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Giornali

Ponte sullo Stretto, Pnrr, ex Ilva e Cer: cosa dicono i giornali di oggi

Pietro Ciucci, ad della Società Stretto di Messina ha garantito massima collaborazione alla Procura per l’indagine avviata, mentre sul Pnrr le previsioni sono per un Pil in crescita moderata. Capitolo ex Ilva: Urso ha invitato Quaranta ‘a convocare rapidamente i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dell’indotto ex Ilva. C’è attesa per il decreto Cer. Ecco cosa dicono i giornali

Non si placano le polemiche sul Ponte sullo Stretto di Messina con la Procura di Roma che ha aperto un’indagine, mentre l’Italia si scopre come il paese numero uno nel numero di ‘traguardi’ e ‘obiettivi’ centrati sulle riforme e risorse trasferire per quanto riguarda il Pnrr. Sull’ex Ilva, il Mimit ha chiesto la procedura straordinaria anche per le controllate. Infine, tra oggi e domani è poi attesa la pubblicazione del decreto del ministero dell’Ambiente per la costituzione delle nuove comunità energetiche rinnovabili (Cer), con potenza complessiva fino a 1 megawatt, a tre anni dal decreto legislativo che ha ampliato le dimensioni di queste comunità.

PONTE STRETTO, CIUCCI: COLLABORAZIONE SULLE CONTESTAZIONI, IN ESTATE I PRIMI CANTIERI

“Ancora non sono stati aperti i cantieri per il Ponte sullo Stretto e la Procura di Roma ha già aperto un fascicolo di indagine. ‘Nel pieno rispetto dell’attività della magistratura, confermo — dice Pietro Ciucci, amministratore delegato di Società Stretto di Messina — la nostra massima collaborazione e trasparenza con le autorità inquirenti con lo scopo di chiarire tutte le azioni svolte, dalla ricostituzione della società — avvenuta a giugno scorso — a oggi’”. Lo scrive il Corriere della Sera di oggi. “(…) I ponti dovrebbero unire. Perché quello sullo Stretto è così divisivo? ‘Quello sullo Stretto non è un ponte qualsiasi e nel tempo ha acquisito una valenza politica. Per esempio, già nel 2001 il candidato premier Rutelli in campagna elettorale annunciò l’apertura del ponte. Poi è diventato un vessillo del presidente Berlusconi. Ora è il ponte del ministro Salvini, tutto questo spiega perché sia divisivo. Resta che i ponti sono fatti per unire’. (…) A cosa e a chi serve il collegamento sullo Stretto? ‘Il ponte sarà connesso alla rete autostradale e ferroviaria, con un progetto che comprende 40 chilometri di collegamenti che rendono l’opera la congiunzione più efficiente tra Sicilia e Calabria, aperta 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Realizzare il ponte vuole dire assicurare una linea metropolitana tra Reggio Calabria-Villa San Giovanni e Messina, creando un’area in continuità per lo scambio di merci e persone – si legge sul quotidiano -. Il ponte sarà, inoltre, un catalizzatore per gli investimenti a corredo dell’opera, come l’alta velocità, collegando 5 milioni di persone che vivono al di là dello Stretto. Si tratta di quasi il 10% della popolazione italiana’. (…) ‘L’obiettivo è partire nella prossima estate. Stiamo consegnando i documenti per la conferenza dei servizi e la valutazione di impatto ambientale. E sarà, quindi, tutto pubblico. Le procedure devono essere concluse entro 90 giorni, poi si passa al Cipess, che approva il progetto definitivo e il piano finanziario assegnando la pubblica utilità al progetto. Se tutti rispettano questa tempistica, in estate apriremo i primi cantieri’”, ha concluso il Corriere della Sera.

PNRR, ITALIA PRIMA IN UE SUI FONDI MA IL PIL SALIRÀ MENO DEL PREVISTO

“Si avvicina un momento di chiarezza sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, con la cabina di regia convocata stamattina a Palazzo Chigi. Da quasi un anno il governo non pubblica dati sui volumi di spesa dei fondi europei rendicontati dalla Ragioneria dello Stato, ma l’attesa dovrebbe finire oggi. Presente il governo quasi per intero, più i rappresentanti di Comuni (Antonio Decaro), Province (Michele de Pascale) e Regioni (Massimiliano Fedriga), il ministro agli Affari europei Raffaele Fitto presenterà la relazione sull’attuazione del Pnrr nel 2023. E, con quella, i dati della spesa registrata adesso che Bruxelles ha versato già metà dei fondi — una delle percentuali di trasferimenti più alte in Europa — e il cammino del programma è arrivato a metà”. Lo riporta il Corriere della Sera. “(…) Avanti rispetto agli altri Paesi l’Italia è anche nel numero di ‘traguardi’ e ‘obiettivi’ centrati sulle riforme, un’area su cui solo la Spagna sembra aver fatto meglio”, prosegue il quotidiano.

