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Snam, utili sopra il miliardo. Ricavi per 2,6 mld (+3%) e dividendi in crescita

Snam

Alverà (Snam): Il 2019, anno di forte accelerazione sulla transizione energetica. Per il Coronavirus previsti impatti limitati emergenza

Snam ha registrato nel 2019 ricavi per 2,6 miliardi (+3% rispetto al 2018), un margine operativo lordo di 2,17 miliardi (+3,5%) e un utile netto ‘adjusted’ di 1,09 miliardi (+8,2%). La crescita dell’utile avviene grazie a una positiva gestione operativa, alla riduzione degli oneri finanziari e a maggiori proventi da partecipazioni. Il dividendo proposto è di 0,2376 per azione e cresce del 5% in linea con la politica di dividendi già annunciata. Con questi numeri il cda di Snam, riunitosi sotto la presidenza di Luca Dal Fabbro, ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio di esercizio per il 2019 e la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2019 (DNF).

ALVERÀ (SNAM): IL 2019 È STATO UN ANNO DI FORTE ACCELERAZIONE SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA

“Il 2019 è stato per Snam un anno di forte accelerazione sulla transizione energetica: abbiamo sperimentato, tra i primi al mondo, l’immissione di idrogeno nella nostra rete di trasmissione, destinato oltre il 20% degli investimenti del piano al 2023 all’innovazione e ai nuovi business nell’efficienza energetica, mobilità sostenibile e biometano, anche grazie alle recenti acquisizioni. Abbiamo lanciato nuovi standard per l’acquisto di materiali che renderanno la rete Snam ‘hydrogen ready’, garantendo alle nostre infrastrutture un ruolo sempre più centrale nel percorso di decarbonizzazione – ha commentato l’ad di Snam Marco Alverà -. Il positivo andamento della gestione operativa, la riduzione degli oneri finanziari e i maggiori proventi da partecipazioni ci hanno permesso di proseguire il percorso di crescita dei risultati e remunerazione degli azionisti. Il nostro orizzonte è il lungo periodo: siamo impegnati a integrare sempre più i fattori ESG nel business e a lavorare nell’interesse di tutti gli stakeholder, come dimostrano i piani per la riduzione dell’impatto ambientale delle nostre attività per oltre il 40% al 2030 e le numerose iniziative avviate per contribuire allo sviluppo economico e sociale dei territori nei quali operiamo”.

I NUMERI

L’indebitamento finanziario netto del gruppo al 31 dicembre 2019 ammonta a 11.923 milioni contro gli 11.548 milioni dell’anno precedente, ma l’attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi tre anni ha portato a una riduzione del costo medio del debito dal 2,4% del 2016 all’1,1% nel 2019, spiega la società. Snam ha previsto un incremento degli investimenti per il periodo 2019-2023, portandoli a 6,5 miliardi, circa il 14% in più rispetto al piano 2018-2022, sia grazie al maggior contributo dei nuovi business della transizione energetica sia all’incremento degli investimenti in sostituzioni (sono previste sostituzioni di 1.000 chilometri di rete in arco piano).

Il gruppo prevede di rafforzare il piano di efficienza lanciato nella seconda metà del 2016, con oltre 65 milioni di risparmi attesi al 2023. A fine 2019 sono stati già consuntivati 51 milioni, target precedentemente previsto per il 2021. Per l’emergenza Coronavirus, Snam ricorda di aver firmato contratti per acquistare 500 ventilatori polmonari e 600mila mascherine N95 che saranno donati ai territori più colpiti.

Gli investimenti tecnici del 2019 ammontano a 963 milioni di euro (882 milioni di euro nel 2018) e si riferiscono principalmente ai settori trasporto (813 milioni di euro) e stoccaggio (112 milioni di euro) di gas naturale. Gli investimenti relativi a SnamTec, il nuovo progetto lanciato da Snam orientato all’innovazione e alla transizione energetica, nel 2019 ammontano a 172 milioni di euro, in linea con le previsioni.

L’EMERGENZA CORONAVIRUS

Con riferimento agli impatti sui costi, anche potenziali, e ai flussi di cassa attesi derivanti dal Coronavirus, identificato dalla Cina in data 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, capitale della provincia dell’Hubei, la società, ad oggi, non è in grado di determinare con attendibilità eventuali ripercussioni sui risultati 2020 o eventuali implicazioni per gli anni successivi. Sulla base delle attuali e più aggiornate informazioni disponibili, anche in ragione della natura delle attività condotte da Snam, la società prevede impatti limitati in relazione alle circostanze sopra riportate.

Snam ha intrapreso fin da subito tutte le iniziative necessarie a garantire la normale operatività dell’azienda e la sicurezza energetica del Paese. Allo stato attuale, sono ancora non valutabili gli eventuali effetti sulle iniziative di sviluppo e su fornitori o clienti derivanti dal rallentamento delle attività oltre che dall’attuale contesto macro-economico conseguente allo sviluppo della pandemia su scala internazionale. Medesime considerazioni valgono inoltre per le attività che il Gruppo Snam detiene al di fuori dei confini territoriali italiani, in particolare in Francia, Austria, Grecia, Albania e Regno Unito.

