L’utile netto adjusted balza a 1,4 miliardi di euro grazie all’integrazione di 2i Rete Gas e il dividendo sale a 0,30 euro. Il nuovo Piano 2026-2030 punta su trasporti, stoccaggio e sulla cattura della CO2 per blindare la sicurezza europea.
Il Gruppo Snam consolida la propria leadership continentale e delinea una strategia industriale di lungo periodo fondata sulla resilienza delle infrastrutture e sull’innovazione tecnologica. Il Consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Zehentner ha approvato i risultati finanziari dell’esercizio 2025 e il nuovo Piano Strategico 2026-2030, segnando un passaggio definito storico per l’azienda. Secondo quanto emerge dai bilanci illustrati dall’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi, la società ha superato tutte le guidance finanziarie, diventando il primo operatore europeo nella distribuzione di gas grazie al consolidamento di 2i Rete Gas. Il nuovo scenario energetico prevede investimenti complessivi per 14 miliardi di euro entro il 2030, con l’obiettivo di creare un sistema integrato, sicuro e competitivo, dove il gas naturale continuerà a svolgere un ruolo centrale come vettore di bilanciamento per le fonti rinnovabili.
RISULTATI 2025: CRESCITA A DOPPIA CIFRA E NUOVO PERIMETRO
L’esercizio 2025 si è concluso con ricavi totali pari a 3.885 milioni di euro, segnando un incremento dell’8,9% rispetto al 2024, trainato principalmente dai ricavi regolati delle infrastrutture gas (+9,5%). L’EBITDA adjusted si è attestato a 2.969 milioni di euro (+7,8%), mentre l’utile netto adjusted ha raggiunto i 1.422 milioni di euro, con un aumento del 10,3%.
Questa performance è stata sostenuta dalla resilienza delle attività regolate e dall’ingresso nel perimetro di Stogit Adriatica e del terminale FSRU di Ravenna. L’indebitamento finanziario netto si è fermato a 17.509 milioni di euro, valore sensibilmente inferiore alla guidance grazie all’ottimizzazione della struttura finanziaria. Alla luce di questi solidi fondamentali, Snam ha proposto un dividendo complessivo di 0,3021 euro per azione (+4%), confermando una politica di remunerazione sostenibile per i propri azionisti.
IL PIANO STRATEGICO 2026-2030: INVESTIMENTI SENZA PRECEDENTI
Il nuovo Piano industriale prevede lo stanziamento di 14 miliardi di euro (13,7 miliardi al netto dei contributi), con un incremento del 10% rispetto alla pianificazione precedente. Il 97% delle risorse sarà destinato ad attività regolate. Nello specifico, 9,2 miliardi di euro saranno investiti nel trasporto gas, includendo il completamento della Linea Adriatica, la metanizzazione della Sardegna e la sostituzione di 976 km di condotte.
Per il potenziamento dei siti di stoccaggio sono previsti 2,1 miliardi, mentre 1 miliardo riguarderà la rigassificazione, con l’espansione di Panigaglia e il consolidamento di OLT. “Investiamo 14 miliardi di euro entro il 2030 per creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato, sicuro e competitivo. Il gas continuerà a svolgere un ruolo centrale per preservare l’affidabilità del sistema”, ha dichiarato Scornajenchi.
DECARBONIZZAZIONE E NUOVE FRONTIERE: RAVENNA CCS E IDROGENO
Snam punta con decisione sulla sostenibilità attraverso progetti d’avanguardia. Circa 800 milioni di euro saranno investiti nel progetto Ravenna CCS per la cattura e lo stoccaggio della CO2, un’iniziativa che vanta una capacità potenziale di oltre 500 milioni di tonnellate. Per lo sviluppo della dorsale dell’idrogeno sono stati stanziati 200 milioni di euro, destinati alla riconversione del 60% della rete esistente, progetto già inserito nella lista dei Progetti di Interesse Comune dell’UE.
Sul fronte delle Market Solutions, il Gruppo destinerà 240 milioni all’efficienza energetica tramite Renovit e 140 milioni allo sviluppo del biometano con Bioenerys, che attualmente gestisce 35 impianti per una potenza di 47 MW. Tuttavia, il piano prevede la cessione del business biometano entro il 2027, in linea con le disposizioni di Arera.
