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Sostenibilità: I cinque trend da monitorare nel 2023

Sostenibilità

Il commento sull’outlook 2023 per la sostenibilità di Andy Howard, Global Head of Sustainable Investment di Schroders

Andy Howard, Global Head of Sustainable Investment di Schroders, in una nota, ha offerto un analisi dettagliata sui punti dell’outlook 2023 per la sostenibilità, che delinea i 5 trend da monitorare, a partire dal cambiamento climatico per arrivare alla regolamentazione che si sta diffondendo dall’UE ad altre parti del mondo.

SOSTENIBILIÀ: I TREND DA MONITORARE

Nel mondo post-Covid-19, le crepe nelle economie, nelle società e nelle ambizioni ambientali stanno diventando più evidenti. Guardando al 2023 e oltre – si legge nel commento a cura di Howard – il debito ereditato dalla crisi limita la capacità dei governi di sostenere le società in tempi difficili. Ci si aspetta che le imprese svolgano un ruolo maggiore nell’affrontare le questioni cruciali, dalle sfide climatiche alle minacce alla biodiversità, fino alla crisi del costo della vita. In poche parole, il futuro si prospetta molto diverso dal passato: abbiamo individuato cinque trend da monitorare nel 2023 nell’ambito degli investimenti sostenibili.

CAMBIAMENTO CLIMATICO E VOLONTÀ POLITICA

In primo luogo – si legge nel commento sull’outlook 2023 a cura di Andy Howard, Global Head of Sustainable Investment di Schroders – il cambiamento climatico è una questione inevitabile. Tutti gli investitori sono esposti al suo impatto, ma anche delle azioni politiche ed economiche volte ad affrontarne le cause. Gli investitori devono assicurarsi che le esposizioni a questi rischi siano considerate in modo ponderato e gestite insieme alle opportunità offerte dalle soluzioni alla sfida climatica.

In Schroders – sottolinea Howard – ci siamo impegnati a raggiungere le zero emissioni nei prossimi decenni, fissando anche un obiettivo basato sulla scienza, convalidato dall’iniziativa Science-Based Targets all’inizio del 2022. Tuttavia, fissare un obiettivo è la parte più semplice. Il modo in cui noi e le altre aziende affronteremo la decarbonizzazione è di fondamentale importanza e il nostro Piano d’azione per la transizione climatica delinea la nostra tabella di marcia.

La COP27 tenutasi in Egitto a novembre ha fatto ben poco per consolidare gli impegni globali all’azione. Detto questo – continua il commento – l’accordo su un fondo per le “perdite e i danni” per aiutare i Paesi in via di sviluppo dovrebbe alleggerire una delle sfide principali per realizzare i cambiamenti necessari a raggiungere gli obiettivi fissati a Parigi nel 2015. Il focus sarà sulla COP28 negli Emirati Arabi Uniti nel 2023.

CAPITALE NATURALE

In questo contesto – evidenzia Howard –  il ruolo del capitale naturale e le minacce più ampie alla biodiversità sono centrali. Le minacce al clima sono sintomatiche delle tensioni strutturali tra la crescente domanda di una popolazione mondiale più numerosa, più ricca e più affamata, e le risorse limitate del pianeta per sostenerla.

Oggi – si legge nel commento sull’outlook 2023 per la sostenibilità – utilizziamo ogni anno risorse equivalenti a quelle fornite da 1,7 Terre, spingendoci sempre più verso un deficit di capitale naturale e intensificando le minacce che il degrado degli ecosistemi globali comporta. Secondo alcune stime, ogni anno si perdono circa 10.000 miliardi di dollari di valore del capitale naturale, sottolineando le passività nascoste che si accumulano nell’economia globale. La realtà è cruda: il “rischio natura” sta rapidamente diventando un fattore integrante del rischio e dei rendimenti degli investimenti. Per questo motivo, a fine 2022 abbiamo pubblicato il nostro primo Piano per la Natura a livello aziendale, che riunisce le azioni intraprese finora e definisce la direzione futura delle azioni che stiamo intraprendendo per affrontare le cause e le implicazioni della perdita di natura.

COSTO DELLA VITA E ALTRE QUESTIONI SOCIALI

A livello umano – scrive Howard – una crisi del costo della vita ha preso piede in molti Paesi e, sebbene le pressioni più acute possano diminuire nel 2023, la povertà è una minaccia che terremo sotto controllo. Potremmo assistere a una maggiore pressione sui sistemi politici. Questo potrebbe minare la fiducia degli investitori nel fatto che la leadership politica definisca chiaramente le priorità, facendo ricadere la responsabilità sulle aziende e sugli investitori come noi. Ci aspettiamo che nel nuovo anno ci si concentri maggiormente sulle questioni sociali, tra cui la gestione del capitale umano, i diritti umani, la diversità e l’inclusione.

AZIONARIATO ATTIVO E IMPATTO

Con il moltiplicarsi delle forze che determinano il valore nei mercati finanziari – continua il commento – la selezione dei titoli sarà solo una soluzione parziale. La nostra capacità di portare avanti un’attività di engagement con le società e gli asset in cui abbiamo investito sarà una leva cruciale e necessaria per creare valore per i nostri clienti. Poche aziende sono preparate al mondo verso cui ci stiamo dirigendo e incoraggiarle ad adattarsi sarà importante per proteggere il loro valore. A inizio 2022 abbiamo pubblicato il nostro Engagement Blueprint, che definisce le nostre aspettative nei confronti delle società in cui investiamo, e intendiamo costruire su queste basi in futuro. Con l’aumento dell’attenzione per l’impact investing, anche l’azionariato attivo sarà una componente importante di queste strategie. Il nostro sondaggio su oltre 700 investitori istituzionali nel 2022 ha rilevato che circa la metà (48%) si concentra sull’impatto dei propri investimenti, rispetto a circa un terzo (34%) nel 2020. Ci aspettiamo che questa tendenza continui.

LA REGOLAMENTAZIONE

La regolamentazione si sta diffondendo dall’UE ad altre parti del mondo e le richieste di trasparenza e chiarezza nelle promesse dei prodotti sono giustamente destinate ad aumentare. I titoli dei giornali sul greenwashing hanno sottolineato l’importanza della trasparenza: ecco perché, ad esempio, in vista della COP15, abbiamo firmato la campagna Make it Mandatory di Business for Nature, che chiede a tutte le grandi imprese e istituzioni finanziarie di rendere obbligatoria la divulgazione degli impatti e delle dipendenze dalla natura a partire dal 2030.

Per chi di noi si occupa di sostenibilità nel settore degli investimenti – conclude Howard nel commento sull’outlook 2023 per la sostenibilità – gli ultimi anni sono stati incredibilmente impegnativi. Stare al passo con la portata e il ritmo dei cambiamenti normativi è stato complesso. Così come sviluppare l’analisi e i modelli e adattare il nostro azionariato attivo per approfondire la comprensione delle tendenze strutturali, sociali e ambientali, di fronte a un volume in espansione di dati ESG. E nel 2023 tutto ciò continuerà.

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