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Petrolio, gli Usa pensano ad ‘affittare’ ai privati gli spazi della riserva strategica nazionale

ConocoPhillips

Se venisse attuata, questa mossa si rivelerebbe fondamentale per aiutare i produttori Usa a conservare il loro prodotto in un momento in cui la domanda e i prezzi sono particolarmente bassi per remunerare la produzione di petrolio

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti sta prendendo seriamente in considerazione la possibilità di affittare spazi della riserva petrolifera d’emergenza nazionale ai produttori domestici per ovviare alla mancanza di stoccaggi dei produttori di shale oil. La notizia è trapelata a Bloomberg da tre fonti vicine al dossier.

PERCHÉ LA MOSSA PIACE AI PRODUTTORI

Se venisse attuata, questa mossa si rivelerebbe fondamentale per aiutare i produttori Usa a conservare il loro prodotto in un momento in cui la domanda e i prezzi sono particolarmente bassi per remunerare la produzione di greggio. In mancanza di questa opzione, e con gli spazi per le scorte che cominciano ad esaurirsi, l’unica alternativa ai produttori non convenzionali americani rimarrebbe, infatti, la riduzione del numero delle trivellazioni.

GLI OPERATORI DI PIPELINE CHIEDONO DI RIDIMENSIONARE LA PRODUZIONE

In effetti, gli operatori delle pipeline hanno già iniziato a chiedere ai produttori di ridimensionare la produzione, in linea con il riempimento dei magazzini di scorte petrolifere. Il ramo marketing di Plains All American Pipeline LP, uno dei maggiori spedizionieri di greggio negli Stati Uniti, ha inviato una lettera la scorsa settimana per chiedere ai suoi fornitori di “prendere misure per ridurre la produzione di petrolio in risposta alla pandemia”. E lo stesso sta accadendo anche per altri operatori di pipeline, secondo quanto raccontato da uno dei componenti dell’autorità di regolazione del petrolio texana.

I PREZZI SONO PRECIPITATI, ALCUNI ADDIRITTURA NEGATIVI

Come raccontato da Bloomberg, i prezzi per la consegna fisica di diversi tipi di greggio nordamericano sono precipitati. Solo per fare un esempio i prezzi per il Wyoming Asphalt Sour, un olio denso usato principalmente per produrre bitume da pavimentazione, sono già diventati negativi.

LA RISERVA STRATEGICA DEGLI STATI UNITI

La riserva statunitense, creata dopo l’embargo petrolifero arabo degli anni Settanta, ha una capacità massima di stoccaggio di circa 713,5 milioni di barili in caverne di sale dislocate in tutta la costa del Golfo degli Stati Uniti. Attualmente contiene circa 635 milioni di barili. La serie di caverne di sale costiere della Louisiana e del Texas che compongono la riserva sono state progettate per lo stoccaggio a lungo termine e non sono geologicamente adatte per il ritiro rapido del greggio. Per questo motivo, alcuni osservatori dell’industria petrolifera hanno criticato l’idea bollandola come sconsiderata.

A CHI SPETTA LA COMPETENZA?

L’idea di rendere disponibile lo spazio nella riserva ai privati arriva dopo che i Democratici del Congresso hanno bloccato la richiesta dell’amministrazione di spendere 3 miliardi di dollari di fondi pubblici per acquistare fino a 77 milioni di barili di petrolio per la scorta di emergenza, nel tentativo del presidente Donald Trump di sostenere l’industria nazionale e aumentare le riserve a prezzi bassi.
I produttori americani si sono subito dichiarati soddisfatti della possibilità, secondo quanto racconta Bloomberg. Anche se ancora non è chiaro a chi tocchi decidere: se cioè il Dipartimento dell’Energia Usa, che gestisce la Strategic Petroleum Reserve, possa agire unilateralmente, senza un’ulteriore autorizzazione del Congresso oppure no.

In prospettiva, comunque, la possibilità di aprire ai privati lo stoccaggio è stata accolta con grande favore dal settore che ha anche chiesto all’amministrazione Trump di mediare un compromesso tra Arabia Saudita e Russia per ridurre la produzione.
“Incoraggiamo il Congresso a lavorare con il DOE per garantire che abbia le risorse necessarie alla flessibilità della Strategic Petroleum Reserve e per affrontare i problemi di eccesso di offerta che stiamo affrontando”, ha detto Anne Bradbury, amministratore delegato dell’American Exploration and Production Council.