Territori

Nuova governance A2A: in lizza Mazzoncini

A2A

L’altra sfida oltre a A2A, è l’elezione del nuovo presidente di Confindustria: sul tavolo la candidatura del numero uno di Aib, Giuseppe Pasini, del modenese Emanuele Orsini, della torinese Licia Mattioli e il milanese Carlo Bonomi

Le sfide che attendono Brescia? Oltre a quelle economiche – il territorio è stato messo a dura prova dalla crisi dell’automotive tedesco – ci sono quelle della governance di A2A e l’elezione del nuovo presidente di Confindustria. Ecco cosa succederà.

PER A2A GOVERNANCE IN SCADENZA

“I prossimi mesi dell’anno saranno centrali per il futuro di due istituzioni che, anche se in maniera differente, toccano da vicino gli interessi di Brescia, del suo territorio e delle sue attività produttive – si legge sul Corriere della Sera edizione Brescia -. La prima è A2A, la cui governance è in scadenza e, a rigor di patti sociali fra le due amministrazioni che detengono la maggioranza in consiglio d’amministrazione — la Loggia e Palazzo Marino —, dovrebbe toccare proprio a Brescia la scelta del nuovo presidente. Scelta non facile, visti i risultati più che positivi dei due mandati di Giovanni Valotti, scelto nel 2014 dallo stesso Emilio Del Bono e poi riconfermato da Giuliano Pisapia nel 2017. Fra i nomi dei possibili candidati ci sarebbe quello di Renato Mazzoncini, bresciano, docente al Politecnico di Milano ed ex ad di Ferrovie dello Stato: per Del Bono sarebbe l’uomo giusto per imprimere un’accelerazione verso la sostenibilità ambientale dei diversi business della multiutility più volte sollecitata dal primo cittadino bresciano. Si vedrà”.

LA PARTITA DI CONFINDUSTRIA

“L’altra partita, che è iniziata proprio da Brescia ma che si concluderà in primavera a Roma, riguarda invece l’elezione del nuovo presidente di Confindustria. Su questo tavolo la candidatura del numero uno di Aib, Giuseppe Pasini, ha aperto la corsa, che oggi pare piuttosto affollata di concorrenti con il modenese Emanuele Orsini e la torinese Licia Mattioli ma soprattutto con il milanese Carlo Bonomi, vero scoglio per il bresciano che fatica a trovare il consensus necessario a sostenere la sua candidatura proprio in quella Lombardia che da tempo chiede di contare di più sui campi da gioco istituzionali”, conclude l’edizione bresciana del Corriere della Sera.