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Olio combustibile, domanda verso il calo: colpa delle decisioni di Opec+

Olio combustibile

In assenza di greggio pesante molte raffinerie hanno aumentato gli acquisti di olio combustibile come materia prima alternativa per i propri impianti ma ora potrebbe invertirsi la tendenza

Il parziale ritorno del petrolio sui mercati, a seguito dell’allentamento dei tagli da parte del gruppo Opec+, avrà l’effetto di ridurre la domanda di olio combustibile.

L’AUMENTO DELLA DOMANDA

L’olio combustibile è solitamente un residuo della raffinazione del petrolio: è molto viscoso (dunque “pesante”) e contiene alte percentuali di zolfo.

La richiesta di questo prodotto è cresciuta sensibilmente in questi mesi: un fatto piuttosto inusuale, scrive Bloomberg. Le importazioni dell’India da gennaio a luglio di quest’anno, per esempio, sono il triplo rispetto ai numeri registrati nello stesso periodo del 2019. Anche gli Stati Uniti e la Corea del sud ne hanno acquistato in gran quantità.

In assenza di greggio pesante – sia per i tagli decisi dall’Opec+, sia per le sanzioni americane sul Venezuela e sull’Iran –, molte raffinerie hanno aumentato gli acquisti di olio combustibile come materia prima alternativa per i propri impianti.

La domanda di olio combustibile è cresciuta al punto tale da superare l’offerta, ma la situazione dovrebbe presto cambiare adesso che le raffinerie potranno tornare al greggio con l’allentamento delle restrizioni dei Paesi produttori.

LA RICHIESTA DEL MEDIO ORIENTE

All’insolita domanda delle raffinerie si è poi sovrapposta la richiesta – questa prevedibile – dei Paesi mediorientali, che utilizzano l’olio combustibile per produrre energia elettrica. La domanda di elettricità è più alta nei caldi mesi estivi.

L’olio combustibile era utilizzato principalmente come carburante per le navi. Ma in futuro non lo sarà più, viste le nuove regole sul trasporto marittimo, che impongono l’utilizzo di carburanti più puliti per ridurre i livelli di inquinamento.