In relazione all’emergenza Coronavirus in Italia, Snam, anche attraverso Fondazione Snam, ha stanziato 20 milioni di euro per realizzare iniziative in favore del sistema sanitario e del terzo settore. I fondi e le competenze di Snam, che opererà in stretto contatto con le autorità, saranno destinati a ospedali, strutture sanitarie e altri enti per l’acquisto di apparecchiature e beni necessari, per l’assistenza sanitaria e per supportare realtà del terzo settore che si occupano della tutela di giovani e anziani. A tal proposito, Snam ha firmato contratti per acquistare 500 ventilatori polmonari e 600mila mascherine N95 che saranno donati ai territori più colpiti dall’emergenza. “Il nostro impegno nel fornire al Paese un servizio essenziale – dichiara Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam e Vice Presidente di Fondazione Snam – oggi più che mai va di pari passo con il nostro impegno sociale. Snam, con i suoi organi sociali e tutte le sue persone, è vicina agli operatori sanitari, al mondo del non profit, alle istituzioni e a tutte le comunità italiane colpite dall’emergenza in corso”.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DI GESTIONE

Il gas naturale si sta affermando a livello globale come fonte energetica sempre più abbondante e competitiva nonché come soluzione immediata ed economica alla decarbonizzazione. Tale ruolo centrale verrà rafforzato grazie al rapido sviluppo dei gas rinnovabili, in particolare della filiera del biometano, che potrà crescere a ritmo sostenuto in Italia anche a seguito degli investimenti di Snam, e alle numerose iniziative in corso in tutto il mondo per produrre l’idrogeno da fonti rinnovabili a costi sempre più competitivi.

In Europa e in Italia si è registrato un recupero della domanda negli ultimi anni, associato a una crescente necessità di importazioni da rotte diversificate alla luce del declino della produzione domestica e in vista della progressiva uscita di vari paesi dalla produzione termoelettrica a carbone. In Europa, il fabbisogno di importazioni è cresciuto del 30% dal 2014 ed è previsto in ulteriore aumento nel medio periodo, mentre in Italia, secondo gli scenari congiunti Snam-Terna pubblicati il 30 settembre 2019, i consumi di gas al 2040 sono attesi sostanzialmente in linea con quelli attuali, con un ruolo crescente per i gas rinnovabili.

Snam ha previsto un incremento degli investimenti per il periodo 2019-2023, portandoli a 6,5 miliardi di euro, circa il 14% in più rispetto al piano 2018-2022, sia grazie al maggior contributo dei nuovi business della transizione energetica sia all’incremento degli investimenti in sostituzioni (sono previste sostituzioni di 1.000 km di rete in arco piano) al fine di continuare a garantire la massima resilienza, flessibilità ed efficienza delle infrastrutture esistenti.

Gli investimenti del progetto SnamTec (Tomorrow’s Energy Company) sono previsti pari a 1,4 miliardi di euro, con l’obiettivo di accelerare la capacità innovativa di Snam e dei suoi asset per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione del sistema energetico.

Con il nuovo piano al 2023 Snam intende rafforzare il suo ruolo nella transizione energetica accrescendo la propria presenza nel settore del biometano, che avrà un ruolo strategico nel percorso di decarbonizzazione, e confermando l’impegno nella mobilità sostenibile e nell’efficienza energetica. Inoltre, punta a essere tra i pionieri nell’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro; a tal proposito, ha istituito una business unit con il compito di valutare possibili progetti pilota e contribuire allo sviluppo della filiera.
I fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) sono sempre più integrati nelle strategie e nella gestione dell’azienda. Dal punto di vista ambientale, le emissioni di metano saranno ridotte del 40% al 2025 (con base 2016) rispetto al target del 25% del precedente piano. È prevista una riduzione del 40% delle emissioni CO2 al 2030 grazie all’avvio della conversione delle prime sei centrali in ibride gas-elettrico, che contribuiranno anche alla flessibilità del sistema elettrico, e alle azioni di efficienza energetica sugli edifici. È inoltre prevista al 2030 una riduzione del 40% della CO2 da consumi elettrici grazie al maggiore ricorso al fotovoltaico. Attraverso la controllata TEP Energy Solution e Fondazione Snam verrà supportato il progetto di riforestazione urbana del Comune di Milano ForestaMI. Snam, inoltre, ha recentemente avviato il programma “Snam Plastic Less” finalizzato a eliminare dal 2020 la plastica monouso nei distributori di bevande in tutte le sedi aziendali ed entro il 2023 l’utilizzo della plastica negli imballaggi industriali. Dal punto di vista sociale, proseguono le iniziative di formazione interne ed esterne all’azienda, le politiche per l’equilibrio di genere e l’inclusione e le attività di Fondazione Snam per lo sviluppo dei territori.

Snam prevede di rafforzare il piano di efficienza lanciato nella seconda metà del 2016, con oltre 65 milioni di euro di risparmi attesi al 2023 con base 2016, rispetto ai 60 milioni di euro del precedente piano. A fine 2019 sono stati già consuntivati 51 milioni di euro, target precedentemente previsto per il 2021.

L’attività di ottimizzazione della struttura finanziaria condotta negli ultimi tre anni ha portato a una riduzione del costo medio del debito dal 2,4% del 2016 all’1,1% nel 2019. Le azioni implementate consentono inoltre di ridurre la volatilità del costo del debito, che è stimato possa rimanere stabile ad un valore medio dell’1,4% lungo l’orizzonte di piano. In aggiunta, con l’obiettivo di allineare la strategia di finanziamento con i propri target di sostenibilità e di ampliare la base di investitori, Snam ha emesso a febbraio il suo primo Climate Action bond, che fissa le regole per l’emissione di prestiti obbligazionari volti al finanziamento di investimenti nell’ambito della sostenibilità ambientale e ha ottenuto ad aprile 2019 una riduzione del margine del proprio “sustainable loan” da 3,2 miliardi di euro.