INNOVAZIONE DIGITALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Un miliardo di euro del piano sarà dedicato interamente all’innovazione tecnologica. Di questi, 800 milioni sosterranno la trasformazione digitale, con l’implementazione di modelli di intelligenza artificiale generativa per le funzioni corporate e lo sviluppo di “digital twin” industriali per ottimizzare la manutenzione degli asset tramite l’Asset Control Room.
Altri 200 milioni segneranno il debutto di Snam nell’innovazione energetica pura, focalizzandosi su soluzioni per le molecole decarbonizzate e lo stoccaggio avanzato. L’obiettivo è aumentare l’efficienza operativa e la flessibilità del sistema, trasformando Snam in un pioniere tecnologico della transizione.
GESTIONE ATTIVA DEL PORTAFOGLIO E ASSET ROTATION
Snam introduce una terza leva strategica: un programma di “asset rotation” da circa 3 miliardi di euro. L’operazione prevede disinvestimenti in asset non core per 1,6 miliardi e acquisizioni selettive per 1,2 miliardi, puntando ad aree strategicamente rilevanti che possano generare un incremento del 6% dell’EBITDA entro il 2030. In questo quadro si inserisce la recente acquisizione del controllo esclusivo di OLT (Offshore LNG Toscana): il 2 marzo 2026 Snam ha rilevato il 48,24% da Igneo Infrastructure Partners e il 4 marzo ha siglato l’accordo per il restante 2,69% da Golar Offshore. Con un investimento di 129 milioni, Snam arriva a detenere il 97,31% di OLT, asset fondamentale che copre l’8% della domanda nazionale di gas.
SOSTENIBILITÀ E FINANZA GREEN
Il Gruppo conferma l’impegno verso il Net Zero entro il 2050, con target intermedi di riduzione delle emissioni Scope 1 e 2 del 9% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 2022. Snam si è distinta nei rating ESG, ottenendo la “A” da CDP Climate e il riconoscimento “Gold Standard” dall’UNEP per la riduzione delle emissioni di metano (-67% rispetto al 2015).
Sul piano finanziario, il peso dei finanziamenti sostenibili sul totale del funding salirà al 95% entro il 2030. Nel corso dell’anno sono stati emessi il primo European Green Bond da 1 miliardo di euro e un’emissione dual-tranche Sustainability-Linked da 2 miliardi di dollari. Il costo medio netto del debito è atteso stabilizzarsi al di sotto del 2,9% nell’arco del piano.
IMPATTO NORMATIVO E ADEMPIMENTI ANTITRUST
La gestione operativa dovrà misurarsi con le novità legislative, in particolare con il “Decreto Energia – Bollette” del 20 febbraio 2026, che ha introdotto un incremento dell’IRAP del 2% per il biennio 2026-2027. Per Snam, tale misura comporterà oneri aggiuntivi stimati in circa 40 milioni di euro annui.
Sul fronte M&A, l’acquisizione di 2i Rete Gas è stata autorizzata dall’Antitrust a condizione di cedere circa 600.000 punti di riconsegna (PdR). Il 1° marzo 2026 è stata già perfezionata la cessione di circa 120.000 PdR negli ATEM di Bari, Pisa e Teramo all’ATI composta da Plures, Estra e Centria per 253,1 milioni di euro; le restanti dismissioni sono attese entro il secondo trimestre del 2026.
VISIONE OLTRE IL 2030 E ORIZZONTE 2035
Snam estende lo sguardo anche al decennio successivo, identificando opportunità di investimento per ulteriori 14 miliardi di euro tra il 2031 e il 2035. Questo porterebbe il totale degli investimenti nel periodo 2026-2035 a circa 28 miliardi di euro, finalizzati al completamento della dorsale dell’idrogeno e al potenziamento del sistema CCS. La Regulatory Asset Base (RAB) dovrebbe crescere fino a 41,3 miliardi di euro entro il 2035, con un aumento di 1,6 volte rispetto ai livelli attuali. Questo percorso mira a consolidare il ruolo dell’Italia come hub meridionale del gas per l’Europa, con flussi di esportazione attesi fino a 7 miliardi di metri cubi annui a partire dal 2030.


