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Per Amia due strade da seguire dopo la revoca del project financing

Amia

La questione Amia incide anche sulle trattative in corso per l’unificazione di Agsm (oggi casa-madre di Amia) con Aim Vicenza e per la partnership con un gigante del settore, probabilmente A2A

Ultimi giorni dell’anno ingarbugliati per la città di Verona, alle prese con un complicato risiko delle utility che rischia di coinvolgere anche le altre partecipate.

DUE STRADE DA SEGUIRE

“Il consiglio comunale si riunirà oggi, domani e dopodomani per varare una serie di decisioni importanti – si legge sul Corriere di Verona -. Ieri la giunta ha confermato la revoca del project financing per l’Amia, indicando invece le due strade da seguire: gestione in house per il settore dei rifiuti e trasferimento ad Agec del settore giardini (reso più difficile, come abbiamo scritto giovedì scorso, dal passivo di circa 2 milioni di euro l’anno del servizio, seguito da 63 dipendenti)”.

LA QUESTIONE INCIDE ANCHE SULLA FUSIONE AGSM-AIM

La questione, ha proseguito il quotidiano, “incide anche sulle trattative in corso per l’unificazione di Agsm (oggi casa-madre di Amia) con Aim Vicenza e per la partnership con un gigante del settore, probabilmente A2A. Il presidente di Agsm, Daniele Finocchiaro, ha detto che la fuoriuscita di Amia da Agsm creerà dei problemi, ma ha aggiunto che non saranno irrisolvibili. Nelle tre sedute di consiglio si dovrà peraltro affrontare anche il Piano di Razionalizzazione di tutte le Aziende partecipate”.

SI PUNTA ALL’AUTOSUFFICIENZA IMPIANTISTICA PROVINCIALE

“La delibera approvata ieri dalla giunta, su proposta dell’assessore Daniele Polato, invita ad adeguare i servizi forniti dall’Amia alle nuove normative, in particolare per il potenziamento della raccolta differenziata ed il ‘perseguimento dell’autosufficienza impiantistica a livello provinciale’”, ha concluso il quotidiano.