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Petrolio, domanda a livelli pre-Covid entro fine 2021? Il parere degli analisti

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A complicare la ripresa il fatto che la domanda di carburante per jet potrebbe non riprendersi completamente almeno fino al 2022/23

La domanda globale di petrolio dovrebbe riprendersi ai livelli pre-Covid-19 pari a circa 100 milioni di barili al giorno entro la fine dell’anno, guidata da un forte rimbalzo di benzina, diesel e olio combustibile. È quanto hanno stimato diversi analisti in un articolo di S&P Global platts che dà conto di un webinar ospitato da Bloomberg.

RIPRESA LENTA PER IL CARBURANTE PER AEREI

A pesare di più su una ripresa della domanda, dovrebbe essere il carburante per jet/cherosene che rappresentava prima della pandemia circa l’8% della domanda globale totale, ed è probabile che rimanga molto più lento nella ripresa tanto che si stima raggiungerà i livelli pre-crisi solo nel 2022 o addirittura nel 2023.

COSA NE PENSANO A VITOL

Intervenendo al webinar ospitato da Bloomberg, Giovanni Serio, Global Head of Research di Vitol, ha affermato che la domanda di petrolio potrebbe raggiungere il numero magico di 100 milioni di barili al giorno entro la fine dell’anno, sebbene ciò dipenderà in gran parte dall’introduzione della vaccinazione che dovrebbe aumentare quest’estate.

“Crediamo che la benzina, il gasolio e altri combustibili raggiungeranno livelli elevati entro la fine dell’anno”, ha affermato Serio. Ma le prospettive per il carburante per aerei sono molto fosche, secondo il manager Vitol, con la domanda che difficilmente raggiungerà i livelli pre-Covid fino al 2022.

LE STIME DI JP MORGAN

Allo stesso modo, Natasha Kaneva, responsabile del team Global Commodities Strategy di JP Morgan, ha affermato che la domanda di petrolio raggiungerà i livelli del 2019 entro dicembre 2021, ma senza attendersi una ripresa della domanda di combustibile per jet fino a maggio 2022.

LA POSIZIONE DI VARO ENERGY

Anche Roger Brown, CEO della raffineria europea Varo Energy, ha affermato di non vedere il carburante per aerei in ripresa almeno fino al 2023 o addirittura al 2024, ma spera in un forte rimbalzo per benzina e diesel.

“Non è solo una questione di comportamento dei consumatori, ma del ritmo delle vaccinazioni che sono diverse ovunque, per questo il carburante per jet sarà l’ultimo prodotto a riprendersi”, ha aggiunto.

LA DOMANDA DI PETROLIO È CROLLATA DI QUASI IL 9% LO SCORSO ANNO

La domanda di petrolio è crollata di quasi il 9% lo scorso anno con una media di 93,10 milioni di barili al giorno, rispetto ai 102 milioni di barili al giorno nel 2019, secondo S&P Global Platts Analytics.

Platts Analytics prevede che la domanda di petrolio raggiungerà i 102,6 milioni di barili al giorno entro il quarto trimestre di quest’anno, il più alto dal quarto trimestre del 2019, quando era in media di 103,9 milioni di barili al giorno.

RISERVE SUL SUPERCICLO PETROLIFERO

Kaneva di JP Morgan ha affermato che la banca d’investimento non si aspetta però che il petrolio possa far parte di un superciclo delle materie prime a causa dei punti interrogativi sulla crescita economica globale del prossimo anno. “Entro la metà del 2022 la crescita economica rallenterà – ha detto -. Riteniamo che la domanda di petrolio cinese possa raggiungere il picco nel 2022 o nel 2023”. Kaneva ha aggiunto che i prezzi del petrolio potrebbero raggiungere i 70-73 dollari al barile entro novembre di quest’anno, ma con una spinte che non dovrebbe andare oltre il 2022.

Il benchmark del petrolio Brent è attualmente appena sotto i 65 dollari al barile, vicino al massimo di 13 mesi, mentre i prezzi del rame e del ferro hanno raggiunto picchi quest’anno che non si vedevano dall’inizio dello scorso decennio. Alcuni analisti del mercato petrolifero si aspettano che il petrolio venga travolto da un superciclo delle materie prime come il rame, ma molti rimangono scettici nell’attribuire l’attuale aumento dei prezzi del petrolio a una situazione di approvvigionamento. Serio di Vitol ha infatti commentato che è “troppo presto per dire” se il petrolio si trova in una situazione di superciclo, aggiungendo che il recente rally è stato guidato dal “calo delle scorte”.

Jeff Currie, capo della ricerca sulle materie prime presso Goldman Sachs, che è uno dei principali fautori dell’attuale superciclo, ha affermato che questa serie probabilmente assomiglierà al picco degli anni ’70 piuttosto che alla corsa al rialzo degli anni 2000.