“Poi però ci sono le incertezze, la principale delle quali riguarda l’impatto reale di ogni euro del Pnrr speso. La Commissione Ue stima che, messi al lavoro sull’economia, i 194 miliardi del Pnrr italiano — pari al 9,4% del Pil del 2023 — dovrebbero aver alzato al 2026 il prodotto stesso del 2,5% rispetto a uno scenario senza Recovery. E questo nello scenario positivo di sensibili aumenti di produttività, perché nello scenario a produttività debole i fondi del Pnrr genererebbero solo un 2% di crescita in più fra il 2020 e il 2026. In sostanza ogni euro di spesa del Recovery produrrebbe circa venti o 25 centesimi di Pil in più (rispetto a un’Italia senza Pnrr) (…)”, ha chiuso il quotidiano.

EX ILVA, IL MIMIT CHIEDE PROCEDURA STRAORDINARIA ANCHE PER LE CONTROLLATE

“Dopo Acciaierie d’Italia si profila l’amministrazione straordinaria anche per le altre società del gruppo. Si tratta di AdI Energia srl, AdI Servizi Marittimi srl e AdI Tubiforma srl. Le prime due sono le società che si occupano, rispettivamente, delle centrali elettriche che alimentano gli impianti dello stabilimento di Taranto e delle navi per il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti. La richiesta è stata avanzata al Mimit dal neo commissario di Acciaierie, Giancarlo Quaranta, che ieri ha avuto un confronto con i tecnici e col ministro Adolfo Urso”. Lo scrive Il Sole 24 Ore di oggi. “(…) In sostanza, per il gruppo di Acciaierie d’Italia si ripete lo stesso schema che a gennaio 2015 ci fu per Ilva, quando andò per prima in amministrazione straordinaria la spa e poi le altre società del gruppo, tra cui Taranto Energia (poi ridenominata AdI Energia) e quella dei Servizi Marittimi. – ha proseguito il quotidiano – (…) Urso, intanto, ha già invitato Quaranta ‘a convocare rapidamente i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dell’indotto dell’ex Ilva per ricucire i rapporti sociali che finora sono mancati, fondamentali per l’immediato rilancio produttivo della società’. Urso ha inoltre posto l’accento sulla valorizzazione dei rapporti con le imprese infragruppo con particolare evidenza per la Sanac, azienda in salute – si osserva – che oggi versa in una condizione di crisi determinata unicamente dalla cesura delle relazioni con AdI, che ha acquistato altrove i materiali refrattari necessari al rivestimento interno degli impianti (…)”.

REGOLE PRONTE PER LE COMUNITÀ ENERGETICHE

“Il trampolino di lancio per la costituzione delle nuove comunità energetiche rinnovabili (Cer), con potenza complessiva fino a 1 megawatt è finalmente pronto. A tre anni dal decreto legislativo che ha ampliato le dimensioni di queste comunità sono in dirittura d’arrivo le regole operative del Gse che indicheranno nel dettaglio quali sono gli adempimenti e i documenti necessari per autorizzare la realizzazione di questi impianti. La pubblicazione, di pari passo con il decreto del ministero dell’Ambiente che ne recepirà i contenuti, è attesa tra oggi e domani”. È quanto riporta Il Sole 24 Ore di oggi. “(…) Il mercato è in attesa di vedere formalizzata la soluzione a un interrogativo cruciale: e cioè se gli impianti realizzati e allacciati alla rete dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 199 del 2021, ma prima della pubblicazione del decreto ministeriale sulle Cer (gennaio 2024) possono essere ammessi a far parte di una comunità. La questione non è irrilevante, perché essere autorizzati a dare vita a un Cer consente l’accesso agli incentivi in conto esercizio per l’energia autoconsumata virtualmente da componenti della comunità per i 20 anni successivi (da 60 fino a 130 euro a megawattora; gli impianti nei comuni sotto i 5 mila abitanti possono ottenere contributi in conto capitale con i fondi Pnrr fino al 40% delle spese di realizzazione). (…) Secondo le indiscrezioni, questi chiarimenti dovrebbero trovare spazio proprio nell’ambito delle regole tecniche del Gse e nel decreto ministeriale che le recepirà – prosegue il quotidiano -. Entro 45 giorni dall’uscita delle regole operative il Gse dovrà aprire i portali per l’invio delle richieste degli incentivi in conto esercizio e per quelli in conto capitale. (…)”.

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