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Russia meno dipendente dal petrolio ma non del tutto

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È quanto ha rivelato S&P Global Ratings in un’analisi dal titolo “Hooked On Oil: Is Russia Breaking Free?”

La Russia sembra aver disaccoppiato il rapporto tra l’equilibrio dei conti e l’export petrolifero ma non in maniera così profonda. È quanto ha rivelato S&P Global Ratings in un’analisi dal titolo “Hooked On Oil: Is Russia Breaking Free?”

CORRELAZIONE CON PETROLIO SI E’ INDEBOLITA PER VIA DELLE SANZIONI E DELLE POLITICHE GOVERNATIVE

trivelleIl prezzo del petrolio nel paese, ha evidenziato S&P, ha storicamente plasmato l’equilibrio russo dei pagamenti, il tasso di cambio del rublo, le finanze pubbliche e, in definitiva, la crescita economica. “Dal 2016, la correlazione tra i prezzi del petrolio russo, tasso di cambio, crescita del pil, e spesa fiscale si è indebolita, soprattutto a causa di politiche governative e sanzioni internazionali”. Insomma “la sensibilità delle condizioni economiche e finanziarie interne ai movimenti del prezzo del petrolio è diminuita – ha detto Karen Vartapetov analista di S&P Global Ratings -. Più recentemente, il tasso di cambio sembrava essersi completamente disaccoppiato dai prezzi internazionali del petrolio. Le esportazioni di prodotti non energetici sono aumentate di recente, sostenute dal miglioramento della competitività dei prezzi del mercato interno dei beni prodotti”

PERCHÉ È MUTATO IL QUADRO RUSSO

Che cosa è successo in sostanza? Il nuovo quadro fiscale, ha spiegato S&P, “analizza la spesa fiscale al fine di un prezzo conservativo del petrolio di 40 dollari al barile (a prezzi del 2017, corretto del 2% annualmente), richiedendo al governo di risparmiare entrate impreviste di petrolio e di investire in attività estere. Inoltre, le sanzioni internazionali hanno alterato il modello di flussi di capitale, rendendoli meno prociclici”. Ma non fino in fondo.

L’ECONOMIA RUSSA RIMANE ANCORA STRUTTURALMENTE DIPENDENTE DALL’EXPORT DI IDROCARBURI CHE CONTA PER IL 60%

“L’economia russa rimane, tuttavia, strutturalmente dipendente dalle entrate delle esportazioni di petrolio e gas. Il settore rappresenta ancora quasi il 60% del totale dell’export di petrolio e gas naturale nel bilancio federale – ha detto Vartapetov -. E richiederà tempo e sforzi cambiare” questo paradigma. Secondo S&P “se accompagnata da riforme strutturali, la trasmissione più debole del prezzo del petrolio e la volatilità dell’economia russa potrebbero gradualmente facilitare la crescita economica attraverso la diversificazione, stimolando in modo sostenibile la crescita economica”.

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