Fact checking e fake news

Abolizione ora legale: gli svantaggi (energetici) dell’Italia

L’accensione ritardata della luce artificiale, grazie all’ora legale, faceva risparmiare all’Italia milioni di kilowattora

Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre dovremo spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora, ritornando all’ora solare. Potrebbe essere l’ultima volta che lo faremo, sì, perchè numerosi cittadini dei 28 Stati membri che hanno partecipato al sondaggio online condotto dalla Commissione Europea tra il 4 luglio e il 16 agosto, hanno scelto di abolire l’ora legale.

La soluzione, energeticamente parlando, non è certo la migliore per l’Itailia, che grazie alle lancette in avanti nei mesi estivi riesce a risparmiare sulla bolletta elettrica.

IL SONDAGGIO

Una nota di Bruxelles, sostiene che a rispondere al messaggio sono stati 4,6 milioni di europei e l’84% di questi si sono detti pronti ad eliminare la modifica dell’orario, disciplinata dalla direttiva 2000/84/CE.

GLI SVANTAGGI ENERGETICI

All’Italia, tutto questo non conviene. Almeno, secondo i calcoli di Terna, che a marzo, con l’introduzione dell’ora legale, sosteneva che il Belpaese avrebbe avrebbe risparmiato circa 562 milioni di kWh (equivalenti al fabbisogno medio annuo di 200.000 famiglie italiane) in sette mesi.

L’ora legale, infatti, ritarda l’accensione della luce artificiale: dal 2004 al 2017, secondo i calcoli di Terna, il consumo di elettricità nei mesi estivi è stato pari a circa 8 miliardi e 540 milioni di kWh, corrispondenti alla domanda elettrica annuale di una regione come la Sardegna.
Nel 2017, l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 200 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.