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Nucleare e ambientalisti, non si placa la querelle su Cingolani

Cingolani

Il 14 settembre chiarimento con Conte ma molti appoggiano il ministro come Forza Italia, Chicco Testa e Italia Viva

A distanza di due giorni non si placa la querelle innescata dalle parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che durante il suo intervento alla Scuola di Formazione di Italia Viva a Ponte di Legno ha aperto al nuovo nucleare e attaccato gli ambientalisti “radical chic e oltranzisti ideologici”.

INCONTRO CON CONTE

Lo scontro maggiore è stato con il leader M5s, Giuseppe Conte, con il quale si sono dati appuntamento per chiarire il prossimo 14 settembre. “Non credo che le sue dichiarazioni sul movimento ambientalista siano state felici. Il Movimento ambientalista ha avuto un grande ruolo, penso ai Fridays for Future. Discuteremo di tutto con il ministro Cingolani. Sul nucleare bisogna tenere conto dei referendum che ci sono stati. Lo strumento del nucleare è non inclusivo, non democratico, ed ha un problema di sicurezza”, ha detto oggi a margine di un evento a sostegno della candidatura a Roma di Virginia Raggi.

PER IL GIORNALE IL TRADIMENTO SI È COMPIUTO COME PREVISTO

In mattina il Giornale ha parlato di “tradimento compiuto” come “previsto. “Il ministero considerato ‘in quota M5s’ – si legge – è guidato da un nuclearista convinto, oltretutto nemico dei fondamentalisti dell’ambientalismo, che è proprio una delle cinque stelle su cui Beppe Grillo ha fondato il Movimento. Proprio lui, il comico-garante, aveva chiesto a Draghi un ministero verde come condizione per l’ingresso del M5s nella maggioranza, il suo nome era Sergio Costa, ministro uscente del governo Conte, invece Draghi ha voluto Sergio Cingolani, che non è grillino e neppure ambientalista nel senso grillino del termine. Nei mesi scorsi, parlando con i parlamentari M5s, Grillo aveva previsto un «bagno di sangue» per la direzione presa dal ministero della Transizione Ecologica su tanti temi sacri per il M5s, dalle rinnovabili agli inceneritori fino al nucleare. E ne ha avuto conferma (…) Insomma il ministero della Transizione è una bella grana per il M5s che si ritrova a dover spiegare ai suoi elettori troppe disfatte (…) la questione Cingolani è un problema soprattutto per il Movimento Cinque Stelle, l’ennesimo creato dall’ingresso nella maggioranza Draghi. Il (primo) conto salato potrebbe arrivare con le amministrative”.

CHICCO TESTA DIFENDE CINGOLANI

A difesa del titolare del dicastero di via Cristoforo Colombo è arrivato anche un articolo del presidente di Fise Assoambiente Chicco Testa dalla pagine de Il Foglio che ha parlato di attacchi al ministro sbagliato: “Un po’ di tempo fa Richard Lindzen, cattedra di scienza dell’atmosfera al MIT, affermò che probabilmente i primi a non credere negli effetti tragici dell’aumento delle temperature erano gli ambientalisti. Perché se veramente considerassero il riscaldamento globale l’anticamera della fine del mondo dovrebbero spingere ad usare tutti gli strumenti possibili per ridurre l’impatto dei gas serra. Fra cui il nucleare. Ma per una parte del mondo ambientalista l’opposizione al nucleare rappresenta quello che per molte religioni sono dogmi indiscutibili. Così per molti di loro ripensare all’energia nucleare come opzione possibile significherebbe, più o meno, abiurare e doversi rimettersi in discussione”.

SQUERI CONDIVIDE L’APPROCCIO PRAGMATICO DEL MINISTRO

Non sono mancate però le voci a sostegno delle posizioni del ministro della Transizione ecologica e non solo dalla politica. Il deputato e responsabile energia del gruppo di Forza Italia alla Camera Luca Squeri ha ammesso di condividere “l’approccio pragmatico del Ministro Cingolani al piano energetico. Da tempo sosteniamo infatti che uno degli elementi fondamentali per la transizione energetica è quello della neutralità tecnologica che non prevede preclusioni ideologiche come quelle dei 5 Stelle. L’apertura di Cingolani alle varie possibilità che si possono mettere in campo, compreso il ricorso al nucleare, va dunque nella direzione giusta. D’altra parte – prosegue -, se esistono nuove tecnologie capaci di rendere il nucleare sicuro ed economicamente sostenibile, non ha senso escluderlo a priori. Tantomeno lo si può fare per inseguire quegli ambientalisti radical chic che pretendo di avere in tasca verità assolute al di là delle evoluzioni di un settore, come quello energetico, che si evolve in modo velocissimo”.

SOSTEGNO DA ANZALDI (IV)

Sostegno è arrivato anche dal deputato di Italia viva Michele Anzaldi che su Twitter ha scritto: “Come può un segretario di partito ‘convocare’ un ministro della Repubblica? A che punto possono arrivare le veline della propaganda e come è possibile che la stampa si adegui in questa maniera? Il Governo farebbe bene a chiedere a Conte di smentire e scusarsi su Cingolani”.

D’INCA’ SMORZA I TONI

Questa mattina, invece, da Radio anch’io su Rai Radio1 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha cercato di gettare acqua sul fuoco ricordando come Cingolani sia uno scienziato con una posizione sul nucleare “che esprime ai convegni a cui partecipa, ma sta lavorando al meglio con il Pnrr. Con maturità il Movimento cinque stelle con Giuseppe Conte ha chiesto di incontrarlo per un confronto sui temi”, ha chiarito.

COTTARELLI: PAROLE CINGOLANI DEVONO FARCI RIFLETTERE. GASSMANN IRONICO

A difesa di Cingolani si è schierato anche Carlo Cottarelli: “So che mi attirerò le critiche di molti, ma le parole di Cingolani devono farci riflettere. Non è con gli slogan che si risolverà il più grave problema che il mondo dovrà affrontare nei prossimi decenni”, ha scritto su Twitter. Mentre dal mondo dello spettacolo sono arrivate, ad esempio, le parole di Alessandro Gasssmann: “Un ministro della transizione ecologica, contrario alla transizione ecologica. Potremmo proporre un ministro dei trasporti contrario ai trasporti, oppure un ministro dell’istruzione contrario all’istruzione”.

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