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Perché il mercato ‘ristretto’ fa pensare al ‘cushion gas’. Lo studio di WoodMac

Gas

L’aumento dei flussi russi verso l’Europa sarebbe un modo più semplice per soddisfare la domanda invernale ma potrebbe esserci un’altra strada da battere ma ci sono da superare questioni tecniche e regolamentari

L’Europa potrebbe aver trovato una via d’uscita dalla carenza di gas naturale nel caso in cui l’inverno dovesse rivelarsi più freddo del solito. La crisi dell’offerta potrebbe, infatti, essere alleviata dal parziale sfruttamento del ‘cushion gas’, il volume di combustibile necessario cioè allo stoccaggio permanente per mantenere in pressione le forniture e riuscire così a soddisfare le richieste minime di erogabilità durante tutta la stagione di prelievo. É quanto emerge da uno studio della società di consulenza energetica Wood Mackenzie.

PROBLEMI TECNICI E DI REGOLAMENTO

Attingere a questo ‘gas cuscinetto’, tuttavia, potrebbe non essere facile a causa di problemi tecnici e regolamenti. In circostanze normali, il ‘cushion gas’ non può essere prelevato dagli impianti di stoccaggio o considerato parte del volume di working gas (WKV), osserva WoodMac.

Eppure gli ultimi due mesi hanno dimostrato che il mercato del gas europeo sta vivendo tutt’altro che “circostanze normali”.

Il livello più basso di gas in stoccaggio in un decennio appena prima dell’inverno ha fatto salire i prezzi del combustibile a livelli record il mese scorso. I prezzi sono aumentati anche a causa della mancanza di forniture russe aggiuntive oltre agli obblighi contrattuali di Gazprom. I prezzi sono infatti diminuiti da metà ottobre, ma sono ancora il triplo rispetto all’inizio del 2021.

ATTENZIONE ALL’INVERNO FREDDO: DAL CUSHION GAS FINO A 15 MLD DI MC AGGIUNTIVI

Wood Mackenzie ha avvertito che “un freddo inverno europeo potrebbe portare a un calo dei livelli di stoccaggio a zero entro la fine di marzo 2022, a meno che non sia disponibile una maggiore fornitura di gas russo rispetto agli attuali livelli di esportazione”.

WoodMac ha suggerito un’alternativa per alleviare la crisi che potrebbe liberare fino a 15 miliardi di metri cubi sul mercato europeo affamato di gas, sfruttando parte del cushion gas.

“Tipicamente, questi volumi non dovrebbero essere toccati perché potrebbero danneggiare le prestazioni a lungo termine dei siti di stoccaggio e perché il gas è di proprietà di gestori di stoccaggio che non possono venderlo in base alla normativa vigente. Tuttavia, con il livello di preoccupazione che c’è nel mercato e i relativi prezzi eccezionalmente alti, questi non sono tempi normali. Se il WGV dovesse avvicinarsi allo zero, i governi potrebbero dover concedere dei regolamenti se intendono mantenere il riscaldamento acceso – ha affermato Graham Freedman, analista principale, Europe gas research, presso Wood Mackenzie -. Comprendiamo che è possibile utilizzare fino al 10% del gas cuscinetto – o gas quasi-working come è talvolta noto – entro le tolleranze ingegneristiche di ciascuna struttura”, ha aggiunto Freedman.

Secondo WoodMac, il 10% dei 150 mld di mc di cushion gas in Europa renderebbe teoricamente disponibile 15 mld di mc di combustibile sul mercato. Tuttavia, i responsabili politici europei potrebbero vedere le questioni tecniche e normative come ostacoli troppo grandi per sfruttare questa risorsa.

SI GUARDA PRIMA DI TUTTO ALLA RUSSIA

L’aumento dei flussi russi verso l’Europa sarebbe un modo più semplice per soddisfare la domanda in un inverno freddo senza portare a zero i volumi necessari al working gas.

Il presidente russo Vladimir Putin ha promesso che più combustibile fluirà in Europa a partire da queste ore, quando cioè si prevede che Gazprom avrà completato il riempimento dello stoccaggio russo. Anche se questa settimana, le consegne sono diminuite visto che il gasdotto Yamal ha invertito i flussi da ovest a est.

CALO DEI PREZZI CON LE FORNITURE DEL FINE SETTIMANA

Dopo diversi giorni di calo, i prezzi del gas naturale nei principali hub europei e britannici sono nuovamente aumentati all’inizio di questa settimana, dopo che i flussi di combustibile sul gasdotto Yamal-Europa hanno invertito la direzione verso est anziché verso ovest attraverso la Germania.

Questo flusso inverso è durato sei giorni tra sabato e giovedì pomeriggio, quando il combustibile ha ripreso a fluire verso la Germania , portando a un calo dei prezzi in Europa, come ha scritto Reuters.

DI CHI È LA COLPA?

Alcuni analisti e Stati membri dell’Ue come la Polonia accusano la Russia di utilizzare gas ed energia come arma per continuare a esercitare influenza sul mercato europeo e costringere la mano dell’Europa ad accettare il Nord Stream 2.

Il Cremlino, Putin e tutti i funzionari russi hanno tuttavia respinto queste accuse e puntato il dito contro le politiche europee dell’ultimo decennio. Tutti gli occhi sul mercato europeo del gas sono ora puntati sul fatto che la russa Gazprom seguirà l’ordine di Putin di aumentare il gas nei suoi siti di stoccaggio in Austria e Germania.

“Se la Russia farà ciò che Putin ha detto che farà, allora ci sarà un grande sospiro di sollievo – ha detto a Bloomberg in un’intervista alla conferenza Flame gas and LNG ad Amsterdam Frank van Doorn, capo del trading presso la svedese Vattenfall -. Se non arriverà altro gas, invece, potremmo assistere a un significativo aumento dei prezzi”.

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