsi. “Una valuta più debole del Regno Unito ridurrà i costi perché i costi operativi sono pagati in sterline, ma il prodotto (petrolio) è venduto in dollari statunitensi”, ha detto Spencer Welch, direttore energetico dell’IHS Energy director della CNBC.

Nell’agosto del 2018 OilPrice ha pubblicato un rapporto intitolato “What Would A Hard Brexit Mean For British Oil”, quando “deal or no deal” era la domanda più importante da fare. La risposta a questa domanda, in poche parole, è stata (ed è) che “le tasse sul commercio internazionale che saranno introdotte rapidamente da un Brexit ‘no-deal’ potrebbero essere un duro colpo soprattutto per gli esportatori di servizi petroliferi della regione. C’è anche il rischio di una domanda eccessiva di lavoratori qualificati, poiché il diritto dei lavoratori Ue di esercitare attività commerciali nel Regno Unito è preservato solo fino al 2020”.

INCERTEZZA SUGLI INVESTIMENTI NEL MARE DEL NORD

In ogni caso, come scrive The Press and the Journal, la situazione di incertezza della Brexit ha portato incertezza anche sugli investimenti del petrolio del Mare del Nord. L’articolo prosegue affermando che “fattori chiave come la concessione di licenze e la tassazione delle attività di prospezione, sviluppo e produzione di petrolio e gas sono già di competenza del governo britannico, e il regime giuridico e normativo previsto dal Petroleum Act del 1998 è generalmente considerato soddisfacente. Ma mentre le aspettative per quest’anno sono ottimistiche, la complicazione aggiuntiva della Brexit potrebbe ostacolare la ripresa. A seguito della recessione, il mercato è ora eccessivamente rifornito, tranne che in alcuni settori specializzati”. Ciò significa, evidenzia Oilprice, che gli investitori del Mare del Nord, uno dei settori economici più importanti del Regno Unito, sono già alla ricerca di un salvacondotto.