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Battuta d’arresto per il nucleare finlandese

nucleare Francia

Il consorzio russo-finlandese ha dovuto ammettere un ritardo di quattro anni sul progetto malgrado le promesse

L’industria nucleare ha subito l’ultimo imbarazzante ritardo in Europa dopo che un progetto russo in corso di realizzazione in Finlandia è stato rinviato di quattro anni rispetto alla data di avvio dell’attività.

ENTRATA IN FUNZIONE PREVISTA NEL 2028

Il ritardo, scrive il Financial Times “è umiliante per l’operatore finlandese – un gruppo di aziende energetiche e industriali del consorzio Fennovoima – e per Rosatom, l’azienda nucleare statale russa, che avevano promesso che il progetto sarebbe stato realizzato in tempo perché basato su una tecnologia collaudata. Fennovoima ha ammesso poco prima di Natale che la centrale Hanhikivi 1 sarebbe entrata in funzione nel 2028, quattro anni dopo quanto preventivato originariamente e otto anni dopo il via libera del parlamento finlandese che ha approvato il progetto nel 2010”.

PROBLEMI PER ROSATOM CON LE REGOLE FINLANDESI

“Il consorzio aveva già avvertito nel 2017 di potenziali ritardi dovuti a problemi per Rosatom nel ricevere l’approvazione da parte del noto e difficile regolatore di sicurezza finlandese per iniziare la costruzione – ha sottolineato Ft -. Il rilancio dell’energia nucleare in Europa dopo il disastro di Chernobyl di tre decenni fa ha subito lunghi e costosi ritardi. Le autorità di regolamentazione hanno insistito per controlli più severi dopo l’incidente nucleare di Fukushima in Giappone nel 2011, compreso il fatto che i reattori del nocciolo devono essere in grado di resistere all’impatto diretto di un aereo”.

ANCHE OLKILUOTO 3 È IN FORTE RITARDO

Un altro nuovo progetto nucleare in Finlandia – la centrale di Olkiluoto 3, costruita da un consorzio tra Areva e Siemens – è stato ritardato di oltre un decennio, producendo molteplici cause legali, che si sono concluse aumentando di tre volte il budget. Altre centrali nucleari in Francia e nel Regno Unito sono state ritardate più volte e hanno provocato un’impennata dei costi.