Scenari

Per la Russia transizione energetica più lenta. L’analisi di S&P

gas

Il mix elettrico della Russia dovrebbe rimanere generalmente stabile al 2030, con un’alta quota di produzione termica a gas, pari al 47% nel 2018
L’intensità di carbonio del settore energetico russo è destinata a diminuire molto più lentamente rispetto al resto del mondo, questo grazie al fatto che la politica energetica del governo dà priorità alla fornitura stabile di energia elettrica – attraverso le tecnologie tradizionali – e alla crescita economica rispetto all’agenda climatica. È quanto emerge da un rapporto di S&P Global Ratings.

IL CONGELAMENTO TECNOLOGICO POTREBBE IMPLICARE RISCHI A LUNGO TERMINE PER IL SUO SETTORE ENERGETICO

“Anche se attualmente la qualità del credito delle società di generazione energetica del paese è supportata da ricavi stabili derivanti da contratti di fornitura di capacità a lungo termine, investimenti relativamente modesti e solide metriche finanziarie, il congelamento tecnologico in Russia potrebbe implicare rischi a lungo termine per il suo settore energetico”, ha detto Elena Anankina, analista di credito di S&P Global Ratings, nel rapporto dal titolo “The Energy Transition: Le implicazioni della lenta decarbonizzazione per il settore energetico russo”.

MIX RUSSO AL 2030 SOSTANZIALMENTE STABILE

“Ci aspettiamo che il mix elettrico russo rimanga generalmente stabile, con un’alta quota di produzione termica a gas, pari al 47% nel 2018; un contributo significativo dal nucleare, pari al 19%; l’idroelettrico, 17%; e il carbone, 16%”. Anche se la capacità rinnovabile dovesse aumentare significativamente, “parte da una base molto bassa (0,1% nel 2018)” e potrebbe raggiungere “meno del 5% del mix complessivo di produzione di combustibile entro il 2030, rispetto a circa il 40%-50% per l’Europa occidentale e il 15%-20% a livello globale”.

RINNOVABILI MENO COMPETITIVE DEL RESTO DEL MONDO

Il termico locale a buon mercato e il nucleare “insieme alle costose esigenze di contenuto locale e alla disponibilità relativamente limitata di risorse solari ed eoliche nelle zone più popolate, rendono le energie rinnovabili meno competitive”, ha concluso S&P.