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PNRR

Pnrr, arriva la rimodulazione dei Fondi: al REPowerEU oltre 19 mld

Escono dalle scadenze 2026 del Pnrr la tratta ferroviaria Roma-Pescara, due lotti della Palermo-Catania e una parte degli investimenti per l’Ertms (European rail traffic management system)

Sono state presentate in Cabina di Regia le nuovo proposte di rimodulazione dei progetti sul Pnrr. Nel complesso, secondo quanto riferito dal ministro per il Sud, Raffaele Fitto, in conferenza stampa, le modifiche interessano 144 misure suddivise in tre tipologie.

LE MODIFICHE

Alcune sono di carattere formale e servono per velocizzare la rendicontazione degli obiettivi. Le altre sono una riprogrammazione all’interno della stessa misura di risorse e interventi e progetti in essere, cioè inseriti nel piano ma precedenti e quindi evidenziano due caratteristiche: difficoltà di rendicontazione e ammissibilità e la difficoltà di completare al 100% i lavori entro il 30 giugno 2026″.

REVISIONE AD ESAME COMMISSIONE UE

Nella revisione del Pnrr, che sarà comunque sottoposta all’esame della commissione Ue, sono previste misure di definanziamento e di salvaguardare attraverso la copertura con altre fonti di finanziamento, come il piano nazionale complementare al Pnrr e i fondi delle politiche di coesione. Si tratta di 9 misure per un ammontare di 15,9 miliardi di euro complessivi, ha specificato il ministro.

In ogni caso per alcuni interventi critici il governo “ha attivato le misure necessarie per riprogrammare le risorse a favore di interventi coerenti e realizzabili nei tempi previsti e, contemporaneamente, assicura il completo finanziamento degli interventi stralciati dal Pnrr”, ha specificato il ministero.

IL REPOWER EU: TRE INVESTIMENTI E SEI RIFORME PER 19,2 MLD DI EURO

A beneficiare della rimodulazione è il REPowerEU che si articola su tre misure di investimento e 6 riforme. Le misure di investimenti riguardano: reti dell’energia; transizione verde ed efficientamento energetico; filiere industriali strategiche. Le riforme, interessano invece riduzione costi connessione alle reti del gas per la produzione di biometano; power purchasing agreement-Ppa), contratti innovativi per garantire remunerazione stabile a chi investe nelle fonti rinnovabili; green skills, settore privato, formazione delle risorse umane attualmente impiegate nell’industria tradizionale; green skills, settore pubblico, formazione specialistica dei dipendenti della Pa; road map, percorso per la razionalizzazione dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili; testo unico circa la legislazione relativa alle autorizzazioni per le fonti rinnovabili. Nel complesso si tratta di misure per 19,2 miliardi di euro, alla cui copertura si propone di provvedere, con le risorse derivanti dalle misure definanziate, con il contributo a fondo perduto REPowerEU assegnato all’Italia (2,7 miliardi di euro) e le risorse aggiuntive derivanti dall’aggiornamento del contributo Ue per effetto della variazione del Pil (150 milioni di euro).

MIT: RISORSE SU NAPOLI-BARI E PALERMO-CATANIA

In una nota del Mit diffusa alla fine della cabina di regia a Palazzo Chigi, il dicastero guidato da Matteo Salvini ha specificato che escono dalle scadenze 2026 del Pnrr la tratta ferroviaria Roma-Pescara, due lotti della Palermo-Catania e una parte degli investimenti per l’Ertms (European rail traffic management system). E che le risorse saranno utilizzate su altri lotti delle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania. In ogni caso, ha puntualizzato il Mit, gli oltre 39 miliardi di risorse finanziarie da destinare alle infrastrutture e ai sistemi di trasporto saranno interamente spesi, come da programma.

In più il vicepremier Salvini ha avanzato, tramite i propri uffici, proposte per ottenere 2 miliardi di finanziamenti ulteriori per rafforzare le misure a supporto delle perdite idriche, del trasporto rapido di massa e dei treni intercity. Sui fondi Repower-EU, il Mit ha chiesto poi fondi aggiuntivi per 1,5 mld per l’efficientamento energetico nelle case popolari, 400 mln per elettrificazione delle banchine nei porti per ridurre le emissioni inquinanti e 600 mln per nuovi vagoni per i treni pendolari e il trasporto pubblico locale.

GAVA: “OTTIMO LAVORO GOVERNO SU RIMODULAZIONE. IMPORTANTE SALVARE I FONDI DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO DAI MECCANISMI SELETTIVI DEL PIANO”

“La proposta di rimodulazione dei fondi per il dissesto idrogeologico presenti nel PNRR – relativi a cosiddetti progetti in essere che rischiano di non corrispondere ai criteri temporali e alle caratteristiche di sostenibilità rigide del Piano di Resilienza -, è utile per utilizzare al meglio le risorse attraverso i Fondi di Coesione e per aprire una più ampia e concreta riflessione, come scritto nel documento approvato dalla cabina di regia, di tutto il meccanismo di difesa e salvaguardia del territorio, anche alla luce dei tragici eventi accaduti quest’anno nel nostro Paese”, ha affermato viceministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Vannia Gava in merito alla proposta formulata dalla cabina di regia di Palazzo Chigi.

BONELLI (AVS): GOVERNO CANCELLA 15,9 MLD PER EMERGENZA CLIMA

“È veramente sconcertante assistere a come questo Governo dei no continui a non agire di fronte alla crisi climatica, a fare la stessa politica di sempre, quella del non fare, dello spreco, del ritardo. Dal Pnrr spariscono misure cruciali per contrastare l’emergenza climatica: 15,9 miliardi di euro che dovevano essere destinati alla gestione del rischio di alluvione e del dissesto idrogeologico, alla valorizzazione del territorio, all’efficienza energetica, alla rigenerazione urbana, all’utilizzo dell’idrogeno nei settori più inquinanti, al verde urbano ed extraurbano. È una mancanza di rispetto verso i cittadini italiani ed europei che hanno finanziato con le loro tasse il Pnrr”, ha invece commentato in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli.

QUI LA BOZZA DELLA REVISIONE DEL PNRR

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