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È tempo di sconti per il petrolio iraniano

iran nucleare

Districarsi tra le strette maglie delle sanzioni Usa sta diventando l’occupazione principale di Teheran. Ma le mosse di Cina, Giappone e Ue evidenziano l’insofferenza verso le decisioni di Washington

Dopo le sanzioni statunitensi, l’Iran sta provando in ogni modo a vendere il suo greggio, bypassando le strette maglie Usa. Secondo quanto riporta Reuters, Teheran è pronta a offrire il suo greggio agli acquirenti asiatici con consegna a gennaio a un prezzo di un dollaro in meno al barile rispetto al costo di questo mese.

IL “BLACK FRIDAY” DI TEHERAN

In termini tecnici, l’Iranian Light sarà 0,30 dollari al barile più economico del Saudi Arab Light e l’Iranian Heavy 1,25 dollari in meno al barile rispetto al Kingdom’s Arab Medium grade. I maggiori acquirenti di greggio iraniano e saudita sono l’India e la Cina, e ora entrambi i paesi potrebbero aumentare il loro apporto di combustibile proveniente dall’Iran. Utilizzare gli sconti sui prezzi del barile rappresenta, di fatto, l’unico modo per Teheran di garantirsi che gli acquirenti continuino a pagare il greggio anche in un contesto di sanzioni. Assieme a meccanismi di pagamento che riescano a disinnescare le misure punitive di Washington.

ROUHANI: NOSTRO EXPORT PETROLIFERO AUMENTATO DOPO IL 5 NOVEMBRE

Il presidente Hassan Rouhani nei giorni scorsi ha evidenziato che le esportazioni di greggio sono migliorate da un mese a questa parte. “L’obiettivo degli americani era di bloccare le nostre esportazioni di petrolio. Voglio dire francamente al nostro popolo che le nostre esportazioni di petrolio dopo il 5 novembre sono migliorate gradualmente”, ha detto Rouhani alla TV di Stato.

L’IRAN CONTINUA A POMPARE GREGGIO AI TASSI PRE-SANZIONI

Anche l’Iran assieme ad altri paesi è stato esentato dall’ultimo taglio alla produzione petrolifera concordato dall’Opec e dai suoi partner guidati dalla Russia. Come Venezuela e Libia, all’Iran è stato permesso di continuare a pompare il petrolio ai tassi attuali, che sono di poco inferiori ai 3 milioni di barili al giorno. Le esportazioni di greggio iraniane a novembre sono crollate di diverse centinaia di migliaia di barili al giorno rispetto a ottobre, ma soprattutto a causa dell’incertezza sulle possibili deroghe statunitensi all’acquisto di combustibile da Teheran dopo il 5 novembre. In ogni caso il ministro iraniano del Petrolio Bijan Zanganeh, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale IRNA, ha annunciato ufficialmente che il suo paese non ha intenzione di ridurre la produzione di petrolio, e che rimarrà un membro dell’Opec.

MOLTI PAESI INSOFFERENTI VERSO LE SANZIONI USA. LA UE IN PRIMIS

Ma l’insofferenza verso le sanzioni è ogni giorno più evidente: l’Iran spera che il veicolo speciale che permetterebbe all’Unione europea di continuare ad acquistare petrolio iraniano malgrado le sanzioni statunitensi diventi operativo entro la fine di quest’anno. Lo ha detto in settimana Ali Akbar Salehi, capo dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana a PressTV. L’idea alla base è quella di creare una stanza di compensazione in cui gli acquirenti del petrolio iraniano paghino, consentendo all’Ue di commerciare petrolio con l’Iran senza dover pagare direttamente la Repubblica islamica. Di recente il Financial Times, citando diplomatici europei, ha ammesso che Bruxelles sta però faticando parecchio a convincere gli Stati membri ad adottare questo “veicolo”: tutti hanno paura di ritorsioni da parte di Washington anche se secondo il Wall Street Journal saranno Germania e Francia a ospitare la struttura. 

ANCHE GIAPPONE E CINA

Anche i raffinatori di petrolio giapponesi cominceranno ad acquistare petrolio greggio iraniano da gennaio, ma continueranno a farlo solo fino a marzo per assicurarsi di non stuzzicare troppo gli Stati Uniti nel caso in cui le deroghe alle sanzioni di 180 giorni non siano prorogate, riferisce S&P Global Platts, citando il capo della Petroleum Association del paese Takashi Tsukioka. Stesso discorso per la Cina: l’import di greggio sta rimbalzando verso l’alto dopo i minimi raggiunti a ottobre e novembre. Le società statali cinesi hanno cominciato ad acquistare pesantemente greggio iraniano prima della tagliola statunitense. Secondo Reuters, Pechino è autorizzata ad acquistare 360mila barili di petrolio iraniano al giorno per 180 giorni dopo il 5 novembre. Sinopec e China National Petroleum Corporation (CNPC) hanno cominciato acquisti massicci: CNPC caricherà probabilmente almeno 2 milioni di barili al mese a partire da dicembre, il che raddoppierà i suoi precedenti carichi dalla produzione iraniana. Ma c’è da dire che anche se si utilizzasse tutto il volume delle importazioni consentite, la Cina continuerà a importare circa il 45% in meno di petrolio dall’Iran rispetto alla media di 655 mila barili acquistati tra gennaio e settembre.