Scenari

Decommissioning nucleare e Cnapi, ancora richiami per velocizzare l’iter

L’ultimo grido di allarme è stato lanciato dalla Commissione scientifica sul decommissioning nucleare, ascoltata in commissione Industria al Senato. Il 26 ottobre missione al Centro Enea della Casaccia

Lo smantellamento degli impianti nucleari italiani, la Cnapi e il Deposito nazionale per le scorie, continuano a tenere banco in commissione Industria al Senato. L’ultimo grido di allarme è stato lanciato dalla Commissione scientifica sul decommissioning nucleare, ascoltata in audizionenell’ambito dell’affare sulla gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale.

PARCO NUCLEARE ITALIANO DI DIMENSIONI LIMITATE MA MOLTO VARIEGATO

nucleareIn una memoria depositata nella X commissione di Palazzo Madama, la Commissione scientifica ha evidenziato come la gestione delle scorie, “è un problema con questioni tuttora non risolte a livello internazionale” ma ha in Italia “delle specificità che ne rappresentano anche le criticità. Infatti, quello italiano è stato un parco nucleare di dimensioni limitate, ma con caratteristiche molto variegate, ogni reattore essendo diverso dall’altro; ed essendo presenti impianti di ritrattamento del combustibile (sia uranio che torio, Eurex e Itrec). Smantellare quest’insieme d’impianti è quindi un’operazione complessa, soprattutto nel momento in cui vengono a mancare le competenze di base e la memoria storica. A fronte di questa complessità, e di una spesa per le operazioni ottimisticamente prevista in 1,5 miliardi di euro, inaccettabili sono apparsi alla CSD, che li ha tempestivamente denunciati, i ritardi accumulati per l’inazione dei vari Governi che si sono succeduti, inazione sanzionata dal procedimento d’infrazione contestato l’anno scorso dalla Commissione Ue al nostro Paese”. “Non certo migliore l’attività del ‘soggetto esecutore’, la Sogin, che si è distinta nel continuo postergare i tempi di realizzazione delle opere previste dai suoi ‘piani industriali’, in cui non molto più era presente se non, appunto, la programmazione dei ritardi”.

MISSIONE DELLA COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO ALL’ENEA DELLA CASACCIA

Il presidente della Commissione Gianni Girotta ha poi informato che la Presidenza del Senato ha autorizzato la missione di una delegazione della Commissione che si recherà in località Casaccia, in provincia di Roma, il prossimo 26 ottobre, per visitare il centro di ricerche dell’Enea, per l’istruttoria sul sostegno alle attività produttive mediante l’impiego di sistemi di generazione, accumulo e autoconsumo di energia elettrica, sugli impianti Sogin e Nucleco, e per l’istruttoria sulla gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale. “Tale delegazione, guidata dallo stesso Presidente, sarà composta da un rappresentante dei Gruppi di opposizione e da un rappresentante dei Gruppi di maggioranza”, sottolinea la commissione.

IN SETTIMANA INCONTRO TRA SOTTOSEGRETARIO GAVA E IL DIRETTORE DELL’ISIN PERNICE

Di nucleare si è discusso durante la settimana anche al ministero dell’Ambiente dove il sottosegretario Vannia Gava ha incontrato il direttore dell’Isin, Maurizio Pernice. Al centro dell’incontro lo stato dell’iter di approvazione della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) e la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del relativo parco tecnologico. Nel corso del colloquio si è fatto anche il punto sulle politiche internazionali e nazionali di gestione del nucleare. Una particolare attenzione è stata posta durante l’incontro al completamento del processo istitutivo dell’Isin, quale autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione.

ALL’AIN IL PUNTO SUL DEPOSITO NAZIONALE PER I RIFIUTI RADIOATTIVI

Sempre nel corso della settimana si è tenuto la Giornata di Studio dell’AIN dedicata quest’anno al tema del Deposito Nazionale per i Rifiuti radioattivi. Il presidente Umberto Minopoli aprendo i lavori ha chiesto lo stop ai rinvii sul percorso per realizzare il Deposito “che è obbligatorio”, e “un atto dovuto”. A chiarire l’iter ci ha pensato invece Fabio Chiaravalli, Direttore del Deposito nazionale e Parco Tecnologico di Sogin: “Il problema è che non si riesce a sbloccare il primo step della procedura, cioè la pubblicazione della Cnapi, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico”. Sogin, che in base alla legge è il soggetto responsabile della progettazione, realizzazione ed esercizio del Deposito e anche dell’elaborazione di una proposta di Cnapi, “la sua proposta l’ha presentata per la prima volta nel gennaio 2015 e da allora l’ha attualizzata più volte” da ultimo nel maggio scorso. “Si è ora in attesa del nulla osta dei ministeri competenti (Sviluppo economico e Ambiente) che consentirà alla Sogin di pubblicare laCnapi, il progetto preliminare e l’altra documentazione richiesta e di dare quindi l’avvio alla procedura che porterà alla realizzazione del Deposito nazionale”. Si stima – ha detto Chiaravalli – che nel Deposito saranno conferiti 95.000 metri cubi di rifiuti radioattivi, di cui 78.000 di rifiuti a bassa attività (medicali, industriali, da attività di ricerca) che troveranno così una loro sistemazione definitiva e i restanti 17.000 a media e alta attività (di provenienza energetica, pregressi e futuri) che saranno stoccati in modo temporaneo in attesa del loro smaltimento nel deposito geologico. Per realizzare il Deposito e il Parco Tecnologico è previsto un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro.